Sospesi sopra la gola del Reno, nel cantone dei Grigioni, abbiamo avuto la possibilità di vivere le adrenaliniche linee emotive tracciate dal LAAX Open 2026 presented by Zalando
Anfiteatro bianco e verticale che la Svizzera custodisce all’interno della Superpipe di Crap Sogn Gion a oltre 2000 mt, il LAAX Open non è semplicemente una tappa della Coppa del mondo di Snowboard e Freestyle, è un'istituzione culturale delle gesta sportive invernali al limite del possibile. Un punto d’incontro dove freestyle, greenstyle e lifestyle smettono di essere etichette e tornano a essere gesto, scelta, visione, e glorificazione.
Il freestyle qui smette di essere solo disciplina e diventa patrimonio intellettuale. Si capisce guardando lo sguardo degli atleti, come le loro linee diventano firma, dagli spalti affollati dove l’aria si trasforma in sospiri, trick dopo trick, lasciando tutti a bocca aperta. Dove per molti è soltanto performance, qui ogni salto diventa composizione artistica. E mentre la folla si stringe attorno alla Pipe, il freddo si fa più sottile: perché quando una comunità crede davvero in ciò che sta vedendo, il clima sportivo si innalza al livello delle montagne svizzere.
Il LAAX Open è tutto questo. Un appuntamento sportivo mondiale, certo, ma anche un festival della mountain community. Un ecosistema di persone, musica, DJ set, talk, film, rail sessions e happening che si muovono tra la vetta e la valle.
In questo speciale weekend innevato e multidisciplinare, invitati da Zalando, presenting partner della tappa, abbiamo avuto l’occasione di immergerci in “A Line We Draw”, primo episodio della docu-serie “Between the Lines”, un progetto in tre capitoli che segue quattro atleti svizzeri di freestyle: Mathilde Gremaud, David Hablützel, Giulia Tanno e Nicolas Huber nei tratti, pensieri e dettagli più delicati della loro preparazione ad una stagione invernale fuori dal comune.
Poche ore dopo la release di “The Risk We Take” e in attesa del terzo ed ultimo episodio “And Where We Land”, in uscita il 9 febbraio, riviviamo preparazione, fragilità, disciplina, solitudine, comunità attraverso le voci dei protagonisti di questa singolare produzione che indaga la componente umana dello sport ad alte prestazioni. Quella che, rumorosa e intima nello stesso istante, raramente trova spazio mentre scorrono le classifiche. Un dialogo in cui i sogni di vittoria non sono un concetto astratto ma una routine costruita di tentativi, di neve, di cadute che diventano metodo, dell’idea che, prima del risultato, esista un altrettanto importante traiettoria personale.





Mathilde Gremaud, freeskier – campionessa olimpica, plurimedagliata agli X Games e vincitrice del LAAX Open 2024
“Ci ho messo un po’ a capirlo, ma dopo la rottura del crociato nel 2017 ho ritrovato abbastanza in fretta tanto successo. Eppure credo di essermi portata dietro quell’infortunio più a lungo di quanto pensassi. Per questo, la sfida più grande per me è stata mentale: tornare a fidarmi di me stessa — del mio corpo, delle mie abilità, delle mie capacità. Tutti gli alti e bassi della mia carriera fin qui mi hanno plasmata. È un grande cliché, ma ogni volta che incontro una sfida, un momento duro o un periodo no, mi concentro davvero sul tornare più forte, imparare dai miei errori e crescere. Cerco sempre di vedere il lato positivo in ciò che mi è capitato, anche quando all’inizio sembra decisamente negativo.
Amo davvero tanto competere. Amo i nervi, e il fatto di non avere scelta se non fare quello che sai fare meglio proprio in quel preciso istante. Quindi sono sempre entusiasta di tornare in quello stato di pressione — lo aspetto, mi elettrizza. È semplicemente una cosa che mi piace tantissimo: gareggiare e avere un pettorale sulle spalle. La mia sfida più grande è che mi sembra di non sciare abbastanza. Mi piacerebbe passare più tempo a sciare con i miei amici, con tutti i tipi di sci diversi, e non solo ad allenarmi in park, perché prima di tutto quello che amo è semplicemente sciare. Quindi penso che la sfida, ora che ho 25 anni, sia accettare che sì, lo amo, ma è anche il mio lavoro — non solo una passione e un hobby che faccio quando posso.
Credo che le persone tendano a notare soprattutto i lati belli: i risultati, i post su Instagram e cose così. E anche se ora sta cambiando un po’, visto che abbiamo la possibilità di essere il nostro canale di notizie, penso che spesso la gente dimentichi quanto viaggiamo, quanto siamo lontani da casa e quanto ci alleniamo quando nessuno ci guarda. Come dicevo, con il fatto che siamo noi stessi il nostro canale, le persone iniziano a vedere tutto questo molto più di prima, ma credo che quello che la maggior parte non sappia davvero sia come ci si sente.”




David Hablützel, snowboarder – tre volte olimpionico e specialista dell’halfpipe
“La più grande sfida mentale e fisica che ho dovuto superare per arrivare dove sono oggi è senza dubbio la mia fortissima spinta verso la massima performance. Ho subito sette interventi al ginocchio, solo di rotture del crociato ne ho avute quattro, che hanno significato quattro anni interi lontano dallo sport. Nonostante questo, sono sempre riuscito a combattere per tornare ai vertici dello snowboard.
I momenti che mi hanno plasmato di più sono stati chiaramente quelli in cui non potevo fare ciò che amo di più. In quei periodi ho passato molto tempo a riflettere su me stesso e ho imparato qualità che non avrei mai potuto acquisire con trick, risultati o medaglie. Ho capito abbastanza presto che il successo può arrivare solo attraverso il fallimento. Il mio obiettivo è sempre stato puntare al meglio e tirare fuori il massimo da ogni situazione. Guardandomi indietro, sono persino grato per il tempo trascorso in riabilitazione, mi ha permesso di concentrarmi su di me. Le battute d’arresto mi motivano a tornare più forte e mi insegnano quanto sia importante guardare le cose con obiettività. Mi ricordano che la vita è fatta di alti e bassi, e che la mia sfida è crescere attraverso la sconfitta. Ogni stagione non vedo l’ora di stare sulla tavola con i miei amici o con tutta la mia famiglia: essere creativo, dimenticare per un attimo il mondo e la quotidianità, ed esprimermi attraverso lo snowboard.
Quello che molte persone non si rendono conto è che lo sport professionistico può essere molto duro e solitario. Di solito si vedono solo i momenti di vittoria, di gioia, ma la maggior parte del tempo è passato a lavorare sodo. Detto questo, la sensazione quando tutto si incastra in una run da sogno è assolutamente incredibile. Grazie allo snowboard ho imparato quanto sia potente modellare la percezione del mondo attraverso ciò che metti tu in gioco. Mi concentro su me stesso, e attraverso questo focus interiore riesco a creare anche cose bellissime all’esterno. Il mio sogno più grande oggi è riuscire a fare snowboard in salute per il resto della mia vita. Motivando e ispirando le persone a vivere fino in fondo le proprie passioni.”




Giulia Tanno, freeskier – cinque volte medagliata agli X Games
“Quando penso alla mia carriera, i momenti che mi vengono più in mente sono i successi in cui tutto si è incastrato davvero, soprattutto nella stagione 2019/20, quando sono salita sul podio cinque volte consecutive. Ma ci sono anche altri momenti che spiccano, non solo i successi. Per esempio, quelli in cui ho imparato un nuovo trick e, naturalmente, alcune sconfitte da cui ho tratto lezioni importanti per il mio futuro.
Lo sci mi ha insegnato tantissimo su me stessa: i miei limiti, come gestire il mio corpo e quanto sia importante ascoltare le mie sensazioni. E il processo di apprendimento non finisce mai: in questo sport non sei mai davvero ‘arrivata’. Ho imparato anche di che tipo di supporto ho bisogno, quali persone mi fanno bene e quali condizioni mi aiutano a rendere al massimo. Ho imparato ad affrontare le battute d’arresto e che i risultati non ti definiscono come persona.
Ciò che rende questo sport così speciale lontano dalle telecamere è la libertà che ti dà. Puoi spingerti in qualsiasi direzione tu scelga. È affascinante anche che ognuno abbia una prospettiva leggermente diversa sullo sport, eppure ci unisce tutti. La nostra scena è una vera community, che resta compatta. Il mio sogno più grande, oltre medaglie e titoli, è avere un impatto positivo sullo sci femminile. Voglio che più ragazze si sentano ispirate a provare il freeski, a scoprire questa passione e a vedere che le donne appartengono davvero a questo sport. Divertiti e circondati di persone che ti fanno bene, che ti motivano e tirano fuori il meglio di te. Ascoltati, dai tutto e goditi questo momento, perché non durerà per sempre.”




Nicolas Huber, snowboarder – plurimedagliato ai Mondiali di slopestyle
“Per me, la cosa più importante è stata imparare a gestire bene le battute d’arresto e non perdere mai la fiducia in me stesso. Ogni sconfitta contiene la possibilità di fare un passo avanti. Rialzarsi, ancora e ancora — questa è la chiave. Credo fermamente che cresciamo di più, sia come persone sia come atleti, proprio attraverso il fallimento. Il fallimento non è un ostacolo: è la strada verso il successo. Nel 2023 sono arrivato terzo ai Campionati del Mondo in Georgia. Non dimenticherò mai quel momento. Mi ero allenato così tanto per arrivarci e, nel momento decisivo, sono riuscito a dare il meglio — una sensazione incredibile.
Sono una persona piena di passione per lo snowboard. Questa passione mi riempie di felicità — e quella felicità è qualcosa che voglio condividere con il mondo. Lo sport mi ha insegnato disciplina, perseveranza e la gioia dei piccoli passi. Quando faccio snowboard mi sento totalmente libero. Nessuno ti dice cosa fare — scegli tu la tua strada. Quello che spero è di poter fare snowboard in salute e con gioia fino a tarda età, idealmente insieme ai miei figli. Conoscere i propri limiti è fondamentale per restare in salute stagione dopo stagione. Viaggiare continuamente e non avere quasi mai una vera casa non è facile. E la pressione costante della performance è reale — saperla gestire è una parte essenziale del lavoro.”








