Di ciclismo e narrazione, la Granfondo Briko Torino

Grazie a Briko abbiamo ritratto le sfumature culturali e sportive della Granfondo Briko Torino

Torino è una città di echi. Echi storici. Echi letterari. Echi sportivi. La Granfondo Briko Torino pare raccoglierli tutti, ed amplificarli attraverso le due ruote. Grazie a Briko abbiamo avuto la possibilità di ritrarre questo evocativo evento ciclistico: un viaggio competitivo ed esperienziale, in grado di mettere in rima l’adrenalina della gara e la bellezza della scoperta. Dal Motovelodromo al Santuario di Superga, 111,64 chilometri che ispirano gambe e occhi, infondendo conoscenza, consapevolezza e rispetto nei riguardi di luoghi che hanno scritto gli annali sportivi di un territorio che mai ha smesso di essere fertile, sotto tutti i punti di vista.

Il ciclismo qui, nella sua forma più pura, omaggia Fausto Coppi e il Grande Torino, trovando nella Granfondo Briko Torino una piattaforma tanto atletica, quanto narrativa, ideale per comunicare l’eterno fascino di uno sport che è sinonimo di cultura. Tutto si connette nella magia delle due ruote, lo insegnava a pochi chilometri di distanza Giuseppe Ticozzelli, calciatore-pioniere del Casale pluriscudettato d’inizio Novecento e, allo stesso tempo, ciclista al Giro d’Italia 1926 (dove creò il mito della Maglia Nera): assunto che, a distanza di un secolo, confermano i partecipanti di questo viaggio domenicale, indossando tutti la speciale maglia Briko che hanno potuto scegliere prima della partenza, dando vita così ad un effetto scenografico memorabile. Tra di loro non troviamo solo amatori delle due ruote, ma anche riconosciuti professionisti del settore e appassionati, così come illustri nomi, di altri universi sportivi.

Al termine della giornata vengono premiati i Re e le Regine delle molteplici categorie della Granfondo Briko Torino: coloro in grado di unire la costanza della pedalata sul lungo tragitto e il ritmo frenetico di una gara finale sul circuito del Motovelodromo. Soprattutto, vengono premiati lo spirito e l’essenza di questa manifestazione, dove la performance fisica altro non è che una parte di un tutto molto più complesso, e profondo, come dimostra la nostra galleria visuale.


Lo Stadio Nicola Pietrangeli e il fascino del tennis romano

Breve storia di un luogo senza tempo, simbolo eterno della bellezza degli Internazionali d’Italia

Entrare negli ampi spazi del Foro Italico confonde sensi ed emozioni. Immerso nell’abbacinante bellezza romana, l’epicentro degli Internazionali d’Italia rappresenta molto più di un annuale appuntamento tennistico: è un viaggio in un tempo indefinito, descritto perfettamente dal suo luogo-simbolo, lo Stadio Nicola Pietrangeli.

Alcuni tifosi affacciati sul Centrale osservano una partita dello Stadio Pietrangeli

Dove i severi occhi di statue centenarie osservano i frenetici colpi vincenti del gotha tennistico contemporaneo, la dimensione sportiva continua, stagione dopo stagione, a trasformarsi in esperienza magica. Realizzato dall’architetto Enrico Del Debbio e inaugurato nel 1934 in occasione di un match di Coppa Davis tra Italia e Svizzera, questo sacro luogo tennistico mai ha smesso di fondere arte antica ed evoluzione della performance. Quasi 4000 posti a sedere e 18 statue, divise tra le 17 scolpite da Eugenio Baroni e la singola ‘Lanciatore della Palla Vibrata’, prodotta da Domenico Ponzi: quello che nacque come ‘Olimpico della Racchetta’ rappresenta, allo scoccare dell’81ª edizione degli Internazionali d’Italia, un paradiso per l’intero immaginario tennistico, oltre che un’eterna fusione tra lo splendente marmo bianco di Carrara e le raffinate geometrie della disciplina d’origine britannica

Pietrangeli Stadium marble statue
Tifosi osservano una partita allo Stadio Pietrangeli
Veduta panoramica del campo Pietrangeli durante gli Internazionali BNL d'Italia

Qui è stato forgiato il DNA tennistico italiano. Qui la passione per servizi e volée di tutta la nazione viene rinnovata ogni anno. Qui, Nicola Pietrangeli ha stretto a sé nel 1957 il calore romano, festeggiando una vittoria capace di consegnarlo al mito. Per questo uno degli stadi più affascinanti del panorama sportivo internazionale porta il suo nome. E per tutte queste ragioni lo Stadio Nicola Pietrangeli riuscirà sempre a mostrare la più alta forma di tennis applicata alla storia, alla cultura e all’arte.


Genoa Comunque e Ovunque, il mito del Grifone non ha fine

I 130 anni del Genoa Cricket and Football Club e della sua fede sono su Prime Video

Nel suggestivo scenario calcistico italiano, il legame tra una squadra e la propria città è trascendente e in alcune piazze può trasformarsi in poesia, in un'ode alla passione e alla fede incondizionata. È disponibile su Prime Video "Genoa Comunque e Ovunque”: un inno alla simbiosi infinita tra il Genoa Cricket and Football Club e la Superba città Ligure.

Questo film, nato da un'idea di Emotion Network e sviluppato da Dude Frames in collaborazione con il Genoa CFC, entra nei cuori e nelle anime dei tifosi genoani, rivelando il vero significato di una famiglia calcistica tanto antica, magica e venerata: quella del Grifone. "Nel momento più terribile della mia vita, il Genoa mi ha salvato". Questo viaggio tra frasi emozionanti e ciclici sentimenti connette storie umane, unite dalla stessa voglia di credere e sperare nel club più longevo dell'universo calcistico italiano.

"Genoa Comunque e Ovunque” fa immergere nelle avventure e nei sogni irrazionali di una parte di Genova che pensa e respira all'unisono, ed è l’opportunità perfetta per celebrare i 130 anni di una società e una tifoseria che mai hanno smesso di custodire e trasmettere una tradizione eterna.

Lo scorso weekend, durante il riscaldamento del match di serie A contro la Lazio, i giocatori del Genoa hanno indossato per la prima volta una maglia che rende omaggio alle onde del mare e sponsorizza il film stesso. Per questo kit, DUDE Design e Kappa si sono ispirati a dettagli particolarmente simbolici: le corde degli ormeggi e le eleganti, mitologiche linee del Grifone.

Questa combinazione creativa ruota attorno ad un ideale condiviso: l'anima rossoblu di Genova continuerà a pulsare, forte e orgogliosa, "Comunque e Ovunque". Possiamo capirlo osservando, ogni settimana, gli spalti del Luigi Ferraris. Ora possiamo osservarlo anche in streaming su Prima Video e nelle evocative foto di Glauco Canalis.


TECNOLOGIA, INNOVAZIONE, DIADORA

L’Innovation Summit di Diadora, un’esperienza tra Larissa Iapichino, heritage e progresso tecnologico

Ricerca, sperimentazione, sviluppo. Questo è il paradigma seguito da un marchio indelebilmente connesso all’immaginario sportivo, Diadora. Nata nel lontano 1948 a Caerano di San Marco, a distanza di quasi 80 anni dalla propria genesi Diadora sta intessendo una rete sempre più fitta di connessioni con atleti riconosciuti, così come nuovi talenti, e focalizzando la propria vision sulla creazione di prodotti avveniristici.

Il 22 Aprile abbiamo partecipato all’Innovation Summit, uno speciale evento organizzato presso l'Arsenale dello Sport di Venezia. Una giornata che ha permesso di celebrare il cammino che Diadora ha deciso di percorrere nella sua storia contemporanea.

Alcune vedute degli allestimenti Diadora all'Arsenale dello Sport di Venezia

DALL’ARSENALE ALLA RUN VALLEY

La scelta dell’Arsenale non è stata casuale. Da sempre cuore pulsante dell'innovazione della Repubblica di Venezia, questo luogo di condivisione continua a ispirare menti illuminate, ricercatori in sostenibilità, artigiani e pionieri della tecnologia. E qui, nell'epicentro della creatività lagunare, Diadora ha scelto di svelare la propria idea d’Innovazione Italiana: uno dei tratti distintivi del suo DNA e della parabola che, a partire dalla sua fondazione, mai ha smesso di tracciare.

Le recenti innovazioni tecnologiche Diadora, presentate anche attraverso l’affascinante campagna comunicativa Run Valley, sono Blushield, Anima, XT, Atomo e Anima PBX con piastra in carbonio: passi verso il futuro studiati e sviluppati insieme a numerosi atleti d’élite presso il CRD - Centro Ricerche Diadora.

Le sale interne dell'Arsenale dello Sport di Venezia

LARISSA IAPICHINO, UN SALTO NEL FUTURO

L’evento si è concluso con un annuncio particolarmente significativo: l'ingresso di Larissa Iapichino nel team track&field Diadora. La figlia d’arte è anche il volto della Lungo Carbon, la nuova scarpa Diadora dedicata alla nobile disciplina del salto in lungo. La campionessa europea U20 e U23, attuale vicecampionessa europea indoor e numero 3 del ranking mondiale è entrata a far parte di un Team composto da eccellenze italiane come Massimo Stano, Antonella Palmisano, Samuele Ceccarelli, Robert Napolitano e lo sprinter paralimpico, plurirecordman nazionale, Alessandro Cannata, che sarà protagonista di una nostra imminente produzione editoriale.

Dopo aver presentato la nuova Lungo Carbon, e prima delle foto di rito con il Presidente e Amministratore Delegato Diadora Enrico Moretti Polegato, Larissa Iapichino ha parlato della propria simbiosi valoriale con il brand, augurandosi di poter scrivere, insieme ad esso, nuove pagine di successi Azzurri. Supporto, innovazione, valorizzazione e Made in Italy, questi i concetti espressi coralmente dalla Iapichino e Diadora: il composito manifesto di un rapporto tanto virtuoso, quanto consapevole.

Cooperazione è un’altra parola chiave nei legami tra il brand veneto e i suoi atleti: termine che amplifica il proprio significato e valore osservando la presenza di un mito dell’atletica italiana, il maratoneta campione olimpico a Seul ’88 Gelindo Bordin, oggi figura di spicco nel sistema aziendale Diadora. Non bastano gli alti soffitti dell’Arsenale a contenere l’aura di questo campione eterno che, a 65 anni, pare indicare il futuro alle nuove generazioni di eredi. Grazie al proprio esempio e grazie a Diadora.

Larissa Iapichino, talento del salto in lungo italiano e atleta Diadora

IL RACE PACK E IL PROGRESSO DELL’ATLETICA

All’Arsenale è stato anche svelato in anteprima il Race Pack: risultato tangibile del recente lavoro di Diadora. Il Race Pack è composto da tre modelli pensati per discipline atletiche specifiche. Queste tre scarpe segnano il glorioso ritorno del marchio italiano nel mondo dell'atletica leggera. Sono la Gara Carbon, la Velocità Carbon, scarpa chiodata con una futuristica piastra in carbonio che segna il ritorno ufficiale di Diadora sul tartan, e la già citata Lungo Carbon, che unisce alla piastra in carbonio a lunghezza intera un’intersuola in Anima PBX: un composto speciale, capace di garantire un ritorno elastico senza precedenti.

Il nuovo prodotto Diadora Anima PBX

Credits

Filippo Libenzi

Diadora


Shai Gilgeous-Alexander, essere point-guard e Creative Director

Il nuovo Creative Director Converse Basketball gioca in NBA, ed è un’icona di stile

Nel regno dove la maestria del basket incontra sempre più l'eleganza sartoriale, Shai Gilgeous-Alexander emerge non solo come un formidabile talento NBA, ma anche come un trendsetter sia dentro che fuori dal campo. Dai suoi iconici outfit alla sua più recente nomina come Direttore Creativo di Converse Basketball: Shai pare il prototipo di atleta del futuro.

Una sensazione che si amplifica mentre "SGA", come viene affettuosamente soprannominato dagli appassionati di pallacanestro, si prepara a svelare la sua prima scarpa con firma Converse nel 2025. Questo annuncio segue la sua affascinante ascesa al ruolo di Direttore Creativo di Converse Basketball, una partnership simbiotica che promette di ridefinire l'incrocio tra giocatori pro e moda.

SGA con gli OKC Thunder
SGA all'ultima World Cup con il Canada National Team

IL VIAGGIO DI SHAI

Il percorso di Shai è stato un'odissea fashion. Dai suoi giorni da rookie con i Los Angeles Clippers al suo attuale status di icona della Lega, la sua evoluzione come icona di stile ha catturato l'immaginazione dei fan di tutto il mondo. Famoso nel mixare elementi di haute couture con sensibilità prettamente streetwear, Shai ha cementato rapidamente il suo status, guadagnandosi la nomea di leggenda di LeagueFits, l'account Instagram che mette sotto i riflettori la moda del basket.

Nel 2021 Shai Gilgeous-Alexander è stato nominato come volto della collezione LV x NBA, parte della Pre-Collezione Primavera/Estate di Louis Vuitton. Questa collaborazione storica ha rappresentato la prima capsule collection tra il marchio di lusso e l’NBA, e mostrato la naturale capacità di Shai di fondere senza sforzo i mondi dello sport e dell'alta moda.

Ora, con il suo nuovo ruolo di Direttore Creativo Converse Basketball, la sinergia tra atleta e marchio segna l'inizio di una nuova. Con il suo sguardo attento al design, Shai è pronto a infondere il personale stile in ogni silhouette, creando una linea di abbigliamento che andrà oltre la semplice performance e diventerà un'estensione dell'espressione di sé.

SGA prima della sfilata Givenchy Spring-Summer 2023
LV x NBA campaign

SHAI E CONVERSE

Dopo aver firmato con Nike all'ingresso nella Lega, nel Draft del 2018, SGA è passato a Converse, sempre di proprietà Nike, con un nuovo accordo durante l'estate del 2020. L’inizio di questo sodalizio ha portato alla nascita delle prime colorways esclusive delle sue scarpe da gioco e alle uscite in limited edition di varie silhouette lifestyle.

Già testimonial per diversi modelli All-Star BB del marchio nel corso delle stagioni, Shai presto creerà la sua prima signature Converse, pronta per il rilascio nel 2025. Questo prodotto rappresenterà solamente l'ottava scarpa da gioco nella storia del marchio americano nato nel 1908, con Gilgeous-Alexander che si unirà a una lista di leggende NBA che include: Julius Erving, Magic Johnson, Larry Bird, Larry Johnson, Dennis Rodman, Dwyane Wade e Elton Brand.

L'unione tra Shai e Converse rappresenta quindi più di una semplice partnership commerciale; è una collaborazione alimentata da una visione condivisa di espressione artistica. Attraverso questa connessione, la point-guard dei Thunder proverà a plasmare il futuro della coolness cestistica, e non solo, intrecciando elementi del suo personale viaggio cestistico e della sua sensibilità estetica.

PLAYOFF NBA E PARIGI 2024

Con i playoff NBA in corso per gli Oklahoma City Thunder e l'attesa delle Olimpiadi di Parigi, il profilo globale di Shai nei prossimi mesi è destinato ad esplodere ancora di più. Ed Il fatto che i Giochi Estivi si terranno nella capitale mondiale della moda, certamente non sarà sfuggito all’attenzione di SGA, che da primo giocatore/Creative Director della storia, incarnerà più di qualunque altro sportivo la fusione tra sport e moda.

Credits

Filippo Libenzi

Shai Gilgeous-Alexander

IMAGO / Xinhua / Icon Sportswire / ABACAPRESS / ZUMA Wire


Le migliori pubblicità di Ronaldinho

Da Joga Bonito al Far West Pepsi, i più iconici video del 10 brasiliano per eccellenza

“Ho imparato tutto della vita con un pallone tra i piedi”. Il 21 marzo non è una data come le altre, perché il 21 marzo 1980 nasceva a Porto Alegre un oracolo calcistico, Ronaldo de Assis. Ronaldinho è stato più di un numero 10, sul campo ha sviluppato la massima espressione della fantasia brasiliana, trasformando dribbling, elastici e no-look in tanto ammalianti, quanto funzionali opere d’arte. Il suo calcio è stato un carnevale sorridente che, inevitabilmente, ha influenzato anche la pop culture e l’immaginario di brand e company, cambiando per sempre la loro comunicazione. Ce lo dimostra questa selezione di commercial che hanno coinvolto “il più grande showman della storia del calcio”, come lo definì uno dei suoi più grandi discepoli, Neymar: video iconici e indimenticabili, capaci di resistere al tempo e a qualsiasi trend. Buona visione.

Joga Bonito – Nike

Crossbar – Nike

Shuffle – Pepsi

The Wall – Heineken

Footbattle – Pepsi

Play 10 – Nike

Credits

IMAGO / Insidefoto

Gianmarco Pacione


Il razzismo finisce quando cessa realmente d’esistere

L’insulto razzista di Acerbi a Juan Jesus non può essere giustificato o compreso

“Quello che succede in campo, rimane in campo. Quando l’arbitro fischia, finisce lì. Dentro il campo ci sta dire di tutto”. Le parole di Juan Jesus al termine di Inter Napoli sono un modo signorile per proteggere lo status e la reputazione di Francesco Acerbi. Ma non si può cancellare una N-word proferita durante un big match di Serie A, soprattutto nella giornata dedicata alla lotta contro il razzismo. E non esistono giustificazioni o alibi per un insulto razzista detto da una delle colonne portanti della nazionale italiana.

“Acerbi mi ha chiesto scusa, è un ragazzo intelligente”, ha continuato il difensore brasiliano dopo aver segnalato il fatto all’arbitro La Penna, che non ha espulso Acerbi. Ma le scuse non possono più bastare. E quello che succede in campo, non rimane in campo. Perché quella parola e quel pensiero toccano milioni di persone. Perché un uomo, un atleta che dovrebbe essere un esempio, non può permettersi di rovinare una giornata tanto simbolica, quanto, tristemente, attuale.

Se la drammatica e coraggiosa storia personale di Francesco Acerbi continuerà ad ispirare, questa macchia sarà difficilmente dimenticata. Il razzismo non finisce al triplice fischio. Il razzismo finisce quando cessa realmente d’esistere. E il mondo del calcio, ancora una volta, ha dimostrato di essere distantissimo da questo fondamentale traguardo sociale e umano.

Credits

IMAGO / AFLOSPORT / Goal Sports Images

Gianmarco Pacione


Watchlist – Six Nations: Full Contact

La serie Netflix dedicata al rugby e al suo più leggendario evento

Il celebre attore gallese Richard Burton definiva il rugby come uno spettacolo magnifico: un balletto, un’opera e all'improvviso il sangue di un delitto”. E lo spettacolo magnifico del rugby raggiunge il proprio apice in occasione del suo atto più leggendario, il Sei Nazioni. Seguendo l’esempio di analoghi format dedicati ad altri sport, Netflix in ‘Six Nations: Full Contact’ visita il dietro le quinte di questa manifestazione mistica e ritrae i suoi atipici personaggi.

Freddie Steward, Finn Russell, Ellis Genge, Marcus Smith, Sebastian Porter e Sebastian Negri sono solo alcune delle montagne umane messe a nudo dalle telecamere della piattaforma americana, macchine da guerra che condividono muscoli e dolore, ma anche insicurezze e atipici percorsi esistenziali. Vita privata e palcoscenici mitologici, come Twickenham, si alternano in una gustosa serie documentaristica popolata da normali superuomini, memorie personali, emozioni collettive e birre in spogliatoio. ‘Six Nations: Full Contact’ è un necessario tuffo nella cultura rugbistica, un prodotto capace di avvicinare il pubblico mainstream ad uno sport prezioso e alle sue variegate personalità. Ecco perché entra di diritto nella nostra Watchlist.

Credits

Netflix

Gianmarco Pacione


La storia infinita tra Karhu e gli Europei di Atletica

L’abbigliamento tecnico di Karhu sarà parte degli Europei di Atletica di Roma 2024

Karhu ha deciso di affiancare la Fondazione EuroRoma 2024 nelle vesti di official supplier per il materiale tecnico dei Campionati Europei di Atletica Leggera, in programma il prossimo anno dal 7 al 12 giugno. Un impegno condiviso per promuovere i valori dell’atletica, celebrare la sua storia ed esaltare l’immagine di un grande evento internazionale.

L'accordo si estende oltre le finalità commerciali e riannoda i fili con un passato glorioso, grazie al pieno coinvolgimento di una figura di prestigio dell’atletica italiana come Franco Arese, che da dieci anni guida l’azienda Karhu. Ex atleta, medaglia d’oro nella gara dei 1.500 metri agli Europei di Helsinki nel 1971, successivamente imprenditore e politico sportivo, Arese è stato presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera dal 2005 al 2012 e adesso ha colto con entusiasmo l’opportunità di partecipare al progetto degli Europei di Roma 2024, che riporterà l’Italia e la Capitale al centro della scena internazionale dell’atletica.

“Karhu fu lo sponsor dei Campionati Europei di Helsinki 1971 e a distanza di più di 50 anni tornerà a Roma. Un legame perfetto tra il successo più importante della mia carriera da atleta, l’oro sui 1500 metri a Helsinki, e l’Italia, il mio Paese. Adesso c’è questa nuova sfida da imprenditore a fianco dei miei figli e dei nostri collaboratori, una storia che continua e mi trasmette grande energia ed entusiasmo” spiega lo stesso Franco Arese, Chairman di Karhu.

E Athleta Magazine è orgoglioso di annunciare il coinvolgimento in questa sinergia dedicata alla meraviglia atletica nella Città Eterna: il nostro impegno si svilupperà in una copertura media e stampa che introdurrà, seguirà e racconterà l'intero evento. 


Watchlist - Higuita: The Way of Scorpion

Netflix racconta la vita del più estremo e controverso portiere della storia del calcio

“Il calcio è come la vita, attraversi momenti buoni e momenti cattivi”. Il trailer di ‘Higuita: The Way of Scorpion’, film Netflix dedicato ad uno dei portieri più iconici della storia del calcio, racchiude in questa frase l’essenza di un atleta ed essere umano tanto controverso e criticato, quanto spettacolare e amato. René Higuita è stato la definizione più estrema di guardiano dei pali. Colorato, temerario e incosciente, le parate di questo giocoliere colombiano apparivano come continui miracoli profani e sfide ad una secolare, immutabile tradizione sportiva.

Genio o follia, mai è stato chiaro il confine tra queste due componenti in uno dei più esotici artisti del fútbol, capace di teorizzare l’immortale signature move dello ‘Scorpione’ e segnare oltre 40 gol su punizione in carriera, ma allo stesso tempo di ammettere pubblicamente l’amicizia con Pablo Escobar, così come di finire in prigione per sette mesi a causa di un sequestro di persona. Nulla è stato chiaro nella vita d’Higuita. Troppo, sicuramente, è stato oscuro, o meglio oscurato dalla magia della sua personalità, dei suoi voli d’autore e dei suoi dribbling spericolati.

Viaggiando tra le sue memorie, Netflix racconta e prova a spiegare la vera Via dello Scorpione. Una produzione perfetta per la nostra Watchlist, che vi presentiamo insieme ad alcuni iconici scatti del numero 1 colombiano. 

Testi di Gianmarco Pacione

Photo credits: IMAGO Magic / HJS / Buzzi