La Cisalfa Run Crew inizia il proprio percorso verso i 42 chilometri della maratona di Roma. Lorenzo Lotti, Sofia Montagna, Giovanni Maione e Lara Alborghetti ci guidano alla scoperta dei rispettivi viaggi podistici, mettendo in rima testa, cuore, fiato e gambe: capisaldi del perfetto ecosistema a cui dovrebbe aspirare ogni runner.
Ogni corsa è un viaggio, sosteneva il mito intramontabile della materia, nonché la quintessenza della cultura podistica italiana, Pietro Mennea. E in quel viaggio, per funzionare, per completarsi positivamente, specie in funzione di una maratona, c’è bisogno di tutto. Testa, cuore, fiato, gambe. All 4 One. Forze convergenti che muovono un corpo unico, che lo guidano alla ricerca dei 42 chilometri, trovando nella perfetta sintonia la formula magica per adempiere alla più simbolica e significativa delle manifestazioni sportive.
La Cisalfa Run Crew ha cominciato la ricerca, e l’affinamento, di questo spartito di concordanze, in vista della maratona di Roma. In questo processo di autoscoperta, ed evoluzione condivisa, Lorenzo Lotti, Sofia Montagna, Giovanni Maione e Lara Alborghetti hanno già cominciato, durante uno speciale camp a Fuerteventura, ad assaporare il senso della completezza necessaria per coprire la distanza regina dell’universo atletico.
Ognuno con un background diverso. Esperienze diverse. Ambizioni diverse. Con un diverso rapporto con la corsa stessa. Eppure, tutti uniti dal fil-rouge di un desiderio comune: quello di affrontare con il giusto rispetto, e con una preparazione tanto olistica, quanto scientifica, la sfida per eccellenza del regno sportivo.





“Sono affezionato alla maratona di Roma, ha un significato particolare, perché è stata la prima della mia vita”, introduce il percorso verso i sanpietrini della Città Eterna Lorenzo Lotti. Lo fa dal magico scenario di Fuerteventura, dove la crew che sta allenando, e con cui condividerà l’intero percorso anche nei panni di atleta, si è radunata per un primo camp collettivo. “All’epoca non ero pronto per una gara del genere, ripensarci mi fa sorridere… Non avevo ben chiaro quanto e cosa servisse per presentarsi pronti in griglia”.
Serve tutto per decifrare il complesso codice di una maratona, suggerisce la sua esperta testimonianza. Serve analizzare moti d’animo e moti muscolari, mettendo in relazione e correlazione ogni parte dell’io. Creando un ecosistema in grado di dare eguale importanza e di trovare eguale potenza in fattori come testa, cuore, fiato e gambe: pilastri tematici, ma anche narrativi, sulla strada verso Roma.









“Un po’ mi sento agitata, ma è normale che sia così”, gli fa eco la meno esperta della crew, o meglio, una quasi novizia della corsa come Lara Alborghetti, che nella più democratica delle discipline ha trovato, da due anni a questa parte, una compagna di crescita. In questo processo di maturazione, e in “una dimensione molto personale”, come lei stessa definisce la connessione con il running, sta capendo come far collimare ogni caratteristica del proprio corpo, e della propria anima, in funzione della grande festa romana.
Lo stesso vale per Giovanni Maione, nutrito dal calcio e dal rope skipping, prima di rimanere affascinato dal ritmo del moto cinetico privato di strumenti, ma riempito di significato. “La corsa per me è uno sfogo, anzi, è una forma di meditazione”, confida. A mesi di distanza dall’appuntamento dell’Urbe, ricerca la piena completezza sui 42 chilometri recuperando, allo stesso tempo, da un infortunio che l’ha pesantemente segnato, “Mi è mancato tutto, durante l’inattività forzata”, rivela palesando un approccio chiaro al recupero completo: quello della performance vista come frutto della piena salute, e della piena concordanza di ogni componente di sé stesso.
“Fare una maratona come quella di Roma, per me, vuol dire tornare a calarmi in un’energia unica, bellissima”, interviene Sofia Montagna, che della corsa sta facendo un mezzo per sfidarsi e, allo stesso tempo, educare ad uno stile di vita virtuoso. “Ho voglia di farla. E di farla bene”, aggiunge mettendo in visione un obiettivo profondamente personale, come d’altronde richiedono i 42 chilometri, ma da coltivare al fianco dei suoi compagni di crew. La risposta alla successiva domanda, a cosa necessiti una maratona per essere svolta al meglio, è un verso che più viene ripetuto, più trova solidità e ragione d’essere: testa, cuore, fiato e gambe. All 4 One.








“La corsa per me è vitale, è il mio cuore”, conclude Sofia Montagna, spalancando le porte sul percorso che le si pone di fronte. “Sto preparando tutto: testa, cuore, fiato e, soprattutto, gambe per questo”, le fa seguito, rendendo protagonista un altro elemento essenziale in vista di Roma, Giovanni Maione. “Gambe, testa e cuore dipendono dal mio respiro, dal mio fiato…”, aggiunge un altro tassello a questo mosaico ispirato dal running Lara Alborghetti. “Immaginazione. Razionalità. Nell'equilibrio, è la testa a dare sicurezza”, tira le fila, infine, Lorenzo Lotti, suonando l’ultima nota di questo spartito fisico, emotivo e sensoriale, teso ad anticipare e preparare il maestoso impegno della Città Eterna.
Lo stesso spartito che potrete seguire nei prossimi mesi sui canali dei singoli membri della Cisalfa Run Crew e su quelli di Cisalfa Sport stesso.















