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La lente di Chris Caporaso esalta l’essenza estetica e letteraria dell’iconico Slam parigino

“Restavo a guardare fuori sui tetti di Parigi e a pensare: Non preoccuparti. Hai sempre scritto prima e scriverai adesso. Non devi far altro che scrivere una sola frase vera. Scrivi la frase più vera che conosci”. Parigi richiede verità. Lo sosteneva Ernest Hemingway. Lo evidenzia, in parallelo, la storia secolare del Roland Garros, ritratta nelle composizioni contemporanee di Chris Caporaso. 

In questo sacro tempio francese, plasmato dall’arte dei ‘Les Quatre Mousquetaires’ (i rivoluzionari Jean Borotra, Jacques Brugnon, Henri Cochet e René Lacoste), ogni colpo, da sempre, è obbligato ad essere il più vero possibile. D’altronde, non può esserci margine di finzione, tantomeno di falsità, sui più eleganti palcoscenici di terra rossa della Ville Lumière, e del mondo. Pena un errore non forzato, un set lasciato scivolare, una partita mai, pienamente, vissuta. Una crepa impossibile da ricomporre. 

Hai sempre servito prima, servirai adesso? Sei sempre sceso a rete prima, scenderai adesso? Hai sempre guidato gli scambi prima, li guiderai adesso? 

Parigi infonde insicurezze tanto letterarie, quanto tennistiche. Le circonda di bellezza, chiedendo a tennisti, creativi e scrittori di resistere tanto alle pressioni esterne, quanto a quelle interne. Di trovare il modo di gestirle, guardandole dall’alto. Nella patria della haute couture pare inevitabile: ogni forma culturale, ed ogni suo protagonista, finiscono per essere filtrati dalla lente dell’eccellenza. All’atleta, come all’artista o al designer, come al narratore, non rimane che restare fedeli a un mantra, o meglio, a un monito: Non preoccuparti. 

‘Hai sempre giocato e giocherai anche adesso’. Questo deve continuare a rivelarsi chi vuole giungere all’ultima domenica di torneo. Deve ripeterselo immerso nelle sublimi architetture dello Stade Roland-Garros. Scavato da ore di scambi a ritmi variati. Impietrito da migliaia di occhiali da sole che seguono traiettorie a volte cristalline, altre feroci, trovando la giusta, già conosciuta, verità nel mezzo. Una verità fatta di costanza ed equilibrio. 

Solo lei può farti avere o non avere, citando un altro capolavoro del romanziere soprannominato ‘Papa’. Solo lei può portarti alla gloria dell’Open di Francia.