Saremo ospiti di ASICS per i World Athletics Championship 2025 di Tokyo: un’esperienza dagli infiniti significati
Nel lontano, esotico e cibernetico Sol Levante, esiste una città che più di altre unisce passato e futuro, tradizione e visione. A Tokyo, ogni dettaglio sembra riflettere un equilibrio sottile: rappresentato dal costante dialogo tra disciplina e immaginazione. Non è un caso che proprio qui, in questa metropoli dai mille volti e dall’unica anima, ASICS abbia piantato le sue radici tanto nella storia, quanto nel presente: ed è da qui che Athleta racconterà un intreccio culturale dai mille significati, rappresentato dai Mondiali di Atletica.
Saremo difatti ospiti del brand che segue, da sempre, un chiaro cardine filosofico, acronimo della sua essenza: “Anima Sana In Corpore Sano”. Una variante della celebre massima latina, che nel secondo dopoguerra per il fondatore Kihachiro Onitsuka non incarnava solo uno slogan, ma una missione: la volontà di risollevare un popolo dal dramma bellico. Onitsuka credeva che il movimento potesse migliorare la vita, lo spirito delle persone. E partendo da un piccolo laboratorio di calzature sportive, ha costruito quella che oggi risulta essere una legacy sportiva e stilistica, ma anche culturale.





Sono trascorsi decenni, ormai, dal suo primo modello di scarpa genialmente ispirato all’insalata di polpo, con una suola pensata per imitare l’aderenza dei tentacoli. Dalla celeberrima ‘Onitsuka Tiger’ si è poi arrivati a ciò che oggi conosciamo come ASICS: il frutto moderno di un’evoluzione che ha attraversato innovazioni, competizioni olimpiche e momenti indelebili dello sport. Come quello che stiamo per ammirare. Perché grazie ad ASICS avremo la possibilità d’immergerci nell’Olimpo dell’atletica mondiale, assistendo ai World Athletics Championship 2025.
Ad attenderci non è solo una coincidenza geografica. È un ritorno alle origini. Del brand stesso, e della sua filosofia. Ed è un viaggio nell’avvenire: di una dottrina posta al crocevia tra tartan e strada, tra performance apicale ed estetica consapevole, come provato anche dalla recentissima Tokyo Collection, che ci accompagnerà sugli spalti del Japan National Stadium.
Approcciamo questo viaggio orientale, certo, con la voglia di assistere a momenti di epica sportiva, inquadrettati dalle architetture avanguardistiche del ‘Grande Mikan’ ma anche con un altro tipo di lente, e di intenzione: dare un senso nel movimento, come insegnava Onitsuka stesso. Per Athleta, in fondo, non è il traguardo a contare. Ma il perché l’essere umano senta il bisogno di muoversi, e di raggiungere obiettivi atletici, spesso coincidenti con quelli umani. Ai piani alti della propria disciplina. O nel suo semplice, significativo approccio quotidiano con essa.









