Un’esperienza ad alta quota che insegna a guardare con occhi nuovi i luoghi che abbiamo sempre avuto davanti
Il traffico di Milano scorre veloce, distratto, come se l’orizzonte finisse dove terminano i palazzi. Eppure basta alzare lo sguardo nelle giornate limpide per accorgersi che la città non è sola: tutt’intorno, quasi a custodirla, si alzano catene montuose che da secoli rappresentano un confine naturale e allo stesso tempo una promessa di evasione. È da questa consapevolezza che nasce ‘Mountains of Milano’, un progetto con cui Vibram ha deciso di riportare l’attenzione su un patrimonio naturale spesso dato per scontato: le montagne che circondano Milano. Luoghi che milioni di persone hanno a poche ore da casa, ma che troppo spesso restano fuori dal radar della vita quotidiana.
L’idea alla base del progetto è semplice quanto potente: ricordare che l’avventura non deve necessariamente iniziare in luoghi lontani, ma può cominciare molto più vicino, su quelle cime che si intravedono all’orizzonte quando l’aria si fa tersa, dopo un temporale. Allo stesso tempo, ‘Mountains of Milan’ nasce con l’obiettivo di riportare al centro la cultura della montagna e il tema della sicurezza. Frequentare questi ambienti non significa semplicemente seguire una crescente tendenza outdoor, ma entrare in un ecosistema complesso, che richiede preparazione, consapevolezza e rispetto.
In un momento in cui sempre più persone lasciano le città per cercare spazi aperti, e il connubio di silenzio e movimento, la montagna rischia talvolta di apparire più accessibile di quanto sia realmente. In realtà, come ricordano spesso gli alpinisti più esperti, non è la distanza a determinare la difficoltà di un ambiente naturale, ma il modo in cui lo si affronta. Con Vibram, abbiamo avuto la possibilità di trascorrere una notte al Rifugio Albani, ai piedi del massiccio della Presolana. Ed è proprio in questo contesto che l’incontro con Hervé Barmasse assume un significato particolare, perché la sua visione dell’esplorazione coincide in modo naturale con lo spirito del progetto.
“Non serve volare in Nepal o in Patagonia per confrontarsi con un ambiente serio: le cime che circondano Milano, le stesse che molti frequentano nei fine settimana, possono richiedere la stessa attenzione e lo stesso rispetto delle grandi montagne del mondo”
— Hervé Barmasse
Questa attenzione per la sicurezza e per la qualità del movimento è parte integrante anche della storia Vibram, un’azienda che ha costruito la propria identità sul rapporto diretto tra l’uomo e il terreno. La suola Vibram non è un elemento pensato per attirare lo sguardo, ma qualcosa che si percepisce passo dopo passo, quando il terreno cambia, quando la roccia diventa instabile o, ancora, quando la fatica rende ogni appoggio più delicato.
La storia stessa dell’azienda racconta un legame profondo con queste montagne. Il fondatore, Vitale Bramani, era solito raggiungerle partendo da Milano con un autobus, molto prima che il tema della sostenibilità entrasse nel vocabolario contemporaneo dell’outdoor. Un gesto semplice, che racchiudeva già una visione precisa: la montagna non come destinazione lontana, ma come territorio da vivere, rispettandolo e costudendolo.
Le cime che circondano Milano non sono semplicemente uno sfondo lontano, ma un invito continuo a rallentare e uscire dalla routine. A riscoprire il valore di un movimento consapevole. Ed è forse proprio questa la lezione più importante che arriva dall’esperienza trascorsa con Vibram: l’avventura più autentica non è necessariamente quella che ci porta più lontano, ma quella che ci insegna a guardare con occhi nuovi i luoghi che abbiamo sempre avuto davanti.




























