La corsa non può essere ridotta ad una semplice questione di tempo. Né di chilometri da raggiungere senza scopo o traguardi da tagliare prima di altri. Infatti, basta correre veramente con sé stessi, e con chi ci circonda, per capire che il running, in realtà, permette di misurare ben altro: la distanza tra chi eravamo e chi stiamo diventando
Chicago di fronte, una maratona magica, posta in un futuro non troppo distante, quasi già pronto ad essere afferrato. Per il momento, almeno, dall’immaginazione. La ‘Città del Vento’ e i suoi 42 chilometri muovono la ricerca comune della Cisalfa Run Crew, marcando il simbolico, ed evocativo, punto d’arrivo di un processo che, però, ha avuto inizio molto prima della linea di partenza: ovvero, nella tanto elementare, quanto rivoluzionaria scelta del mettersi in movimento. Dell’entrare in contatto con una disciplina educativa per sua stessa natura, in grado di trasformare l’interpretazione stessa del proprio corpo e dei propri limiti.
Una ricerca comune, dicevamo, che nasce proprio da questa consapevolezza. Dall’idea che la corsa non conduca semplicemente verso un luogo, ma verso una nuova versione di sé. Allenamento dopo allenamento. Scoperta dopo scoperta. Emozione dopo emozione. Suggestioni incarnate dal sentire comune della Cisalfa Run Crew, collettivo ambasciatore di questa traiettoria, di questa filosofia. Prepararsi per una Major significa allenare gambe, fiato, testa e cuore, certo. Ma significa anche condividere un processo d’evoluzione. Scoprire come ognuno vanti il proprio ritmo, la propria storia, i propri margini di crescita e i propri obiettivi. E che è proprio questa diversità a rendere il gruppo uno spazio capace di accogliere prospettive e di moltiplicarle tutte.
Se la corsa resta uno sport individuale, la vera trasformazione raramente avviene come tale. In fondo, come dimostrato nel camp organizzato tra le montagne trentine, primo appuntamento corale nel percorso della Cisalfa Run Crew, supportata da Nike, verso la corsa regina della più grande metropoli dell’entroterra americano, ogni allenamento lascia qualcosa che trascende la performance: una forma nuova di disciplina, una relazione più profonda con il proprio corpo, una fiducia che si costruisce un chilometro alla volta, una frase alla volta. Questo è il traguardo che continua ad esistere, anche quando il cronometro si ferma. Anche lontano dall’atto fisico stesso.
Questo è anche, e soprattutto, un invito a correre verso quella parte di sé che già esiste, e che aspetta solo di essere messa in moto per emergere. Un meccanismo inarrestabile, specie se condiviso, in cui Chicago si palesa come una tappa. E in cui il progresso è il vero viaggio. Un viaggio che seguiremo al fianco di Cisalfa, e che ci condurrà anche oltreoceano insieme ai protagonisti della Cisalfa Run Crew.






























