loader image

Breve storia stilistica della più antica competizione sportiva del mondo moderno

L'America's Cup è stata legata alle grandi maison di moda e all'orgoglio nazionale fin dalla prima regata del 1851. Durante quella pioneristica edizione, 15 yacht del Royal Yacht Squadron gareggiarono contro un unico avversario, lo Schooner ‘America’ del New York Yacht Club. ‘America’ vinse e da allora il trofeo è divenuto suo omonimo. Con l'arrivo del nuovo millennio, la costante evoluzione tecnologica delle imbarcazioni e dell'abbigliamento ha trasformato l'America's Cup in una delle competizioni più competitive, avanguardistiche e cool del mondo. 

Quest'anno l'emozionante gara salperà a fine agosto dal porto di Barcellona, dove noi, grazie a K-Way, abbiamo avuto la fortuna di parlare con Quentin Delapierre, skipper dell’Orient Express Racing Team. Tra pochi giorni potrete gustare la sua testimonianza, per il momento ripercorriamo la storia di quest’evento magico, dei suoi simboli e del suo eterno legame con l’universo fashion.

NON C’È SECONDO

Le origini dell’America’s Cup sono sinonimo di una frase detta nientemeno che alla Regina Vittoria. “There is no second”, non c’è secondo. Dove il fascino della vela è in sinergia con la tecnologia più avanzata e lo stile più funzionale, tutto ha sempre teso verso il successo, e verso il leggendario trofeo ‘Auld Mug’.

Le migliori menti e i più ispirati visionari del globo mai hanno smesso di essere richiamati dalla bellezza di onde, vento e vele, sviluppando, edizione dopo edizione, creazioni che, da un lato, hanno rivoluzionato gli sport velici e, dall’altro, sono riusciti a combinare estetica, sicurezza e performance. L’esito di questo processo multidimensionale è un ciclico circus F1 applicato alle correnti marine, così come alle loro passerelle e ai loro dettagli, che possiamo riconoscere attraverso alcune iconiche relazioni.

LV X AMERICA’S CUP

La romantica storia di Louis Vuitton e l'America's Cup inizia nel 1983, quando l'azienda sponsorizza per la prima volta il trofeo per la selezione dei challenger. Quella regata catturò l'attenzione attraverso televisioni sgranate e giornali stampati, e fu una delle prime, storiche partnership di sportive LV. Oltre al suo sostegno nel corso dei decenni, Louis Vuitton è anche diventata la casa del trofeo ‘Auld Mug’. La sua custodia da viaggio personalizzata, difatti, protegge da tempo il simbolo dell’America’s Cup durante spostamenti e celebrazioni. A Barcellona LV tornerà anche ad essere sponsor principale della gara e per l’occasione ha svelato una speciale capsule collection.

LA REGATA FASHION PRADA LUNA ROSSA

Un momento decisivo nel legame abbigliamento velico-luxury è stata la leggendaria vittoria di Luna Rossa alla Louis Vuitton Cup nel 2000. La collezione del Team, presentata per la prima volta nel 1997, ha mescolato eleganza e materiali all'avanguardia, creando un'allure futuristica dipinta da capi resistenti, monocromatici e termosaldati. Quest'anno l'equipaggio di Luna Rossa Prada Pirelli indosserà degli abiti grigio-argento realizzati in collaborazione con Woolmark e abbinati ai colori dell'AC75, recentemente battezzato da Miuccia Prada. In questo storico rapporto va segnalata, inoltre, anche la celebre pubblicità velica diretta da Johan Renck, con Jake Gyllenhaal, dedicata al profumo Prada Luna Rossa Ocean, e il correlato short docu. Un altro tassello di un mosaico in costante evoluzione.

DI ROTTE E IDENTITÀ NAZIONALI

L’eterna sfida dell’America’s Cup rima anche con l’identità nazionale di ogni Team. Dall’Italia alla Nuova Zelanda. Dall’Australia alla Francia. La caccia al trofeo ‘Auld Mug’ è spinta dal desiderio di primeggiare nella contemporaneità velica, e di dimostrare lo stato dell’arte nautico di ogni Paese. Abbiamo parlato del legame italiano tra Prada e Luna Rossa, un altro capitolo di questa tipologia di rapporto è quello francese tra K-Way e Team Orient Express Racing. Il celebre brand transalpino si è difatti legato al percorso del Team connazionale, vestendo il suo equipaggio e presentando una speciale collezione per l’imminente America’s Cup. La comunione tra K-Way e l’universo sailing non si limita all’America’s Cup, come dimostra la partnership con il navigatore oceanica Ambrogio Beccaria, che abbiamo descritto nei 4 capitoli del documentario ‘How Far You Can Go’. Scopritelo a questi link: capitolo 1, capitolo 2, capitolo 3, capitolo 4.

I SECONDI CONTANO SOLO AL POLSO

Il tempo e gli orologi giocano, da sempre, un ruolo fondamentale nell’America’s Cup. E i grandi marchi di questo campo hanno sempre legato la loro immagine a questa manifestazione. Omega, per esempio, è il cronometrista ufficiale dell'edizione 2024, e sostiene Emirates Team New Zealand. Tudor fa lo stesso con Alinghi Red Bull Racing, lo sfidante svizzero che si è aggiudicato la vittoria nel 2003 e nel 2007. Il produttore italiano Panerai sponsorizza, invece, Luna Rossa Prada Pirelli, elevando questa sinergia nazionale con una collezione di orologi ispirati al team. Sono solo punti di riferimento in uno spettro ben più ampio, che definisce ogni regata la complessa scacchiera di collaborazioni-America’s Cup ramificate su vari livelli.

Gli stessi livelli che esploreremo e analizzeremo tra pochi giorni, nella perfetta sinfonia di velocità e stile ambientata a Barcellona, dove la 37esima edizione dell’America’s Cup ci presenterà l’ennesimo, ispirato capitolo di tecnologia stilistica e stile tecnologico.

Credits

IMAGO / Andreas Beil / Action Plus / K-Way / Louis Vuitton / Prada / Omega / Tudor 

Gianmarco Pacione

Filippo Libenzi