Archeologia e canottaggio. Culture antiche e Arthur Ashe. Viaggio nel visionario mondo del founder di Rowing Blazers

Rowing Blazers è la fusione d'illuminata ironia, ispirato design ed emozioni sportive. Rowing Blazers è un viaggio nei tessuti e nelle grafiche variopinte di un giovane brand di culto, che sta catalizzando le attenzioni dell'intera industria fashion. Rowing Blazers è, prima di tutto, il frutto della variegata cultura del suo brillante ideatore, Jack Carlson.

Per comprendere questo brand bisogna comprendere il suo founder, viaggiando nel tempo e ripercorrendo le esperienze di un 36enne imprenditore-designer capace, nella sua prima vita, di essere contemporaneamente archeologo, atleta e divulgatore. Questa è la ragione per cui Rowing Blazers esula da hype e trend mainstream, creandone di propri. Perché nella sua essenza non confluiscono temi passeggeri o echi insignificanti, ma imprese atletiche, consapevole cosmopolitismo, sensibile ricerca e un'impressionante preparazione accademica. 

Jack Carlson

“L'idea Rowing Blazers nasce da un omonimo progetto editoriale, pubblicato nel 2014: un libro su cui ho lavorato per quattro anni, focalizzato sullo studio dei blazer utilizzati dalle squadre di canottaggio. Il canottaggio è da sempre il mio sport, sono stato timoniere lungo tutto il mio percorso accademico, e oltre...”

Rivela l’ex membro della Nazionale di canottaggio USA, che lungo la propria carriera ha avuto la possibilità di vivere (e vincere) eventi unici, come l'Henley Royal Regatta (il Wimbledon del canottaggio), la Head of the Charles e l'eterna sfida Cambridge-Oxford. Questi eventi hanno naturalmente ispirato la redazione del libro Rowing Blazers, che ha funto da porta d’ingresso nel mondo del fashion per Carlson, oltre che da culminazione di un interesse totalizzante, sbocciato durante l’high school, dove Carlson ha disegnato i primi blazer della sua vita per la squadra scolastica.

“Sono sempre stato interessato ai blazer, alle loro storie, colori, simboli, miti e rituali. Per questo ho deciso di studiare questi capi. Il fashion con la F maiuscola non mi ha mai attirato particolarmente, sono sempre stato più appagato dalla scoperta del significato e della storia dei vestiti. Studiare vestiti vintage è in qualche modo una forma di archeologia. In fondo l'archeologia ruota intorno allo studio della cultura materiale, permette di leggere il passato attraverso gli oggetti...”

Una prospettiva sicuramente influenzata da un percorso accademico concentrato sull’archeologia, l’araldica e il simbolismo. Ma questa è solo una delle sfaccettature della vorticosa filosofia di Carlson, che attinge incessantemente dalla fervida intersezione tra classicismo, immaginario sportivo e pop culture. Il brand Rowing Blazers è difatti la complessa evoluzione di una dimensione estetica, quella che i più definirebbero come preppy, in un futuro che riesce finalmente a spogliarla di tabù sociali e connotazioni di classe, modernizzandola attraverso un senso d’inclusione, storia e cosmopolitismo. E Carlson traduce questo spirito nel classico stile americano, ma anche nel suo amato canottaggio: come conferma il legame con la virtuosa associazione non-profit Row New York, focalizzata sullo sviluppo accademico e sportivo degli studenti appartenenti alle comunità meno privilegiate della Grande Mela.

“Quando ero al liceo gli studenti vestivano Abercrombie & Fitch ogni giorno, io invece ero il ragazzo strano della situazione, perché indossavo cose dei miei genitori o maglie sportive che compravo durante i viaggi. I miei avevano un armadio popolato di vecchie shirt Lacoste, maglioni da cricket e capi vintage di Ralph Lauren. In alternativa indossavo maglie sportive o t-shirt turistiche che avevo collezionato nei viaggi di famiglia in Turchia, Argentina, Irlanda e Giappone. Ogni volta che penso al termine preppy, non posso che ritenerlo 'tricky', soprattutto se posto in relazione alla cultura americana. Ha un bagaglio culturale corposo, spesso associato a privilegi ed esclusività. Molti brand, mentre crescevo, hanno fatto leva su questi temi. Parlando di canottaggio, anche il mio sport ha storicamente avuto problemi di diversità: nei tanti anni di Nazionale, per esempio, non ho avuto compagni neri. Oggi queste dinamiche stanno fortunatamente cambiando, nel fashion e nello sport. Da qualche tempo sto collaborando con l'organizzazione Row New York, che permette a ragazzi e ragazze dal diverso background sociale di avvicinarsi al canottaggio, accompagnandoli anche nel percorso accademico. Il canottaggio deve essere di tutti, deve concedere opportunità a tutti. E lo stesso discorso può essere fatto per l’industria fashion...”

Cresciuto tra il Massachusetts e Londra, Carlson ragiona di moda parlando di sport e cultura, caricando di significati e riflessioni la piacevole leggerezza delle sue creazioni tessili, sempre più contaminate da collaborazioni di pregio. Gucci, Umbro, Fila, TAG Heuer e K-Swiss sono solo alcuni dei giganti che hanno deciso d'intrecciare la propria filosofia e il proprio heritage con la fervente creatività Rowing Blazers. Una creatività talmente impetuosa da esondare in una galassia di brand paralleli, che l'ex timoniere USA sta cercando di coltivare e preservare, a partire dall'iconico Arthur Ashe.

“Sono sempre stato un grande appassionato di tennis, e ho sempre ammirato la figura di Ashe. Arthur Ashe oggi è molto più di un brand: è la legacy di una leggenda sportiva e sociale. A mio avviso Ashe è una delle più grandi figure della storia moderna americana: ha combattuto per i diritti civili USA, è intervenuto più volte all'ONU, ha boicottato il Sudafrica nell'epoca dell'apartheid e ha cambiato l'opinione pubblica riguardo l'AIDS. Ovviamente ha anche raggiunto risultati tennistici incredibili, come Wimbledon, gli US Open, gli Australian Open, la Coppa Davis e molto altro. Parliamo di un vero eroe americano. Ho preso in mano il suo brand quasi per caso: grazie all'intermediazione di Donald Dell, l'uomo che inventò l'endorsement di Michael Jordan e Stan Smith, sono riuscito ad entrare in contatto con la famiglia Ashe, che mi ha concesso l’onore di lavorare al suo fianco. Sento un po' di pressione, certo, ma sono orgoglioso di un progetto del genere, che supera le logiche dello sport e della moda, così come sono orgoglioso delle tante connessioni che si stanno generando per mezzo di Rowing Blazers. Ricordo ancora quando io e David Rosenzweig, il co-fondatore di RB, scrivevamo sui tovaglioli dei fast food le prime, ambiziosissime idee di collaborazione. Rowing Blazers all'epoca doveva ancora nascere, sembrava tutto così assurdo... Tante di quelle collaborazioni, però, si sono già concretizzate. Non avevamo idea di come sarebbe potuto succedere, ma è successo. Evidentemente abbiamo convogliato le giuste energie nell'universo. E ora vogliamo continuare a farlo”

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Rowing Blazers

Testi di Gianmarco Pacione