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La lente di Cédric Dasesson ritrae Marta Maggetti, neocampionessa olimpica di windsurf

Costruire una medaglia d’oro vuol dire ascoltare i segreti di un’isola tanto celebre, quanto riservata. Vuol dire unire la vela alle antiche correnti sarde, seguire le loro brezze primigenie, unirsi al flusso di coste che sanno ancora parlare al passato remoto. Vuol dire accettare la bellezza e i suoi eterni enigmi, mettere radici nella solitudine e nella consapevolezza, seguire l’esempio di miti identitari.

“Dedico la medaglia d’oro a Gigi Riva”. Queste le prime parole di Marta Maggetti da neocampionessa olimpica di windsurf, nella classe IQ Foil. L’anima, il simbolo sportivo di Cagliari, e della Sardegna tutta, che risplende nelle acque di Marsiglia, così come nell’olimpo di Parigi 2024. La memoria di un leader silenzioso per celebrare il più alto riconoscimento sportivo, per aumentarne il significato.

Costruire una medaglia d’oro vuol dire omaggiare la propria essenza, e chi ha aiutato a plasmarla. Vuol dire portare il Golfo di Cagliari nel mondo, dimostrare la risoluta testardaggine di una terra fiera, che mai potrà essere amata quanto da chi le appartiene. Vuol dire elevare il proprio stato mentale, le proprie sensazioni, e trasporle in una dimensione nuova, ma usuale. Quella di casa.

La lente di Cédric Dasesson ci fa immergere nell’intimo cosmo acquatico di Marta Maggetti, windsurfista italiana classe ’96 che ha conquistato uno storico oro olimpico a Parigi 2024. Una sinergia visuale che viene esaltata dalle comuni origini sarde.