ROUTES, il terzo capitolo del nostro viaggio oceanico con Ambrogio Beccaria, il suo progetto ALLAGRANDE e K-Way
Insieme a K-Way, abbiamo ritratto l’essenza e ascoltato la storia del velista oceanico Ambrogio Beccaria. ‘Routes’ è il terzo capitolo del nostro viaggio nel suo universo acquatico, e la terza tappa del documentario ‘How Far You Can Go’: una regata narrativa che accompagneremo con speciali focus editoriali.
Il mare è una mappa in costante cambiamento, una scacchiera dominata da forze più o meno percettibili, in grado di sprigionare la piena potenza di ALLAGRANDE, o di paralizzarla. Scienza e intuito. Tecnologia e ispirazione. Tra onde alte come colline e immobili praterie affrescate d’azzurro, razionalità e irrazionalità paiono essere sinonimi, dati compenetranti che scandiscono scelte sotto forma di rotte. Esistono radar oggettivi e soggettivi, afferma Ambrogio Beccaria. Sono statistiche inconfutabili e sensazioni personali, fattori antitetici che solo un navigatore in piena simbiosi con l’ambiente marino può efficacemente sommare, soppesandole di situazione in situazione. Sono la definizione della navigazione oceanica: un’incantevole arte scientifica, una crudele scienza artistica, dove ogni decisione equivale ad un mai pienamente prevedibile punto di non ritorno. Nel bene e nel male.
“Se chiedi ad un bambino di fare un disegno, spesso finisce per tratteggiare una barca a vela. Ma questo non significa che sia un mezzo semplice. Anzi, è complicatissimo, è continuamente soggetto a un insieme di forze invisibili. Immaginate di controllare 3-4 ali in acqua e 5-6 ali in aria: tutto deve stare in equilibrio sulle onde, e ci sono infiniti equilibri possibili. La capacità di scelta e l’intuizione sono, secondo me, la base di questo sport. La tecnologia è fondamentale, ha un’utilità incredibile, ma non è la risposta piena e unica al desiderio di andare veloci. I velisti che più m’impressionano, e m’ispirano, sono coloro che non si fanno schiacciare dai numeri: navigatori talentuosi che ascoltano, traducono e processano le sensazioni percepite dai loro corpi e attraverso le loro barche. Per questo dico che, nella mia disciplina, l’intuizione gioca un grandissimo ruolo”





Anticipazione. Non esiste componente più essenziale, in una traversata oceanica, della previsione del futuro. È una forma di profezia contemporanea, assistita dalle più avanzate tecnologie metereologiche. Ambrogio Beccaria non è solo augure, e non è solo scienziato. Il 31enne milanese solca le proprie rotte ascoltando tanto la propria mente, quanto i propri occhi, e i propri impulsi. Alterna conoscenza assoluta e sesto senso, spingendo ALLAGRANDE verso direzioni certe solo secondo parametri personali, accettando la fallacia, così come l’atavico ausilio del cosmo acquatico, e dei suoi segni. Nelle vastità oceaniche ogni elemento fornisce indicazioni, spiega Beccaria, sta all’essere umano farle proprie, sfidandole o affidandosi a loro, seguendo un quotidiano rito di compenetrazione tra percezione umana e intimità naturale.
“Sapere leggere il mare è essenziale, da un punto di vista strategico, per questo sport. Soprattutto quando navigo in solitaria, so che il meteo è più veloce di me, quindi devo anticiparlo di parecchio. Devo essere a conoscenza del vento che troverò un determinato giorno; devo capire se la situazione sarà favorevole o se rischierà di diventare pericolosa, piatta, in ogni caso controproducente. La connessione satellitare aiuta molto, grazie alla scienza i navigatori hanno un numero incredibile di dati a disposizione. Ma anche l’osservazione delle nuvole e lo studio delle onde sono pratiche importantissime. Delle nuvole, per esempio, analizzo l’altezza, la distanza, la direzione... Una nuvola può funzionare come un camino o una cascata, può aspirare o far uscire tantissimo vento. Se è sviluppata in verticale, tendenzialmente, modifica il vento stesso attorno a sé. Poi, non è sempre facile comprendere se una nuvola sia piovosa o meno, o prevedere se transiterà davanti, sopra o dietro alla barca. Per quanto riguarda le onde, invece, possono rivelare la tipologia di vento che arriverà di lì a poco. Un singolo errore di valutazione, legato a questo incrocio di dati oggettivi e soggetti, può determinare la riuscita o meno di una regata”
Seguiteci per scoprire il quarto capitolo di “How Far You Can Go”.





Credits
A Project by AthletaLab
Director & Editor Giulia Fassina
Creative Director Rise Up Duo
Cinematographer Paolo Concari & Giulia Fassina
Colorist Jacopo Cosmelli
Soundtracks & Sound Design Tommy Zaph
Motion Design Mike Rodella
Type Design Filippo Giuliari
Additional Footage Lorenzo Sironi
Copywriter Gianmarco Pacione
Translator Scott Alan Stuart






