Jordan Brand celebra il 30esimo anniversario di Space Jam, portando il Toon World direttamente a Londra, dove i London Lions e la loro casa, la Copper Box Arena, hanno trasposto nella pallacanestro contemporanea l’eredità stilistica e narrativa di un film eterno
Londra. La Copper Box Arena proietta in un universo parallelo, in un Toon World di verde vestito, dove il dialogo tra animazione cult e pallacanestro giocata si rivela nella sua pienezza, confermando la potenza inesauribile di questo connubio.
La celebrazione dei 30 anni di Space Jam, pellicola divenuta fenomeno culturale e infinito codice stilistico, prende forma dentro e attorno a questo parquet. Protagonisti i London Lions: club che sta ponendo sempre più la pallacanestro britannica sulla mappa del Gioco globale, e che per una serata, popolatissima di bambini appartenenti a vecchie e nuove generazioni, ha dato forma alle suggestioni trasmesse dal binomio MJ-Bugs Bunny nel lontano, eppure attualissimo 1996.
Suggestioni palesate dalla collezione creata ad hoc per questo anniversario, dagli speciali kit indossati dai Lions prima e durante i 40 minuti, e raccontate da alcuni degli attori principali di questo evento, nello specifico Tarik Phillip e Deane Williams: giocatori che hanno aiutato il club londinese a superare i Bristol Flyers, proseguendo una striscia d’imbattibilità aperta all’inizio della stagione Super League Basketball.




Che impatto ha avuto Space Jam su di voi, come atleti e persone? A trent’anni dalla sua uscita, cosa vi è rimasto maggiormente impresso del film?
Tarik Phillip: “Space Jam è uno dei primi film sul basket che si vedono da bambini. Guardi i personaggi bere quella pozione speciale, acquisire poteri straordinari e trasformarsi, a tutti gli effetti, in supereroi sul parquet. Da piccolo sogni di poter vivere qualcosa di simile anche tu. Sono immagini che ti accompagnano mentre cresci, soprattutto quando il basket diventa una parte così importante della tua quotidianità. Il modo in cui il film è riuscito a fondere il mondo dei cartoni animati con quello della pallacanestro è stato semplicemente geniale”
Deane Williams: “Per me Space Jam è soprattutto una questione di nostalgia. Mi riporta all’infanzia, a quando giocavo a basket insieme alla mia famiglia, in particolare con mio padre. Prendere parte a questa celebrazione trent’anni dopo mi conferisce un senso di circolarità, quasi fosse un ritorno alle origini, anche perché io ho proprio trent’anni. Jordan Brand ha organizzato uno spettacolo incredibile, con un allestimento davvero straordinario. Spero che questa esperienza possa ispirare altri bambini, proprio come Space Jam ha spinto me ad avvicinarmi alla pallacanestro. Il film ti ricorda che esiste anche una dimensione ludica del basket. Mi auguro che durante la nostra partita si siano divertiti tutti, dai più piccoli agli adulti. E spero che un pubblico così numeroso continui a seguirci anche durante le nostre partite usuali, perché un’atmosfera del genere, per noi giocatori, fa davvero la differenza”
Attraverso Space Jam, Michael Jordan ha mostrato al mondo come un atleta potesse superare i confini dello sport, diventando un’icona culturale e persino una stella del cinema. In che modo MJ ha influenzato la vostra visione della vita?
Tarik Phillip: “La sua influenza è stata enorme. Lo sport ha il potere di cambiare le condizioni di vita delle persone, trasformare comunità e creare legami. Tutto ciò che Michael Jordan ha realizzato nel corso della sua carriera testimonia la sua dedizione e la sua etica del lavoro applicate alla pallacanestro, ma anche ciò che lo sport può essere in grado di generare ben oltre il campo”
Deane Williams: “Michael Jordan ha stabilito una nuova definizione d’icona globale. Soprattutto, ci ha insegnato quanto sia importante fare la propria parte: coltivare il rapporto con i tifosi, ispirare le nuove generazioni e partecipare attivamente alla vita delle comunità di cui facciamo parte. Ha dimostrato anche come il basket possa entrare in relazione con interessi e universi differenti. Basta pensare alla sua passione per il golf, per esempio. La pallacanestro offre infinite possibilità d’incontro tra persone provenienti da discipline sportive e contesti diversi. Non bisogna necessariamente essere appassionati di basket per apprezzare un’esperienza come quella di oggi. Eventi del genere possono avvicinare nuove persone a questo sport e, magari, convincerle a continuare a seguirlo”






Qual è la vostra scena preferita di Space Jam, e perché? E in quale personaggio dei Looney Tunes vi riconoscete maggiormente?
Tarik Phillip: “Il mio momento preferito è quando MJ e i Looney Toons riescono a ribaltare la situazione contro i Monstars. Vederli reagire e riprendere in mano la partita è incredibile. Quanto al personaggio in cui mi riconosco di più, direi Taz, il Diavolo della Tasmania. Non saprei spiegare esattamente perché, ma credo che rispecchi abbastanza bene la mia personalità. Me lo hanno detto anche altre persone!”
Deane Williams: “Non posso che scegliere la scena iconica in cui Michael Jordan allunga il braccio da metà campo fino a raggiungere il canestro e schiacciare. Per me è il momento più bello del film. Anch’io ho le braccia piuttosto lunghe, quindi in qualche modo riesco a immedesimarmi. A volte, quando schiaccio, qualcuno mi chiede come abbia fatto. Magari un giorno riuscirò a fare qualcosa di simile a MJ (ride ndr). Il mio personaggio preferito, invece, è Titti, per la sua resilienza. Una resilienza assoluta. Non serve essere i più grandi per essere i più temuti”
Questa sera siete entrati a far parte della legacy di Space Jam. Cosa significa contribuire a quest’eredità, anche alla luce del legame che unisce Jordan Brand ai London Lions?
Tarik Phillip: “È una fortuna, davvero. Space Jam è uscito quando ero molto piccolo e vederlo ha avuto un impatto enorme su di me e sulla comunità in cui sono cresciuto. È uno di quei film che continuano ad accompagnarti per tutta la vita. Poter contribuire alla sua eredità oggi, a trent’anni di distanza, è qualcosa di davvero speciale”
Deane Williams: “È una sensazione bellissima, non soltanto per me, ma per tutti i miei compagni di squadra. Siamo profondamente grati a Jordan Brand per averci scelto come protagonisti di questa celebrazione, offrendoci la possibilità di scrivere, nel nostro piccolo, una pagina di questa storia. Jordan Brand è straordinario nei nostri confronti, ci mette a disposizione tutto ciò di cui abbiamo bisogno, dentro e fuori dal campo, permettendo di presentarci sempre al meglio, anche dal punto di vista stilistico: siamo davvero riconoscenti per tutto questo”
‘Greatness Is Never Out of Reach’ è il messaggio che accompagna le celebrazioni di questo anniversario. Cosa rappresenta, per voi, il concetto di grandezza?
Tarik Phillip: “La grandezza consiste nel presentarsi ogni giorno, anche quando le cose non vanno come vorresti. A volte vinci, altre perdi, e non sempre ottieni i risultati che speri. Ma continuare a esserci, impegnarsi e cercare di migliorare giorno dopo giorno… Significa questo, per me, il concetto di grandezza”
Deane Williams: “La grandezza può assumere molti significati, ma credo che tutto ruoti attorno alla mentalità. Questa frase ci ricorda che, se continui a metterti alla prova e a lavorare per raggiungere un obiettivo, prima o poi riuscirai a realizzare qualcosa di significativo. Magari non arriverai a quello che gli altri considerano il vertice, ma cosa significa, davvero, essere al vertice? Persino chi lo ha già raggiunto continua a desiderare qualcosa in più. Credo che, se continui a inseguire la grandezza, finirai comunque per raggiungere un traguardo di cui potrai essere soddisfatto”












