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Volpe o ciccione? Semplicemente Billy Sharp

Il ‘Fat lad from Sheffield’, la ‘Fox of the box’. Storia di un tifoso goleador diventato talismano dello Sheffield United

Billy Sharp è il talismano dello Sheffield United. Un talismano dalle linee dolci, vagamente boteriane, dal raro sentore di birra e salsiccia, di pub. Una storia, la sua, tipicamente british, nata sulle sponde dello Shief e continuata sui gradoni di Bramall Lane.

Billy Sharp è un lad, uno dei tanti esempi inglesi di calciatore-tifoso sbocciato nell’academy locale e divenuto, inevitabilmente, simbolo per società e tifosi. Il suo viaggio si fonda proprio sulla grande passione per le ‘Blades’, le lame biancorosse. Billy fin da giovane frequenta la Kop, canta, s’innamora perdutamente di una squadra che, dopo un gloriosissimo passato, fatica per tutti gli anni ’90 e 2000 a trovare spazio in Premier League.

Nei campetti di Sheffield, Sharp dimostra immediatamente di essere un giocatore speciale. Ha fiuto per il gol. Un fiuto raro, evidenziato da realizzazioni lampo all’interno di aree intasate, da beffardi tocchi di punta, da famelici appostamenti sul secondo palo. Gol dopo gol. Sharp arriva a debuttare con le due lame sul petto appena 18enne, nel 2004.

Il balzo emozionale dagli spalti al campo viene limitato immediatamente da un prestito al Rushden, piccola realtà provinciale in cui Sharp crede di farsi le ossa in vista di un ritorno alla casa madre. I grandi amori, però, portano grandi sofferenze. Così Sharp si trova, a distanza di qualche mese, a vestire la maglia dello Scunthorpe. Con gli ‘Iron’ segna più di 50 reti in due stagioni.

La prova di forza basta e avanza, le ‘Blades’ lo riaccolgono a braccia aperte. Qualcosa però va storto. Dopo 3 stagioni incolori, con appena 8 realizzazioni, Sharp viene rimesso alla porta. Inizia un lungo vagabondaggio lungo tutta l’Inghilterra: Doncaster, Southampton, Nottingham Forest, Reading, ancora Doncaster e Leeds. 7 stagioni in cui Sharp trova la rete ma non trova la serenità.

Un terribile episodio si abbatte su di lui nel 2011, quando l’appena nato primogenito scompare prematuramente a causa di un problema alla parete addominale. L’attaccante di Sheffield accusa il colpo, ma a tre giorni dalla disgrazia scende comunque in campo con il suo Doncaster. Realizza un gol splendido, coordinandosi e facendo partire un siluro sinistro che lascia immobile l’intera retroguardia del Middlesbrough. Esulta indicando cielo e terra, togliendosi la maglia e mostrando con rabbia una scritta chiara, commovente: “That’s for you son”. Mowbray, manager del Boro, lo definisce un ‘gol dal paradiso’.

Le movenze di Billy Sharp in questi anni di esilio e dolore trovano piena maturazione. Il baricentro basso, i polpacci forti, un busto che fatica a contenersi dentro la maglietta. Ciò che incanta di più è la furbizia della punta di Sheffield. Un’arte, un dono. Sharp è sempre posizionato nella zolla corretta, ribadisce in rete ogni ribattuta sporca, percepisce il potenziale errore dell’avversario con attimi di anticipo. Per tutti diventa la ‘Fox of the box’, la ‘Volpe dell’area di rigore’. Soprannome più credibile ma meno indentitario del ‘Fat lad from Sheffield’ che lo accompagna ogni domenica tra urla di scherno e sorrisi divertiti.

Sharp quando può torna nella sua città, nel suo stadio. Popola Bramall Lane da spettatore pagante, lo fa fino al 2015, quando si ritrova nuovamente a giocare per le ‘Blades’. Questa, però, è la volta buona. ‘Mister Sheffield’ esplode, erutta con 21, 30, 14 e 24 gol. È inarrestabile e conduce il suo club in Premier League, coronando il sogno di una vita lo scorso 10 agosto.

Billy entra al minuto ’82 contro il Bournemouth, 6 minuti dopo segna il suo primo gol in Premier League, pareggiando la partita. È una rete tipicamente ‘sharpiana’, un tocco sporco nel cuore dell’area, un rimpallo strano, una gamba che si muove veloce, approfittando del momento propizio.

550 partite, 239 gol. Almeno una rete in ognuna delle leghe professionistiche inglesi. Sharp commenta il traguardo raggiunto con un ironico: “Come festeggerò? Come sempre: con 4 pinte al pub e un po’ di cibo cinese”.

Dopo una dura mezza stagione, fatta di tanta panchina e poche finestre temporali in campo, Sharp in questi giorni ha rifiutato qualsiasi tipo di trasferimento, Celtic incluso. A chiarire la situazione ci ha pensato Chris Wilder, manager di queste miracolose ‘Blades’ al momento settime in classifica: “Con Billy sono sempre stato molto chiaro. Lui per squadra ha fatto e sta facendo tantissimo. Quest’anno lo spazio è poco e in tanti si sono interessati, hanno bussato alla porta. Io gli ho sempre riportato tutto, lasciandolo libero di decidere. Lui mi ha sempre detto di no”.

Il ‘Fat lad from Sheffield’ non vuole più abbandonare la propria casa, il proprio popolo, il proprio cuore. Il ‘Fat lad from Sheffield’ vuole restare a Bramall Lane. Questa volta per sempre. 

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