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Vitali e Wladimir Klitschko stanno combattendo per la libertà ucraina

Dal ring al fronte, i più celebri fratelli della boxe sono il simbolo della resistenza a Putin

“Non ho paura, sono un combattente”. È impossibile contraddire le parole di uno dei più grandi pugili della storia. Sindaco di Kiev dal 2014, Vitali Klitschko ha deciso di proteggere la propria città impugnando le armi, facendo seguire i fatti alle parole. Al suo fianco il fratello Wladimir, anch’esso pluricampione iridato, che da riservista dell’esercito nazionale ha iniziato a vestire i panni di ufficiale di collegamento.

“Chiedo a tutti i soggetti internazionali di osservare la tragedia che sta accadendo in Ucraina”, ha detto Wladimir, “Questa guerra insensata non avrà vincitori, ma unicamente vinti. Dobbiamo rimanere uniti contro l’aggressione russa. Ci difenderemo fino all’ultima goccia di sangue. Non sappiamo come vivremo domani, ma la motivazione è fortissima”.

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Per il Paese attualmente assediato dalle forze russe i due colossi della nobile arte rappresentano ben più di semplici simboli sportivi. I Klitschko sono eroi nazionali a tutto tondo, vere e proprie leggende viventi. Dietro le durissime parole e le azioni recenti si stagliano difatti delle vite impegnate e delle carriere pugilistiche eccezionali, sublimate nella cosiddetta ‘Era Klitschko’: periodo tra il 2006 e il 2013 in cui i solo all’apparenza gemelli (in realtà nati a cinque anni di distanza, nel 1971 e 1976) hanno egemonizzato la categoria dei pesi massimi.

Vitali da una parte, soprannominato ‘Dr. Ironfist’ perché primo campione mondiale ad aver conseguito un dottorato di ricerca (PhD in scienze sportive all’Università di Kiev). Wladimir dall’altra, ‘Dr. Steelhammer’, anche lui con lo stesso percorso accademico e pugilistico del fratello, impreziosito da un oro olimpico ad Atlanta 1996. Alle origini delle loro vite un padre maggiore militare dell’esercito sovietico, comandante in carica per le operazione di pulizia seguite alla catastrofe di Černobyl’ (incarico che gli costò un terribile tumore) e una madre profondamente contraria ad uno scontro fratricida sul ring: motivo per cui i due arrivarono a giurare davanti agli occhi materni di non incrociare mai i guantoni in un match ufficiale.

Oltre alle varie cinture WBO, WBC, IBF e IBO collezionate lungo la brillantissima carriera nel quadrato, questa coppia d’inscalfibili monoliti si è sempre distinta per l’interesse rivolto alle dinamiche sociali e politiche del proprio Paese, e non solo. A dimostrarlo la collaborazione con l’UNESCO in atto fin dai primi anni duemila, ma anche un celebre episodio avvenuto nel lontano 2004, quando Vitali sul ring e Wladimir all’angolo si vestirono di arancione in occasione dell’incontro titolato contro Danny Williams. Quel colore all’epoca era sinonimo di Yushenko: candidato alla presidenza ucraina dagli ideali filo-occidentali e pro NATO, avvelenato, a detta dei più, dall’apparato segreto del KGB.

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Appassionatissimi di scacchi, i loro volti truci e i tipici lineamenti di draghiana memoria hanno sempre camuffato la raffinata intelligenza e la spiccata sensibilità dei Klitschko. Proprio agli scacchi è dedicato uno degli aforismi più celebri di Vitali, attualmente impegnato nel suo secondo mandato come primo cittadino della capitale ucraina: “Gli scacchi sono simili al pugilato. Hai bisogno di sviluppare una strategia, e hai bisogno di pensare due o tre passi avanti rispetto al tuo avversario. Devi essere astuto”.

E pensare due o tre passi avanti, in questi giorni, per i fratelli Klitscko è stato impossibile. Vitali e Wladimir hanno dovuto pensare al presente, all’immediato, schierandosi al fianco dei militare ucraini, scendendo in prima persona sul campo di battaglia e seguendo l’esempio del presidente Zelensky.

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“Ora la cosa più importante è difendere il nostro Paese”, ha dichiarato Vitali in uno dei tanti video postati per incoraggiare i propri connazionali, “Siamo il confine di una catastrofe umanitaria. Ogni ucraino è fiero di essere indipendente, fiero di essere ucraino, e siamo fieri di avere un nostro Paese”.

“Il popolo ucraino è forte”, ha aggiunto, “E rimarrà fedele a sé stesso in questo calvario. Siamo un popolo che desidera la pace e che considera i russi dei fratelli. Abbiamo scelto la democrazia, ma la democrazia è fragile. La democrazia non può difendersi da sola: necessita della volontà dei cittadini, del loro impegno. Non ho altra scelta, devo impugnare le armi e combattere”.

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In questo momento i fratelli Klitschko risulterebbero all’interno della kill list di 23 uomini ricercati dal gruppo paramilitare russo ‘Wagner’, come riportato dalle maggiori agenzie di stampa europee.

Gianmarco Pacione
Sources & Credits
 

 

Photos sources:
https://www.n-tv.de/politik/Klitschko-Die-Ukraine-ist-nur-der-Anfang-article23123768.htmlhttps://www.pinterest.it/pin/822399581933118552/https://eldiariony.com/2022/02/25/hermanos-klitschko-de-campeones-mundiales-de-boxeo-a-unirse-a-la-guerra-contra-rusia/https://www.unian.info/multimedia/photo/102514-zavershenie-bokserskoy-kareryi-vladimira-klichko.html

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