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Una donna comune, una sportiva speciale. Elisa Vottero

Gli sci, la bici, il coraggio. Il viaggio dentro sé stessa di una giovane donna in grado di ispirare

Articolo in collaborazione con Flowe

 

Parlare con Elisa Vottero è già, di per sé, un piccolo percorso di maturazione personale; un breve, intenso viaggio alla scoperta di lati inesplorati della nostra personalità.

La voce di questa pellegrina del mondo e maestra di sci valsusina è un porto sereno dove attraccare per qualche tempo, limitandosi ad ascoltare e comprendere. Perché Elisa non ha problemi a mettere a nudo le proprie emozioni, il proprio vissuto, i propri, tanti, cambiamenti.

Con le sue gesta ha ispirato e sta ispirando uomini e, soprattutto, donne. Sci e due ruote la stanno accompagnando ovunque, dandole una mano a scoprire qualcosa in più di sé stessa, qualcosa in più di tutto il resto.

Un lungo percorso iniziato quasi per caso, non più tardi di due anni fa, a bordo di una bici di cui conosceva ben poco, accompagnata dal proprio cane e dal desiderio di attraversare l’Italia dalla fredda Val Susa alla bollente Sicilia.

“Il viaggio è nato per un bisogno mio, interiore, di ricostruire alcuni pezzi. Venivo da un periodo in cui non mi volevo tanto bene. La mia incoscienza mi ha portata a partire verso quella che ritengo un’isola felice, la Sicilia, con l’unico desiderio di ritrovare il meglio di me. Sono sempre stata una sportiva: scio da quando sono nata, seguendo le orme dei miei genitori. Ho anche fatto parte della Nazionale di skeleton, ma nulla di tutto questo ha a che vedere con quella decisione radicale e con quella rotta intrapresa. Della meccanica della bicicletta, poi, non sapevo nulla…”.

Dalle montagne e dalle piste innevate, all’asfalto e alle due ruote: “La bici mi ha insegnato a riflettere, ha proprio migliorato la qualità dei miei pensieri. Senza di lei non sarei riuscita a fermarmi prima di toccare il fondo, a rimanere in piedi. Non nego che durante la traversata dello Stivale ho pianto tutte le mie lacrime: non è stato e non doveva essere un viaggio banale, un viaggio per gli altri. Ho visto un’Italia che non avevo mai visto, ho parlato con persone straordinarie. Sembrerà pazzesco, ma in 27 giorni una persona può rifiorire, può migliorare”.

E il miglioramento può diventare contagioso, come nel caso di Elisa, allargandosi a macchia d’olio su tutta l’Italia, ispirando e aiutando.

“Sinceramente non credevo che la mia esperienza potesse avere una tale cassa di risonanza. Mi ha fatto capire che avrei potuto dare una continuità a tutto questo, che avrei potuto cominciare ad affrontare sempre più viaggi, che avrei potuto aiutare sempre più persone… Così ho deciso di proporre l’idea di ‘Also the girls can do it’. Partendo dal contesto sportivo, questo progetto vuole spingere l’universo femminile un passo in là, vuole trasmettere il concetto che qualunque donna possa farcela, basta che esca dalla propria comfort zone, che si metta in gioco. Se non crediamo noi in noi stesse, non lo farà nessun altro”.

Le idee chiare e l’intenzione di coltivare ben più del proprio orticello valsusino. Elisa ha preso ormai una decisione, quella di fungere da punto di riferimento. L’ha fatto con la semplicità di una ragazza che non camuffa debolezze o limiti, anzi, in queste sue caratteristiche ha trovato la chiave di volta per sensibilizzare, avvicinare.

“Sono orgogliosa di quello che faccio. Lungi da me, però, essere presuntuosa. Mi capita spesso di avere paura, lo ammetto candidamente, mi è capitato anche di rimandare viaggi all’ultimo secondo… Credo che le persone si siano avvicinate a me proprio per questo mio lato umano, genuino. Al giorno d’oggi le cose che mi fanno sorridere l’anima sono la mia libertà e ciò che mi sono costruita: la bicicletta, gli sci, la famiglia e, in particolare, le amiche”.

Cambiare creando la propria fortuna.

Proprio questo mantra ha dato vita al connubio tra Elisa Vottero e Flowe: una simbiosi innata tra una donna che del cambiamento ha fatto il proprio credo e un progetto che ne ha fatto la propria pietra angolare.

Persone migliori per un mondo migliore: questa è l’idea alla base di Flowe, app bancaria che si prefigge di consegnare strumenti tanto necessari, quanto innovativi, per una crescita e per un miglioramento personale.

“Ho sposato Flowe perché, grazie agli ideali che professa, dà risalto a persone che possono cambiare la vita degli altri, ispirare. Nel mio caso, ripeto, questa sorta di vocazione all’origine è maturata inconsciamente, poi, con lo scorrere del tempo, ha preso sempre più forma. Flowe è un’opportunità stupenda per far conoscere ancora di più la mia storia: se con il mio racconto posso aiutare a fare star bene gli altri, a rendere il mondo più sorridente, ben venga”.

Per scoprire le altre affascinanti storie dei ‘GoodLuck Creators’ di Flowe ed esplorarne sogni, idee e invenzioni, cliccate qui. 

Gianmarco Pacione

Sources & Credits

 

 

Photos sources:
Elisa Scotti


Video sources:
https://www.youtube.com/watch?v=28cRn4QjC-s

24 settembre 2020

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