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Il triathlon non si ferma mai

Uno stile di vita, un fuoco sacro incapace di spegnersi anche in tempi di Coronavirus

Completezza. Difficile pensare ad un termine diverso per descrivere il triathlon. Faticosa completezza. Nuoto, ciclismo e corsa; bracciate, pedalate e ampie falcate. I triatleti sono esseri umani speciali, dalla spropositata forza fisica e, soprattutto, mentale.

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EMANUELE – Jersey, salopettes and socks Gore Wear, sunglasses Mykita + Maison Margiela

Disciplina olimpica dal 2000, negli ultimi anni ha subito una vera e propria esplosione sociale. Esplosione che ha portato sempre più giovani a sfidare i propri limiti, a lottare contro pigrizia, cattive abitudini e apparente normalità.

Perché il triathlon, quello a cui ci si approccia con la massima serietà, non permette pause o passaggi a vuoto, non permette allenamenti saltati o serate di eccessi, non permette, addirittura, di restare fermi o calmi nella tempesta della quarantena attuale.

EMANUELE — Triathlon wetsuit, Cobra Tri Swipe Mirror goggles and 3D Soft cap arena
LUCA — Triathlon wetsuit, Cobra Tri Swipe Mirror goggles and 3D Soft cap arena

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Ha ovviato al problema dell’assenza di bracciate Emanuele Faraco, 28enne che si dedica solamente alla speciale disciplina a tre teste: “In questo periodo le attività sono tutte indoor, ma di base il mio allenamento non cambia, anzi… Le ore in bici sono addirittura di più. Quando pedalo uso Zwift, una piattaforma veramente realistica a cui si stanno affidando anche i ciclisti professionisti. Per la corsa io abito nella provincia milanese, ho la campagna vicinissima e copro in loop i 200 metri permessi per ore e ore. Sto lavorando moltissimo anche con gli elastici in casa. Con il mio allenatore, poi, abbiamo optato per comprare una piscinetta di 4 metri per 1 metro di altezza: in questo modo potrò nuotare da fermo, legandomi i piedi”.

LUCA
Triathlon wetsuit, Cobra Tri Swipe Mirror goggles and 3D Soft cap arena
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Luca Zanoni invece è un 27enne lavoratore e triatleta. In questo periodo sta alternando smart-working a blocchi di allenamento: “Diciamo che sono stato fortunato, se così si può dire… Il fatto di lavorare mi aveva già obbligato a comprare una serie di attrezzature per casa: dal tapis roulant al ciclo-mulino per la bici. Anch’io uso Zwift e riesco a fare un bel po’ di ore al giorno. Il problema sta tutto nel non riuscire a spezzare con il nuoto: se si corre e si pedala solamente, le gambe dopo un po’ si ribellano…”.

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EMANUELE — Jacket, shorts, socks and hat Gore Wear, shoes Puma, sunglasses Mykita + Maison Margiela

Si è dovuta adattare alla situazione straordinaria anche Carlotta Missaglia, 21enne promessa del triathlon Azzurro, già ampiamente inserita nel giro della Nazionale: “Fino a qualche settimana fa la Federazione ci aveva messo a disposizione una piscina aperta solo per noi atleti ‘elite’. Poi l’hanno ovviamente dovuta chiudere. Adesso il mio lavoro è praticamente tutto indoor, al tapis roulant ogni tanto alterno una corsa all’esterno, nei 200 metri consentiti. Faccio avanti e indietro, una navetta continua per qualche chilometro. L’unico problema sono i vicini indispettiti: negli ultimi giorni mi sono presa un bel po’ d’insulti immeritati e hanno anche chiamato le pattuglie più volte…”.

Il triathlon, in fondo, è proprio questo: uno stile di vita, un mantra che si avvinghia alla coscienza di una persona, obbligandola a rimodulare routine e priorità.

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LUCA — Jersey, salopettes and socks Gore Wear
EMANUELE — Jersey, salopettes and socks Gore Wear, sunglasses Mykita + Maison Margiela

Luca si è avvicinato relativamente tardi a questo mondo particolare, già ventenne, unendo passioni che lo accompagnavano da tempo: “Ero un nuotatore, ho trascorso la mia adolescenza in vasca. Contemporaneamente, però, mi affascinava anche uscire in bici: così, spinto dall’esempio di mio zio, ho deciso di unire queste due sfere della mia vita sportiva, aggiungendoci la corsa. Inizialmente l’ho vissuto semplicemente come uno sport, poi tutto è cresciuto vorticosamente: l’impegno, i risultati, gli obiettivi”.

Deve alternare gli allenamenti al lavoro, organizzando le sue giornate metodicamente: “Sono impegnato nel settore delle elaborazioni di auto sportive, in un’azienda vicina ad Alba, la mia città. Mi alleno quasi sempre nei pressi del mio luogo di lavoro, in solitaria. In macchina ho tutto l’occorrente. Grazie all’accondiscendenza dei miei responsabili riesco ad uscire in pausa pranzo per correre o pedalare. In piscina vado vicino casa, quasi sempre dedico anche le sere agli allenamenti”.

“Il triatleta perfetto? Non esiste una formula fisica assoluta, esiste invece la corretta attitudine: dev’essere qualcuno dall’incredibile dedizione, capace di portare i propri allenamenti sempre ad un livello superiore”.

EMANUELE / left — Polo shirt Fred Perry x Narifuri
LUCA — Sweatshirt Fred Perry
EMANUELE / right — Striped Jacket Rossignol

L’impegno di Emanuele è invece totale, il napoletano trapiantato a Milano svaria tra competizioni vissute in prima persona e giovani promesse da crescere: “Il mio primo approccio con il triathlon è stato verso i 18 anni, l’ho visto in televisione e me ne sono innamorato. All’epoca stavo facendo gare di aquathlon e ho deciso di evolvermi. Oggi mi alleno dalle 2 alle 4 volte al giorno e, in mezzo, c’inserisco i ragazzini che seguo come allenatore”.

Anche per Emanuele le sensazioni di questa multidisciplina sono totalizzanti: “Tutti gli sforzi, tutti i sacrifici vengono ripagati appena varchi la linea d’arrivo. Ti senti felice, leggero, anche se stai faticando da svariate ore. Senti di aver portato a compimento un vero e proprio viaggio. Il triathlon è uno stile di vita: dall’amatore al professionista. Io ho la fortuna di allenarmi qui nel milanese con un gruppo di lavoro, sono quasi sempre in compagnia”.

“Alto, snello, basso, rotondetto… La verità è che l’unico talento di cui si ha bisogno in questo sport è la costanza”.

LUCA – Jersey, salopettes and socks Gore Wear
EMANUELE – Jersey, salopettes and socks Gore Wear, sunglasses Mykita + Maison Margiela

Carlotta Missaglia, giovane e brillante, ha già assaporato in alcune circostanze il colore Azzurro: “Ho 21 anni, da dieci sono all’interno del mondo del triathlon. Studio Scienze dei Beni Culturali e contemporaneamente mi alleno 25 ore a settimana circa. La mia quotidianità ruota completamente attorno al triathlon, ma ogni rinuncia è ripagata dalla sensazione che provo quando indosso il body della Nazionale o quando prendo parte a raduni dove sono presenti atleti olimpici”.

Carlotta, al contrario di Luca ed Emanuele, ci traccia una figura esemplare, un modello da seguire: Alessandro Fabian, oro europeo e già due volte atleta olimpico. “In lui traspare serenità. La vita che ha scelto gli piace e questa consapevolezza è fondamentale per noi triatleti: ci sono troppe cose da tenere sotto controllo, appena crolla una certezza sai già che tutto il resto crollerà a catena. Un lato stupendo di questa disciplina è l’equilibrio: puoi essere fortissimo in una specialità, ma a poco serve se nelle altre due non hai degli standard alti”.

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“Io sto dedicando tanto se non tutto a questo sport e a questo tipo di vita. Ad aiutarmi è sicuramente il fatto che mio fratello sia il mio allenatore: lui sa tutto di me e sa gestirmi nei momenti di massima tensione come, per esempio, prima di un esame universitario. In futuro chi lo sa, potrei entrare in una forza armata per concentrarmi ancora di più sui miei obiettivi sportivi”.

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EMANUELE — Jacket, shorts, socks and hat Gore Wear, shoes Puma, sunglasses Mykita + Maison Margiela
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Gianmarco Pacione

21 aprile 2020

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