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Prima di Bud Spencer. Carlo Pedersoli

Fu Bud Spencer, ma non solo. Pedersoli fu uno dei più grandi nuotatori italiani

La vita di Carlo Pedersoli è un intricato susseguirsi d’imprevedibili cambiamenti, di drastiche scelte, di rapsodici viaggi. Brevi, intensi capitoli, senza soluzione di continuità, capaci di raggiungere il pieno compimento davanti alle telecamere e nelle sale di tutto il mondo.

Una parentesi della sua incredibile vita, in particolare, affascina da sempre i fiumi di persone legate al mostro sacro del cinema deceduto, ormai, da quasi quattro anni: il rapporto speciale con lo sport e con l’acqua.

“Credo di aver praticato tutti gli sport. Il nuoto e la pallanuoto sono tra quelli che ho amato di più”

Nato a Napoli nel 1929, Pedersoli comincia a nuotare prestissimo, quando, a poco più di 4 anni, viene lanciato tra le onde marine di Seiano, nei pressi di Sorrento. Il piccolo Carlo resta a galla e s’innamora dell’elemento acquatico. Nelle piscine partenopee, stando alla sua biografia, già a 7 anni esegue le prime, naturali, bracciate. A 8 anni esordisce in gara, vincendo.

Durante la guerra si sposta a Roma, dove si laurea campione scolastico nazionale di rugby. Nelle acque capitoline continua anche la sua incessante maturazione natatoria. A 15 anni è già uno dei migliori nel panorama tricolore. La sua struttura fisica pare scolpita nel marmo: più di un metro e novanta d’altezza, un’anatomia segnata, armonica, un petto gonfio e potente, un peso forma ancora distante dagli oltre 130 chili raggiunti in tarda età.

Pedersoli è un giovane perfetto, di bellissimo aspetto, inconsueto per un periodo storico come quello di metà Novecento. Nell’immediato dopoguerra è costretto ad abbandonare la nazione per muoversi oltreoceano, insieme alla famiglia, in quel di Rio de Janeiro. Un viaggio che gli permette d’imparare il portoghese e di compiere la prima esperienza lavorativa, come operaio in catena di montaggio.

Nel ’48 il ritorno in Italia e il ritorno allo sport. Il poliedrico Pedersoli, all’epoca studente di Giurisprudenza, occupa con sempre più regolarità le corsie della Società Sportiva Lazio Nuoto, alternando le ore nel Tevere a quelle, premonitrici, di boxe. Sul ring si batte, ovviamente, come peso massimo, vincendo tutti gli incontri disputati. Non indosserà più i guantoni per un semplice motivo, rivelato a distanza di anni in varie interviste: “Li stendevo tutti, mi dispiaceva per loro”.

L’habitat naturale del ragazzo che diventerà Bud Spencer, però, è la piscina. Nel 1949 si laurea campione italiano di stile libero sui 100 metri, un anno dopo è il primo italiano a coprire la stessa distanza sotto il minuto: il cronometro, per l’esattezza, si ferma a 59 e 50. Un’ascesa rapida, impetuosa. Un risultato che lo innalza sul piedistallo dei più grandi nuotatori della storia italiana e che sarà ritoccato, qualche tempo dopo, sul 58’’8.

Pedersoli non è un atleta irreprensibile, non farà mai segreto delle tante sigarette fumate, delle enormi quantità di cibo ingurgitate e della sua passione per il gentil sesso. Famoso l’aneddoto relativo al suo stage sportivo a Yale, negli Stati Uniti: “Ero in stanza con un campione giapponese, mi accesi una sigaretta e gli chiesi dov’erano le donne. Mi rispose che era vergine e io: “Che campi a fare?”. Andò a denunciarmi al preside”. Nonostante questo modus operandi, il nativo di Napoli divora le corsie, le aggredisce con foga ed eccezionale efficacia. Non è un interprete tecnico, i suoi ingressi in acqua sono spesso sporchi, sarà lui stesso a definirli “panciate”, ma sui 100 metri il ritmo è vertiginoso, ferino.

Il periodo dorato del nuovo monarca dello stile libero Azzurro si concretizza in 20 titoli tricolori (spalmati anche tra le specialità rana e farfalla), impreziositi dalle partecipazioni alle Olimpiadi di Helsinki 1952 e Melbourne 1956 (dove entrambe le volte si ferma in semifinale). Nel 1951, ad Alessandria d’Egitto vince due argenti nei Giochi del Mediterraneo.

Giochi del Mediterraneo che lo vedono protagonista, sotto altre spoglie, anche a Barcellona. In Spagna Pedersoli aggiunge alle bracciate anche un pallone, conquistando l’oro con la formazione di pallanuoto. Occupa il posto di centroboa, lo fa forte di un corpo erculeo, incontrastabile. È un trasformista, uno sportivo di razza.

La sua fama in Italia esplode letteralmente, conducendolo alla genesi della carriera attoriale. Tra il ’49 e il ’51 ottiene delle parti in “Quel fantasma di mio marito” e in “Quo Vadis”. Un breve assaggio di quei set che, a distanza di pochi anni, sarebbero diventati una seconda casa.

Dopo la seconda esperienza olimpica a Melbourne, Pedersoli decide di abbandonare tutto e partire. Vola in Venezuela alla scoperta di sé stesso, lasciandosi alle spalle vanità, popolarità e successi sportivi. A Caracas si ritaglia anni di crescita personale, di maturazione umana, lavorando prima come caposquadra per la Pan-American Highway, colosso impegnato nella costruzione delle grandi vie di trasporto tra Panama e Buenos Aires, poi nell’Alfa Romeo, da cui viene selezionato anche per correre la Caracas-Maracaibo.

“Con la scritta Italia sul petto mi sentivo un superuomo. Bello, alto, vincente. Oggi ci sono le veline, negli anni Cinquanta il sogno del maschio italiano erano le ballerine di Macario. Io le aspettavo fuori dal Teatro Sistina e loro salivano sulla mia Lambretta anziché sui macchinoni parcheggiati di fronte. Mi sentivo invincibile. Ma mi ero perso. Non sapevo più chi ero”

Pochi anni dopo, una volta rientrato in Italia, Carlo Pedersoli scoprirà realmente sé stesso. O meglio, scoprirà il sé stesso che lo porterà a scrivere intere pagine della storia italiana. Diventerà Bud Spencer quasi per caso, incontrerà Mario Girotti, Terence Hill, con cui formerà un connubio imperituro. Una coppia che segnerà intere generazioni, una coppia che segnerà un intero Paese. Per sempre.

Gianmarco Pacione
Sources & Credits
 

 

Photos sources:
https://it.wikipedia.org/wiki/Bud_Spencerhttps://it.budspencerofficial.com/index.php?sel=carloPedersolihttps://www.pinterest.co.uk/pin/588704982512215998/https://style.corriere.it/news/eventi/il-cinema-di-bud-spencer-tra-pugni-e-risate/?foto=2

29 settembre 2020

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