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Mito e tradizione, il Poc Fada

Tra le montagne irlandesi, ogni anno, si imita la pratica sportiva di un antico semi-dio

Per spiegare il Poc Fada bisogna tornare indietro nel tempo, nella storia, nella letteratura. Bisogna tornare all’antica epica irlandese, alla mitologia gaelica, al protagonista del cosiddetto Ciclo dell’Ulster Cù Chulainn, il semi-dio nato Sétanta.

Icon Collection Juventus
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Da un episodio legato a questo giovane, invincibile guerriero, famoso per l’inarrestabile frenesia sul campo di battaglia, prende spunto la competizione che si svolge annualmente nella foschia delle Cooley Mountains. I partecipanti, membri delle comunità locali, rievocano le gesta di Sétanta nel gioco dell’Hurling. Per farlo colpiscono una ‘sliotar’ (palla) per cinque chilometri attorno al Clermont Carn, una delle gobbe più alte di questa remota zona irlandese.

L’obiettivo è di coprire la distanza stabilita con il minor numero di colpi possibile. La ‘sliotar’, volando tra rigagnoli d’acqua e note di cornamusa, cerca di ripercorre le stesse traiettorie create dal bastone di Sétanta in un passato imprecisato: mirabolanti linee aeree descritte nel libro ‘La Grande Razzia’, o ‘Táin Bó Cúailnge’ del I secolo a.C..

Stando all’antico testo gaelico, Sétanta percorse proprio questa via naturale per raggiungere una festa a cui era stato invitato dal Re Conchobar. Durante il solitario tragitto, l’eroe in grado di difendere da solo l’Ulster ad appena 17 anni decise di lanciare e riprendere la ‘sliotar’ in ogni modo possibile. Nel 1960, questo episodio spinse Padre Pól Mac Sheáin a ipotizzare il moderno Poc Fada, dando il là ad una tradizione rispettata ancora oggi.

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Se l’Hurling, la cui origine viene fatta risalire allo stesso Sétanta, nell’Irlanda contemporanea è assurto a disciplina sportiva di primo livello, con chiarissime derive professionistiche, il Poc Fada continua invece ad essere una forma di rievocazione storica, una pratica evanescente, che compare e scompare nel giro di un’uggiosa giornata estiva, anno dopo anno.

Hurling e Poc Fada, proprio per questa genesi comune e per l’enorme carica culturale di cui sono portatori, sono recentemente stati identificati dall’UNESCO come Patrimoni Culturali Immateriali. Grazie a questa investitura, il Poc Fada con ogni probabilità continuerà ad essere giocato tra gli sbiaditi ed evocativi dossi delle Cooley Mountains, creando a sua volta leggende da tramandare di generazione in generazione, di giocatore in giocatore.

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Credits

FRED MACGREGOR
www.fredmacgregor.com
IG @freddie_macgregor

Testo di Gianmarco Pacione

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