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Marvin Vettori. L’ora di sognare

Ambizioso, sicuro di sè, pronto. ‘The Italian Dream’ deve prendersi la UFC

‘The Italian Dream’, il sogno italiano. Il nickname di Marvin Vettori è una sintesi d’intenti e desideri, di speranze e necessità. Il 27enne trentino attualmente rappresenta un sogno ad occhi aperti per le arti marziali miste italiane.

Un volto, un personaggio ormai sempre più a fuoco. Un fighter che può cambiare la percezione dell’universo UFC in Italia, portandola ad un livello successivo, un livello atteso troppo a lungo.

Non ce ne vogliano altri nomi leggendari nell’ambiente, come il ‘Legionario’ Sakara e ‘Manzo’ De Chirico. Allo stato attuale, però, Vettori parrebbe avere tutte le carte in regola per esplodere definitivamente, a partire dal match di questo mercoledì notte, quando si troverà ad incrociare i guantini con Karl ‘Baby K’ Roberson.

Giovane, sicuro di sé, ambizioso. Lungo la sua vita Vettori ha sempre avuto chiaro in mente il proprio percorso, una strada in salita intrapresa nelle vie di Mezzocorona, piccolo comune poco distante dal fiume Adige, scrutato dall’alto dal Castello di San Gottardo.

Non è terra di lottatori rinomati Mezzocorona, non lo è mai stata. Un paese dove si sta bene, dove i soldi non mancano. Ottimo tenore di vita e infanzia spensierata: un’equazione sbagliata, un contesto lunare dove veder sbocciare un fighter dal respiro internazionale.

Non ha mai nascosto le proprie radici Vettori, ha sempre dichiarato di avere alle spalle una famiglia agiata, di essere cresciuto in un villaggio dorato, dove gli sbocchi lavorativi risultano per tradizione immediati e seriali. Si sa, spesso i grandi sacrifici in palestra arrivano in mancanza di una base economica, di una zona di comfort, eppure il caso di Vettori ci conduce in uno scenario diverso: il destino che si appropria, di forza, del cuore di un ragazzo.

Il seme dell’ultraviolenza regolata arriva, quasi misteriosamente, nel pacato territorio trentino e attecchisce sotto la corazza (ancora da formare) del giovane Vettori. Così, seguendo il mito di Fëdor Emel’janenko, Vettori sparecchia una tavola già pronta, prendendo il primo volo poco dopo la maturità, direzione Londra. Prima del sogno italiano viene il suo, di sogno.

In Inghilterra affida anima e corpo alla palestra, trovando sporadici lavoretti che possano permettergli di mantenersi, tacciando quanti lo accusano d’investire sulla carriera nel ring grazie alle finanze della famiglia. Di notte fa il buttafuori, di giorno affina le qualità di guerriero nella rinomata London Shootfighters.

“Non vengo da una famiglia disagiata, ma tutto ciò che ho fatto l’ho fatto con le mie forze, prendendo a cazzotti la vita e i miei compagni di allenamento”

Il grande passo in UFC arriva presto, prestissimo per gli usi comuni. Al momento dell’esordio contro il modesto brasiliano Uda, vinto con una ghigliottina dopo 4:30 del primo round, il ragazzo trentino ha soli 23 anni. Un predestinato.

Del suo approccio alla giungla della gabbia colpisce la self confidence, l’enorme fiducia figlia della preparazione capillare e dello studio degli avversari; colpisce l’attitudine, la fierezza insita in lineamenti e muscoli scolpiti nel marmo. Vettori è completo, un diamante sempre meno grezzo, un tipo di fighter raro, con enormi margini di crescita esplorati di mese in mese, di settimana in settimana.

Non ha hobby Vettori, lo confida fin dalle prime interviste. Il suo pensiero è focalizzato sul miglioramento costante, sull’apprendimento repentino delle più disparate branche delle MMA: pezzi di un puzzle che, soprattutto dopo lo spostamento oltreoceano in quel di Los Angeles, gli stanno permettendo di completare un arsenale variegato e dal raffinato tasso tecnico.

Il match con Israel Adesanya dell’aprile 2018 funge da snodo fondamentale nell’ascesa dell’Italian Dream. Contro il ‘Last Stylebender’ nigeriano, Vettori non sfigura, anzi, si vede probabilmente derubato da una decisione non unanime. Adesanya dopo il controverso incontro arriva in pochi mesi al titolo dei pesi medi, Vettori, invece, si vede stoppato dall’assunzione involontaria di ostarina.

Per il trentino è una doppia batosta, da un lato il definitivo trampolino di lancio sgretolatosi sotto i piedi per un giudizio criticabile, dall’altro il suo nome avvicinato  inappropriatamente all’oscuro utilizzo di sostanze proibite. Due brutti incubi in successione, mesi fiaccanti che però non hanno scalfito il fighter trentino, anzi, l’hanno riportato con più fame in palestra.

“La droga più importante è quella di allenarsi come un pazzo, letteralmente come un pazzo”

La voglia di riemergere tra le ingiustizie, la brama di ottenere quello che, per svariati motivi, gli è stato tolto. Vettori rientra nel circuito UFC più di un anno dopo il match con Adesanya, sconfiggendo per decisione unanime sia Cézar Ferreira che Andrew Sanchez.

Una rinascita, un fiume in piena che s’intoppa, questa volta per motivi pandemici, a pochi passi dall’esondazione definitiva. Nella confusione degli ultimi mesi, Vettori insegue disperatamente potenziali match e avversari, prendendo aerei in ogni latitudine del globo pur di poter rientrare nella gabbia il prima possibile.

Una necessità primordiale, la sua, da appagare con il sangue e con i pugni alzati al cielo, coperto da una bandiera tricolore. Oggi Vettori scalpita, poche ore lo separano dall’ennesimo passo nel vuoto dell’ottagono. Una terra di nessuno e di tutti, dove solo l’istinto ferino e l’instancabile allenamento possono giudicare vincitori e vinti.

Potrebbe prendere definitivamente forma mercoledì notte il sogno italiano. Un sogno cullato a lungo, ora giunto ad un grado di maturazione definitivo e assoluto. In questo momento l’atleta di Mezzocorona può e vuole osservare la cintura dei pesi medi da vicino, pericolosamente vicino.

Le ultime dichiarazioni di Vettori a riguardo sono molto chiare. Desidera intensiamente portare l’UFC in Italia e, più di tutto, una cintura al suo Paese. Un grido di battaglia lanciato a Israel Adesanya: una sfida che sta già prendendo forma sui social, tra trash talking reciproco e promesse di punizioni future. Per arrivare al gotha UFC, Vettori dovrà prima passare sul corpo di Roberson, nella speranza di trovarsi finalmente catapultato nella rosa dei top contender.

Solo allora l’Italian Dream potrà portare a compimento quel sogno personale, quel sogno tricolore che potrebbe cambiare la sua storia e la storia dell’MMA italiana.

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