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Kamaru Usman, l’incubo nigeriano

Radici e prigioni, vittorie e dolori: storia del primo campione africano UFC

È l’incubo nigeriano, è una potenza distruttiva, è l’imbattuto campione dei pesi welter UFC. Kamaru Usman affronterà il ‘Gamebred’ Jorge Masvidal nell’isola-paradiso del fighting voluta e creata da Dana White.

Due storie differenti, due vite affascinanti. Se Masvidal si è visto allevare dalle salvagge strade di Miami, Usman ha dovuto attraversare un oceano prima d’incontrare le arti marziali miste.

Nato a Benin City, Nigeria, il giovane Kamaru trascorre l’infanzia tra ristrettezze economiche e scenari tristemente analoghi a quelli di tanti altri bambini africani.

Il padre, partito in cerca di fortuna e di una laurea in farmacia verso gli Stati Uniti, riesce solo dopo svariati anni ad accogliere l’intera famiglia nella terra promessa a stelle e strisce.

“Per anni ha lavorato duramente. Ci spediva i soldi a casa e ci mandava una lettera al mese, tutto qui. Per un Natale ci ha inviato un Nintendo, ma non avevamo l’elettricità. Nostra madre ci ha detto di stare tranquilli, ci avremmo giocato una volta arrivati negli USA”

Il ricongiungimento familiare avviene in Texas, quando Kamaru ha 8 anni. Dopo grandi difficoltà di ambientamento, l’incubo nigeriano incontra il wrestling liceale, primo passo verso l’universo UFC.

Da quel momento non si volta più indietro, negli anni crea intorno a sé un’aura di combattente robotico e inscalfibile, di spirito giunto dall’Africa nera con il solo obiettivo di terrorizzare gli ottagoni UFC. 

Proprio il passato da migrante è stato l’argomento toccato e alimentato negativamente da Colby Covington, il cosiddetto fighter di Donald Trump, che lo scorso dicembre ha incrociato i guantini con Usman per strappargli il titolo mondiale.

In poche settimane il campione dei pesi welter (e primo campione africano della storia UFC) si è visto tramutare in paladino di minoranze etniche e immigrati presenti sul suolo americano.

Vessato costantemente da pesanti commenti, spesso speziati da insulti razzisti tutt’altro che velati, Usman ha risposto al suprematista Covington dentro l’ottagono, mandandolo ko al quinto round.

Negli ultimi mesi, però, un altro dettaglio della sfera privata del nativo di Benin City è venuto a galla: il fatto che suo padre, Muhammed, abbia trascorso oltre dieci anni all’interno delle prigioni federali.

Dopo aver concretizzato il sogno americano, fondando aziende di trasporto ospedaliero, il padre di Kamaru è stato difatti fermato dal governo USA per frodi ai danni del sistema sanitario e condannato a 15 anni di detenzione.

L’esplosione di Usman in UFC è stata così completamente vissuta dietro le sbarre dal proprio padre: un uomo che, paradossalmente, prima della detenzione aveva sempre snobbato la passione per le arti marziali miste del figlio classe ’88.

Usman negli ultimi anni ha richiesto espressamente ai vertici UFC di evitare le card dei vari pay per view, dettaglio che mai era stato chiarito durante l’esponenziale crescita del combattente africano.

Dietro la sua richiesta c’era l’espresso desiderio di combattere in chiaro sulle tv nazionali: unico modo per permettere al padre di osservare gli incontri dalla sala comune della prigione.

Insieme a Muhammed, anche gli altri detenuti del Federal Correctional Institution di Seagoville si sono intensamente legati alle gesta del ‘Nigerian Nightmare’, divenuto unico momento di svago nei lunghi periodi di obbligato stallo detentivo.

“Essere all’esterno e fare qualcosa che potesse vedere chiunque in prigione, in qualche modo poter mostrare loro qualcosa, mi ha regalato un grande senso d’orgoglio”

Da pochi mesi Muhammed Usman ha scontato la propria pena ed è stato rilasciato. Sfortunatamente dovrà attendere ancora qualche tempo prima di realizzare il sogno maturato in prigione: assistere ad un main event in quel di Las Vegas con il proprio figlio protagonista.

L’inaccessibile ‘Fight Island’ di Abu Dhabi ospiterà nella massima sicurezza, praticamente a porte chiuse, lo scontro tra l’incubo nigeriano e Masvidal: un esaltante confronto tra il dominatore dei pesi welter e il re dei motherfuckers.

Due vite, due uomini e due spettacolari fighter pronti a collidere tra loro. Vedremo se l’incubo avrà la meglio sul ragazzo di strada in grado di battezzare gli avversari con i propri pugni. 

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