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Jung Chan-sung, il Korean Zombie della UFC

Lo ‘Zombie Coreano’: storia del soprannome e dello stile più esaltanti delle arti marziali miste

Immaginate un corpo che avanza incessantemente, colpo dopo colpo, sfregio dopo sfregio, una marcia costante, imperturbabile, robotica. Vi verranno in mente le figure martoriate che hanno fatto la storia dei film horror, quegli zombie capaci di abbandonare le proprie tombe per aggredire umani impauriti, terrorizzati. Dei morti viventi. Dei cadaveri ambulanti.

Jung Chan-sung è globalmente riconosciuto come il ‘Korean Zombie’, un nickname potente e calzante: il sudcoreano, difatti, nel suo modo di calcare l’ottagono incarna esattamente tutte queste caratteristiche, le umanizza in una maniera sinistra ed eccitante.

Un soprannome unico, evocativo, che ha donato alla carriera del 32enne di Pohang-si un alone mistico, rendendolo un personaggio da videogioco, da fumetto. Il suo stile, abbinato all’esotico fascino dei lineamenti asiatici, l’ha reso rapidamente un personaggio di culto nel panorama delle mixed martial arts.

Jung Chan-sung non si ferma mai, è instancabile, il suo ritmo non ammette alterazioni, anche di fronte a colpi durissimi si limita ad incassare impassibile. Il sudcoreano pare non avere emozioni, è un glaciale esecutore, un androide dagli occhi fermi, imperterriti.

La storia dello zombie coreano non è comune. Nella sua Corea del Sud pare venisse bullizzato dai compagni di classe. La zia, stanca dei ritorni a casa tra tristezza, lacrime e lividi, l’avrebbe così indirizzato verso la palestra del quartiere, iniziandolo a quella che poi sarebbe diventata una passerella mondiale. Comincia così la genesi di uno stile di combattimento raro e altamente spettacolare, profondamente contaminato da un mix di svariate specialità. Un’alternanza di scambi a viso aperto, movimenti inaspettati, ginocchiate volanti.

La vita di Jung Chan-sung è legata indissolubilmente alla sua patria. Un legame che prima l’ha visto iscriversi, appena 18enne, al programma di reclutamento della Marina e che, non più tardi del 2014, l’ha obbligato ad allontanarsi dal mondo UFC per due anni a causa del servizio di leva.

Prima della pausa forzata, il fighter di Pohang aveva sfiorato le vette più alte del mondo UFC, perdendo contro Jose Aldo. Dopo il rientro Jung Chan-sung ha regolato Bermudez e Moicano: successi inframezzati dalla sconfitta contro la ‘Pantera’ Rodriguez, al termine di un incontro fenomenale, che ha fatto alzare in piedi l’intero universo MMA.

Questo weekend lo zombie asiatico fronteggerà Brian Ortega dopo il successo ottenuto in casa propria, a Busan, contro il veterano Frankie Edgar. Edgar lo scorso dicembre sostituì nell’inferno coreano Ortega stesso, fermato ai box da un problema al ginocchio. 

Un match, quello di questo weekend, che potrebbe condurre direttamente ad una chance titolata il fighter di Pohang. Jung Chan-sung ha già dichiarato: “Come uno zombie continuerò a muovermi in avanti. Così mi assicurerò la possibilità di conquistare la cintura”.

Come uscirà dal sottosuolo, questo sabato, lo zombie coreano? L’universo UFC se lo chiede ancora una volta febbricitante, ancora una volta voglioso dei suoi scambi a viso aperto. 

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