I ritratti passionali e nostalgici di Apostolis Dimitropoulos
Apostolis è un giovane artista greco il cui lavoro trascende i confini della semplice ritrattistica, catturando lo spirito del calcio con una semplicità che parla al bambino che è in tutti noi. I suoi dipinti sono impregnati di un senso di innocenza, nostalgia e pura emozione: un omaggio ad alcuni momenti di sport che ci fanno fermare e ricordare la gioia, l'eccitazione e l'ingenuità della nostra giovinezza.
Per Apostolis, il calcio è più di un semplice soggetto: è un linguaggio di emozioni, uno stile di vita che ha plasmato la sua visione artistica e il suo percorso personale. I suoi dipinti non si limitano a ritrarre gli atleti, ma ne celebrano l'umanità e la purezza. Una celebrazione del linguaggio d'amore universale del calcio, che ci invita a ricordare la meraviglia giocosa delle nostre prime esperienze con il Beautiful Game.
“Performance is my lifestyle”, afferma Apostolis, e questo mantra scorre nel suo lavoro come un battito cardiaco, guidando ogni tratto e ogni dettaglio.




Innanzitutto, che cosa significa il calcio per te come essere umano? Come ha plasmato la tua vita e la tua visione artistica?
Il calcio per me è Emozione. Amo lo sport in generale, ma il calcio è un'altra cosa. La mentalità, l'intensità, il campo in erba... Persino lo stile dei giocatori e delle maglie da calcio hanno sempre avuto un forte impatto su di me.
Come hai scoperto la sua passione per il disegno e cosa ti ha portato a concentrarti sul calcio come soggetto principale?
Ho iniziato a disegnare 5 anni fa, ma sono sempre stato coinvolto in attività artistiche, come ad esempio nella produzione di ceramica. Ho anche studiato panetteria e pasticceria, quindi nel mio lavoro ho sempre fatto qualcosa utilizzando le mani. Infine, ho iniziato a fare disegni a matita e in quel momento ho capito cosa volevo fare davvero. Per quanto riguarda il calcio, ho iniziato disegnando alcuni giocatori in alcuni momenti speciali della loro carriera e nelle loro celebrazioni, finché alcuni mi hanno contattato spontaneamente per ringraziarmi. Da quel momento ho capito che ero sulla strada giusta.





La Grecia ha una ricca storia culturale sia da un punto di vista artistico, che calcistico. In che modo il tuo patrimonio culturale ha influenzato il tuo stile artistico e il tuo approccio nel catturare l'essenza del calcio?
La Grecia ha uno dei patrimoni culturali più profondi del mondo, ha davvero molti stimoli da offrire. Passando al calcio, abbiamo avuto la fortuna di vivere momenti storici, come la vittoria agli Europei del 2004, che è rimasta impressa nell'anima di tutti noi. Mi vengono i brividi solo a ricordarla. In generale, come greci, siamo un popolo intenso, e ho voluto includere e trasmettere questa spontanea intensità anche nelle mie opere.
Il calcio è un linguaggio universale che supera tutti i confini. Come scegli i momenti specifici, i giocatori o le partite che ritrai nei tuoi lavori?
Il calcio ha una grande influenza in diversi ambiti. Personalmente scelgo i suoi momenti più speciali, le facce sciocche, i festeggiamenti folli... Non mi piacciono le cose noiose. Mi piace lo stile di vita di alcuni giocatori, come si vestono, quello che fanno fuori dal campo... Cerco cose del genere. Cerco di promuovere anche le donne ed il calcio femminile, perché hanno un talento infinito e lo vivono in un modo tutto loro.





Guardando tra le tue opere, c'è un pezzo che assume un significato particolare lungo la tua produzione? Puoi raccontarci la sua storia?
È difficile, perché ogni singolo lavoro ha un posto speciale nel mio cuore. Non dimenticherò mai la prima volta che mi è stato chiesto un ritratto da un giocatore. Nicolaij Thomsen, un gran giocatore del Copenaghen, che ha anche calcato palcoscenici a livello europeo. Ancora oggi lo ringrazio per la fiducia, è una persona straordinaria. Altri ricordi vengono da alcune vendite, come un'illustrazione che ho realizzato per i ragazzi di SoccerBible o un ritratto che ho fatto di recente, dipingendo un'esultanza di Valbuena. Valbuena stesso ha poi postato spontaneamente sul suo account Instagram l'opera. Sono momenti che mi emozionano e mi danno la forza di andare avanti, così come di crescere con cortesia, sia come persona, che come artista. Grazie all'arte ho conosciuto tante persone fantastiche e le ringrazio tutte.


Il calcio è spesso visto solo come uno sport, ma le tue opere lo elevano a forma d'arte. Cosa speri che gli spettatori traggano dai tuoi dipinti, oltre all'ovvio amore per il gioco?
La mia arte emana innocenza, ingenuità, se vogliamo, e infantilismo. Esprime nostalgia per il passato. Quando qualcuno guarda le mie opere, voglio che queste evochino in lui ricordi, momenti, sensazioni. Ogni volta che finisco un'opera, e lo dico perché sono una persona compulsiva, la guardo un milione di volte, finché non sento che quello che ho fatto è unico e inedito. Non perché sono arrogante, ma perché amo davvero quello che faccio. Che lo venda o meno, voglio che il pezzo sia unico e che chi lo osserva si senta allo stesso modo, almeno in parte. Ho ricevuto tanto amore da persone di tutto il mondo e desidero con tutto il cuore restituire un po' di amore attraverso la mia arte.









