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Grazie a PUMA abbiamo scoperto il valore del nuovo Third Kit del Parma Calcio, capace di unire calcio, arte e identità territoriale insieme al Teatro Regio e alle sue eccellenze

Nel 1913 il Parma Calcio viene plasmato grazie ad un nucleo di calciatori locali del Verdi Foot Ball Club, squadra nata per celebrare il centesimo anniversario dei natali del parmigiano Giuseppe Verdi. A brevissima distanza, l’avvocato Ennio Tardini dà forma allo stadio ancora oggi a lui intitolato e lancia su scala nazionale il fenomeno ‘Crociato’, che dopo una lunga, a tratti estenuante, a tratti magica, sinfonia sportiva, negli ultimi anni sta finalmente vivendo un momento di ritrovata serenità, e stabilità. E nella stabilità, è noto, fiorisce il rapporto con l’arte. Un rapporto insito nel codice genetico del Parma Calcio, nel suo legame originario con Giuseppe Verdi, nelle note della sua Aida, che riecheggiano ad ogni ingresso in campo della squadra. Un rapporto omaggiato nel nuovo Third Kit PUMA e nel suo design, presentato, non a caso, nella suggestiva cornice della Sala del Ridotto del Teatro Regio.

Giallo, come il colore che veste la passione, così come la quotidianità parmense. Musicale, come la spiccata vocazione di una città che, proprio in questi giorni, sta ospitando appassionati di ogni dove per il Festival dedicato al compositore più eseguito al mondo e che, d’ora in avanti, potrà mostrare le sue note su tutti i campi di Serie A. Consapevole della storia, come sottolinea il logo che celebra il Centenario del Tardini, festeggiato proprio in questa stagione. { LA PRIMA } di questo Kit, confluita poi nel suo esordio durante Parma-Cagliari, ha rappresentato un viaggio culturale, oltre che sportivo, evidenziando il variegato respiro sociale di una città fondata sulla creatività, dove i confini tra il teatro d’opera e il Beautiful Game paiono svanire.

Esploriamo questi concetti ascoltando le parole del patron del Parma Calcio Kyle Krause e dei vertici del Teatro Regio Luciano Messi e Dario Montrone, presenti sul palco della Sala del Ridotto insieme al calciatore Matteo Cancellieri e alle calciatrici Giada Pontini ed Elena Michele. Il Third Kit sarà difatti indossato anche dal Parma femminile e dal settore giovanile ‘crociato’. 

IL RISPETTO DELL’EREDITÀ SPORTIVA E CULTURALE DI UN PROPRIETARIO AMERICANO, KYLE KRAUSE

“Ritengo che questa sia una connessione fantastica. Il Parma Calcio, il Teatro Regio e le sue eccellenze vantano storie gloriose che guardano al futuro, ora possiamo pensarlo a stretto contatto. Vogliamo intraprendere un rapporto a lungo termine, che continuerà a permetterci di essere parte della città, della comunità, di vivere la sfera sociale parmense nella sua interezza. Sarebbe stato molto semplice arrivare qui e dare il peggior esempio che un proprietario americano potesse dare, spinto dalla presunzione di avere tutte le risposte. Io so di non averle, ma sono consapevole di quanto sia importante rispettare Parma e la sua storia”

UN NUOVO MONDO TEATRALE, LUCIANO MESSI – SOVRINTENDENTE TEATRO REGIO DI PARMA 

“Questo è un bellissimo incontro tra due simboli identitari di un territorio, di una comunità dall’enorme tradizione. Ed è un incontro non scontato, ci tengo a specificarlo. Credo fermamente che il teatro non debba vivere in un altro mondo, deve vivere in mezzo alla società, nel suo quotidiano. Deve essere presente. Per questo deve anche essere aperto alla società stessa, alle sue energie migliori: tra queste spicca lo sport e, nel caso di Parma, il Parma Calcio. In questo teatro, poi, sono passati così tante figure legate al Parma... Penso, per esempio, al grande Nevio Scala, che era una presenza abitudinaria. Tornando al presente, sono anche sicuro del fatto che non debbano essere sottovalutate le nuove generazioni, il loro potenziale interesse verso un luogo come il Teatro Regio. Per lo shooting di queste maglie abbiamo ospitato Bonny e Bernabé, hanno fatto domande tutto il tempo. Infine, il Parma Calcio ha una chiara responsabilità sociale e noi siamo allineati a questa visione, siamo l’unico teatro d’Europa ad avere un manifesto etico”

IL CALCIO COME OPERA D’ARTE, DARIO MONTRONE – RESPONSABILE MARKETING TEATRO REGIO

“La collaborazione con il Parma Calcio nasce anche perché per noi il calcio è necessariamente una forma d’arte. La performance di un calciatore è analoga a quella di un cantante, presuppone lo sforzo fisico e, al contempo, la precisione. Il trasferimento di moltissimi termini teatrali nell’ambito calcistico, lungo la storia, non è un caso. Basti pensare, per esempio, ad uno dei più comuni: il direttore d’orchestra che, nel calcio, è diventato sinonimo di allenatore... Se analizziamo questo parallelismo possiamo anche concentrarci sul concetto di ‘andare a tempo’. Un direttore d’orchestra deve dirigere contemporaneamente il suono di 80 elementi, l’allenatore deve fare lo stesso con i movimenti della propria squadra. Il singolo musicista, poi, deve andare a tempo per non rovinare l’esecuzione generale. Lo stesso accade con un difensore che deve fare una diagonale, o un attaccante che deve evitare il fuorigioco...”