Entriamo nel cuore del percorso verso la Maratona di Berlino, ascoltando Clara Abbona, Sofia Montagna e Lorenzo Lotti durante la significativa tappa intermedia della Stralivigno, ed esplorando le sensazioni provate durante uno speciale Camp
‘Road to Berlin’. La strada verso una maratona è ricca di strati, lasciano intendere Clara Abbona, Sofia Montagna e Lorenzo Lotti, i membri del team imbastito da Cisalfa e Adidas per affrontare, sinergicamente, una nobile maratona come quella di Berlino.
Lasciano intendere come i pensieri si accumulino su pensieri. Come le paure nutrano altre paure. Come i chilometri gonfino il loro conteggio, e il loro peso. Sono layer, per l’appunto. Barriere e consapevolezze dal sapore di 42 chilometri. Nella condivisione, però, questi strati paiono diminuire di spessore, appiattirsi in una condizione individuale, ma anche comune: quella di una passione e di un obiettivo, che sì, richiedono tanto, ma allo stesso tempo restituiscono molto di più, specie grazie al contatto umano.
Abbiamo parlato di tutto questo in occasione della Stralivigno, una prova, o meglio, una tappa intermedia del tragitto verso la capitale tedesca, e di uno speciale running Camp organizzato da Cisalfa & adidas per questo team, che si è allenato in alta quota per diversi giorni alla ricerca della condizione fisica ideale per affrontare la sfida dei 21 km con un dislivello superiore ai 450 metri.
La Cisalfa Run Crew ha visto anche la partecipazione di Giovanni Maione e Lara Alborghetti, due membri ricorrenti del team, che hanno avuto il piacere e l’opportunità di condividere questi momenti, così come l’atleta azzurro e atleta adidas Pasquale Selvarolo. Giorni che hanno insegnato quanto la corsa possa essere, appunto, sinonimo di condivisione.





Clara Abbona
“In questo periodo sto cercando di vivere l’esperienza nel modo più leggero possibile. Mi impegno molto negli allenamenti, ma voglio anche evitare il più possibile l’ansia da prestazione: un qualcosa che arriva, inevitabilmente, quando fai qualcosa di nuovo, quando ti stai preparando per una prima volta. Un dato di fatto che voglio sottolineare è che, al di là del miglioramento fisico, ho migliorato le mie connessioni umane, correndo con tante nuove persone, lungo questo percorso. Ne sono molto felice.
Sofia è il mio riferimento. Quando ho qualcosa che mi preoccupa, mi confronto con lei e, d’improvviso, tutto sembra meno ‘grande’. Torna subito il sorriso. Anche Sofia è una ragazza come me: se può farcela lei, posso farcela anche io. Questo è il bello di una squadra che funziona, darci coraggio a vicenda, come sta avvenendo in questa ‘Road to Berlin’.
Lorenzo, invece, mi ha regalato fiducia e metodo: due cose fondamentali nella preparazione di una maratona, ancora di più nel caso specifico di una ragazza, come me, che ha iniziato da zero e da poco. Correre è la mia priorità. Pensavo di dover sacrificare la mia vita, invece mi sono accorta che gli allenamenti mi hanno arricchita! Connettendomi a persone nuove e regalandomi nuove esperienze. Sono molto felice di correre e no, non ho ancora mai saltato un allenamento!
Sono sincera, Livigno mi ha spaventato molto. Ho cercato, però, di concentrarmi sul bello dell’esperienza e sul fatto di imparare nuove cose, con persone più esperte di me o entusiaste tanto quanto me nell’affrontare nuove sfide! Al traguardo ero contentissima, ho pensato alle tante persone che mi hanno insultato, quando ho iniziato a correre. E anche, un po’, ai miei professori delle medie, che mi davano dell’incapace. È proprio vero che se vuoi qualcosa, puoi fare tutto. Questa è solo una parte verso Berlino… Non vedo l’ora di vedere il finale!
Avevo già conosciuto Pasquale Selvarolo alla Stramilano: un atleta vero. Mi metteva in soggezione l’idea che potesse rapportarsi a me, invece è stato sempre disponibile, educato ed estremamente umano… Mi ha appoggiato fin da subito, consigliandomi di vivere il percorso in modo positivo e godendomi il viaggio. In fondo, la gara è solo la fine.
Ogni giorno, un piccolo mattoncino sta costruendo dentro di me la casa: un luogo che mi sta dando valore come persona. Sono genuinamente fiera di non aver mollato e di aver continuato a crederci. Non mi sono mai sentita abbastanza: vedere i miglioramenti mi ha veramente regalato una sensazione irreplicabile. Non vedo l’ora di continuare a mettermi alla prova, allenamento dopo allenamento, e vedere come andrà a Berlino”




Sofia Montagna
“In questo percorso verso Berlino mi sento profondamente diversa, più matura, sia come atleta che come persona. Sento di aver acquisito una consapevolezza nuova di me stessa, delle mie capacità e del perché sto facendo tutto questo. Quando mi alleno, mi sento centrata. Sto imparando a conoscermi sempre meglio, anche dal punto di vista fisico, e questa consapevolezza è un grande cambiamento rispetto al passato.
Il lavoro insieme a Lorenzo mi sta permettendo di apprezzare ogni minimo cambiamento, ogni miglioramento, ogni segnale positivo del corpo. È un percorso impegnativo, certo, ma proprio per questo lo sto vivendo con pienezza. Lo sto assaporando. Mi sento molto più evoluta come atleta. Oggi, rispetto al passato, affronto anche gli allenamenti più duri in modo più lucido. So chi sono, so dove posso arrivare. Mi conosco. È un punto molto diverso rispetto a dove ero quando ho iniziato. E sento di essere davvero, finalmente, pronta.
Sto trovando sempre più piacere in questo gioco ‘mentale’, oltre che fisico. Mi diverte, mi affascina, mi tiene viva. E vedo anche che sta funzionando: i miei tempi migliorano, le sensazioni pure, affronto con più facilità cose che prima mi sembravano enormi. E la cosa bella è che non pensavo potesse appassionarmi così tanto. Sto esplorando la forza della mia mente, come mai avevo fatto prima.
Ero molto curiosa per la Stralivigno: una gara diversa, in quota, in un ambiente che conoscevo bene, perché ci sono stata molti anni fa con la Nazionale giovanile di eptathlon. Ci sono tornata con occhi completamente nuovi. Gara stupenda. Posto magnifico. Una vista per tutto il percorso… Semplicemente incredibile. Molto tosta: era la mia prima gara trail, quindi molti saliscendi a cui non ero abituata… Ma ha allenato testa e gambe per Berlino. La cosa di cui sono felice è che Berlino sia piatta! (sorride ndr)
Ero in pieno carico di lavoro, ma volevo vedere come avrebbe reagito il mio corpo. Non l’avevo mai fatto prima, è stata una sfida e anche un bellissimo stimolo. Un passaggio che mi ha dato ancora più consapevolezza. E poi, c’è tutta la crew. Quando ci troviamo insieme, con la Cisalfa Running Crew, si crea un’energia bellissima. La corsa è uno sport individuale, ma condividere gare e allenamenti in gruppo dà una spinta diversa. Ti trascina, ti stimola, ti sostiene. In questo periodo ho proprio rivalutato l’importanza del gruppo. Ero anche molto curiosa di conoscere Pasquale Selvarolo. Mi affascina sempre assistere a come si allenano e vivono gli atleti di alto livello. Ho conosciuto molti atleti forti nel mio passato, ma mai così da vicino qualcuno specializzato nella corsa su strada. Volevo assorbire tutto: capire le sue routine, la sua disciplina, il suo approccio…
Con ‘coach’ Lorenzo il dialogo continua ad essere naturale. Questo percorso ci ha unito ancora di più. Il nostro confronto si è evoluto tanto negli ultimi mesi: discutiamo ogni dettaglio, analizziamo ogni allenamento, ogni sensazione. Riesce a trasmettermi fiducia. A volte ci crede quasi più di me, e mi dà una forza incredibile. Mi segnala miglioramenti che, magari, io non noterei. E mi ricorda gli alti e i bassi fanno parte del gioco. È una figura fondamentale, a 360 gradi. Mi sta accompagnando in questa ‘Road to Berlin’ in modo completo, e spero di continuare con lui ancora a lungo. Ho trovato una guida, una risorsa preziosa che mi rassicura… Questo vale tutto.
A Berlino ci sarà anche Clara insieme a noi, e sono felicissima. Siamo amiche, ci troviamo bene: condividere questa esperienza con lei rende tutto ancora più speciale. È la sua prima maratona. Anche se Lorenzo è, ovviamente, il suo punto di riferimento, mi piace poterle essere d’aiuto, darle qualche consiglio maturato lungo la mia esperienza. Ci supportiamo a vicenda, e sono sicura che ci divertiremo tantissimo. Berlino sarà una festa, un ricordo indelebile anche per lei. Cerco sempre di rassicurarla, le dico di non preoccuparsi, perché sarà una delle esperienze più belle della sua vita”




Lorenzo Lotti
“Arrivato a questo punto del mio percorso verso Berlino, le sensazioni sono tante, sia da atleta, che da coach. Ormai la corsa è il mio lavoro, la mia passione, la mia quotidianità. Sono abituato tutti i giorni a rapportarmi con i miei limiti: superarli, accettarli, gestirli. Ed è esattamente lo stesso processo che vivo anche con le persone che alleno.
La cosa bella dell’allenare è che ogni persona risulta essere un mondo a sé, con esigenze diverse. Sofia, per esempio, è un’atleta precisa, con un passato competitivo alle spalle… È abituata ad allenarsi. Clara, invece, sta facendo i suoi primi passi concreti: con lei serve un approccio diverso, più graduale e mentale. Sta affrontando qualcosa di nuovo, che può spaventare. Entrambe stanno andando benissimo. Meglio di quanto pensassimo, a dire il vero.
La Stralivigno, ad esempio, è stata una tappa particolare del nostro ‘Road to Berlin’. Di per sé, non è una gara funzionale per chi prepara una maratona piatta come Berlino: ha salite, tratti trail, dislivelli... Però l’abbiamo resa funzionale. È diventata uno stimolo diverso: un’occasione per stare insieme, condividere, uscire dalla comfort zone. Affrontare un sentiero trail, in altura, a 2000 metri, è stato per loro qualcosa di completamente nuovo. E lì il corpo e la mente si attivano in modo diverso. È questo che cercavamo.
Superato il traguardo, posso dire che è stata una gara bellissima, che mi sono goduto, anche per il paesaggio. Nella preparazione per una maratona è uno step fantastico: l’obiettivo era fare, senza esagerare. La corsa è traumatica su questi percorsi, che alternano strada e trail… A livello personale, non avevo mai corso trail, e uscire un po’ dalla comfort zone è stato anche un qualcosa di molto interessante.
In generale, il Camp Cisalfa è stato un’esperienza bellissima. Seguo molti ragazzi online, ma il contatto fisico, il lavorare fianco a fianco, è un plus enorme. Si parla, si toccano temi tecnici, certo... Ma il trasmettere consapevolezza è ciò che cerco veramente. Cerco di far capire loro che hanno tutti i mezzi per farcela. Ho corso tantissime gare, conosco le paure, le difficoltà… Ma so anche che se ci si crede, si può.
Al Camp si è unito Pasquale Selvarolo. Il suo rapporto con il running è diverso dal mio: fa solo l’atleta. Vive ogni dettaglio della corsa con una cura maniacale. Ogni singolo aspetto (allenamento, sonno, recupero…) fa parte della sua routine. È una fonte d’ispirazione, per tutti. Vederlo da vicino aiuta a capire quanto conti la cura del corpo, e quanto la determinazione possa fare la differenza. Nei giorni di Camp è stato un esempio per tutti, dai beginner agli atleti più evoluti.
Con Sofia e Clara, anche a Livigno, è continuato il processo di condivisione. Seguo tutti i loro allenamenti, intervengo quando serve. È un percorso fatto insieme, giorno per giorno. Certo, allenarsi d’estate per una maratona che si correrà col fresco non è semplice. Ci sono giornate no, ma fa parte del gioco. Le sfide sono anche queste.
E poi c’è Berlino, che è una Major. Una gara unica, con un’energia speciale. Pubblico, atmosfera, aspettative... È importante arrivarci con la testa giusta, senza sprecare energie mentali. La preparazione sarà fatta nel migliore dei modi. La chiave sarà la tranquillità alla partenza. E una volta che si parte… Ricordarsi che è bello vivere l’esperienza. Certo, la corsa è fatica, ma è una bella fatica. Nei momenti difficili, basta guardarsi attorno: vedere la gente, sentire il supporto. Quello ti dà la spinta per superare la crisi e, magari, andare persino più forte di prima.
Senza dubbio mi gratificherebbe di più il risultato di Sofia e Clara, rispetto ad un mio risultato personale. Ho già corso 80 maratone, Berlino compresa. Ovvio, sarà stupendo anche per me tornare a correre una maratona lì, ma questa volta la mia testa e il mio cuore saranno al 100% con le atlete con cui sto condividendo questo percorso. Il loro traguardo sarà la mia più grande emozione”
La Stralivigno e il Camp organizzato da Cisalfa & adidas, dunque, hanno rappresentato ben più di un semplice step fisico nella ‘Road to Berlin’ di Clara Abbona, Sofia Montagna e Lorenzo Lotti. Questi giorni combinati hanno permesso la condivisione, così come la comprensione, di nuovi benefici e consapevolezze dell’arte sportiva più democratica del mondo, quanto delle emozioni che è in grado di sprigionare in ogni runner, indipendentemente dal proprio livello, o dai propri obiettivi.
Una condizione universale, che Clara e Sofia continueranno ad evolvere nel prossimo periodo di avvicinamento ai 42 chilometri di Berlino: al loro fianco, sempre l’atleta e coach Lorenzo Lotti. Continuate a seguire i loro social per lasciarvi educare, ispirare e, perché no, per provare a replicare la loro ‘Road to Berlin’.











