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Il tennis fiorisce nello Slam parigino, e attraverso le prospettive composite di Geoff Lowe

“Capita, a Parigi, che il tennis venga associato alla Primavera”, appuntava il filosofo francese André Scala. Camminando tra gli spazi dello Stade Roland Garros, le sue parole prendono forma, e colore. Coincidono con racchette volanti, sospinte da velocità supersoniche e stili personali. Con il rosso di una terra sacra. Soprattutto, con l’anima della Ville Lumière e il pieno risveglio della sua natura, sia essa sociale o floreale, architettonica o competitiva.

Una Primavera tennistica, dove la bellezza rima con l’armonia, la speranza con la passione. In questo tempio della racchetta, incastonato nel XVI arrondissement, l’Open di Francia diviene fisica rappresentazione di uno stato emotivo e simbolo dell’eterna giovinezza di una disciplina in grado di adattarsi ad ogni tempo, ad ogni stagione, e di diventarne manifesto. L’indagine estetica di Geoff Lowe accompagna queste riflessioni, rendendole flusso visuale.