A Tokyo, le luci del National Stadium non riflettono solo velocità e vittorie, ma illuminano anche le composizioni più introspettive, che muovono la vita di un creativo
Il fotografo e creativo Geoff Lowe è tornato ai Mondiali di Atletica con una domanda: che ne è della passione che un tempo bruciava in lui come lo sparo della pistola, con il susseguirsi delle stagioni? I suoi giorni nella capitale giapponese sono una mappa di memorie e rinascita, passi che si sovrappongono a quelli dei Giochi del 2021, la solitudine che lascia spazio alla compagnia, il lavoro che lascia spazio al sentimento.
In questi Campionati del Mondo, l’obiettivo di Geoff Lowe ha saputo guardare tanto verso l'interno quanto verso l'esterno. Anni fa la sua filosofia artistica ha piantato un seme nella capitale giapponese, lo ha visto fiorire a Parigi e ora ne ha carpito un nuovo stadio di fioritura, durante i campionati del mondo di atletica a Tokyo.
Questo, grazie a Julie Fuster, Luis Gomez, e Kiara Cherubini: tre sguardi distinti, che hanno spinto Lowe a vedere un alto momento di sport non solo come spettacolo da ritrarre, ma come unione creativa. Tra caffè ed editing notturni, lui e le 3 lenti qui proposte si sono raccontati storie, hanno scelto immagini e ricordato a vicenda il perché di una strada all’incrocio tra sport e arte.
Quello che segue è un flusso di coscienza sull’amore per una disciplina, la paura del cambiamento e la gioia di trovare affinità proprio quando il lavoro ti chiede di diventare qualcuno di nuovo. È sport, sì. Ma è anche un artista che impara a riscoprirsi..





‘Sono venuto a Tokyo per fotografare i Mondiali di Atletica, senza clienti e senza un incarico specifico. Sono venuto con il cuore e la mente aperti per vedere cosa sarebbe successo. Ero pronto a farlo da solo, autofinanziato, solo per soddisfare la mia curiosità creativa.
Quattro anni fa, quando ho fotografato le Olimpiadi, è stata un’esperienza molto solitaria e allo stesso tempo liberatoria. Stando isolato per gran parte del tempo, potevo davvero concentrarmi a fondo sull’arte, scattando con intensità durante le gare ed editando per ore, da solo, nella mia stanza la sera.
Tornare qui fa sentire come se avessi lasciato pezzi di me sparsi in questo stadio e in questa città. Mentre ripercorrevo certe strade, era come se le linee temporali si sovrapponessero e potessi vedere la versione più giovane di me. Le emozioni di ciò che stavo vivendo nel 2021 sono riaffiorate tutte, ed è stata una sensazione strana ma bellissima riflettere su come sono cresciuto e cambiato come persona in questi ultimi anni.
Amo questo sport così tanto, ma di recente ho la sensazione che il mio tempo a fotografarlo possa essere finito. La passione c’è ancora, nel profondo, ma ha un sapore diverso. È come se fosse stato un seme che ho piantato qui a Tokyo anni fa, ed è cresciuto in un grande albero che ha dato splendidi fiori l’anno scorso a Parigi. Ma quest’anno sento che la stagione è cambiata. E’ caduto a terra un nuovo seme che devo curare e far crescere in qualcosa di bello per Los Angeles 2028.
Avevo bisogno che questi nove giorni fossero diversi da tutto ciò che avevo fatto prima. Ho affittato un appartamento non lontano dallo stadio, e nei giorni precedenti all’evento sono riuscito a riempirlo di fotografi e amici incredibili, ognuno con i propri sogni e storie da inseguire. Speravo che questo aiutasse a riaccendere la fiamma dentro di me.
Questo mondiale, per me, è diventato più un lasciarmi ispirare da loro che il chiedermi: “Cosa farò oggi?”. Mi conosco troppo bene, e non sono più così interessante.
Li guardavo lavorare e ascoltavo le loro esperienze. Adoravo andare a prendere il caffè per tutti la mattina e discutere delle persone e delle foto del giorno prima, o chiacchierare la sera mentre modificavo le foto in cucina con qualche birra e degli ordini su UberEats, guardando le immagini degli altri e decidendo insieme i post.’


Questa è Julie
‘Fotografa e videomaker parigina. È estremamente appassionata di questo sport. Quando l’ho incontrata a Londra, aveva appena lasciato un lavoro in finanza per inseguire il sogno di raccontare lo sport. Ha l’amore più grande che io abbia mai visto per gli atleti, che negli anni sono diventati anche suoi amici. La fiducia che costruisce con loro dà vita ad alcuni dei servizi lifestyle più belli che vedrete. Vive i momenti di ogni sessione, sente alti e bassi come se stesse gareggiando lei stessa. Questo amore risplende nelle immagini e nei video che realizza, e mi ispira a costruire relazioni più strette con gli atleti che fotografo.’








Questo è Luis
‘Il ragazzo costaricano con una macchina fotografica, attualmente studente negli USA. È giovane, impavido e pieno di energia e ottimismo. Tre anni fa era volontario ai Mondiali di Eugene, e ora, a 21 anni, ha già realizzato uno dei suoi sogni essendo qui come fotografo accreditato. Ha un talento eccezionale per lo storytelling e nel condividere le sue esperienze con gli altri. È gentile, umile, ed è stato bellissimo ascoltare il suo percorso e vederlo imparare, crescere e definire il suo stile anche solo in pochi giorni. Mi ricorda che effetto fa fotografare un grande evento per la prima volta, l’eccitazione di catturare momenti folli, e perché facciamo questo lavoro. Lo facciamo per amore, non per essere amati.’






E poi c’è Kiara
‘Nata a Roma, Kiara è un’atleta e una creativa con un’anima incredibile. Percepisci una gentilezza e un amore straordinario quando conversi con lei, che ti fanno venir voglia di mostrarle il tuo cuore, penso sia un super potere per una documentarista. I suoi video e le sue immagini hanno una profondità e un significato che afferrano la mia anima ogni volta che incrociano il mio sguardo. Ha una missione: scoprire, studiare e condividere le storie e le emozioni dello sport, gli alti e i bassi, scavare oltre la superficie ed esplorare cosa accade nei cuori e nelle menti delle persone che ogni giorno puntano alla grandezza. È forte, è una guerriera, ed è instancabile nel perseguire i suoi obiettivi. Mi ispira ogni giorno a pensare di più e ad essere migliore in ogni aspetto della mia arte e nell’intero processo creativo.’






‘Cosa ha significato Tokyo per me nel 2025? Più che creare arte e fotografare atleti.
Ho potuto viverla con tre persone creative, tutte in fasi diverse del loro percorso, da culture e percorsi di vita diversi, alle prese con lotte differenti ogni giorno ma capaci di ritrovarsi attorno a un tavolo la sera per imparare e condividere insieme.
Sono così grato per loro, e credo sia stata la mia esperienza preferita di fotografia d’atletica.
quello che mi sento di dire a qualsiasi creativo è che se ti senti smarrito o senza ispirazione, come artista ma anche come atleta: circondati con cura di persone autentiche che vogliono sostenersi a vicenda, e prova a vivere qualcosa che hai fatto un milione di volte in un modo diverso, costringendoti a guardarla attraverso una lente diversa.’







