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Joan Carcamo, giovane artista cileno in ascesa, si è fatto strada nel panorama dell'arte contemporanea fondendo il suo amore per il calcio con la sua visione artistica.

Il percorso artistico di Joan è iniziato nell'adolescenza, quando solo adolescente ha cominciato a esplorare il suo potenziale creativo. Tuttavia, è stato solo più tardi, attraverso una riflessione retrospettiva sul profondo legame tra la sua vita e lo sport, che ha scelto di concentrare il suo lavoro sull'immaginario calcistico.

Attraverso la sua arte, Joan continua a celebrare lo sport che ha plasmato la sua vita, abbracciando il suo passato e favorendo al contempo connessioni significative con il pubblico di tutto il mondo.

Con il debutto della sua mostra europea a Zurigo, Joan ha potuto approfondire i temi dell'identità, della nostalgia e del legame culturale, tutti catturati attraverso l'uso audace del colore e della forma. Abbiamo avuto il piacere di conoscerlo e parlare del suo percorso artistico.

Una passione che affonda le radici nell'infanzia

"Il mio percorso artistico è iniziato nei primi anni di vita, grazie a due influenze fondamentali: mia nonna e un compagno di classe più grande. Guardarli disegnare e dipingere ha catturato la mia attenzione e, prima di rendermene conto, stavo già iniziando a sviluppare la mia identità artistica.

Il momento cruciale del mio percorso creativo sono stati i Mondiali del 2010, un evento che ha riacceso la mia passione per il calcio. Crescendo in Sud America, nello specifico in Cile, il calcio è sempre stato più di un semplice sport: era una parte fondamentale della vita quotidiana, profondamente radicata nella cultura, soprattutto nei quartieri popolari. Questa esposizione naturale e immersiva al gioco mi ha ispirato a tradurre sulla tela le mie emozioni, i miei ricordi e le mie esperienze."

Eredità Sudamericana  

"Crescere in Cile mi ha formato come artista in molti modi. Sono stato testimone del crescente numero di pittori nel mio Paese, che ha ispirato i giovani artisti come me a perseguire i loro sogni. Ma soprattutto ho cercato di dare valore alla mia identità personale. È fondamentale costruire la propria identità e non avere paura di mostrare al mondo chi si è veramente.

Questa convinzione è alla base del mio stile pittorico: grezzo, onesto e profondamente personale. Mentre un dettaglio rivelatore della mia tecnica è l'uso di soli pennelli spessi, mai sottili.

Lo sport, soprattutto il calcio, ha avuto un profondo impatto sul mio lavoro. Da bambino passavo ore a guardare filmati con i miei amici, soprattutto quelli della Coppa del Mondo del 2006: erano momenti elettrizzanti. Quella passione e quel movimento si riversano ora nei miei dipinti, in particolare nella mia mostra del 2023, ‘Joga Bonito’, un omaggio alla bellezza del gioco.

La mia arte è profondamente legata a quegli anni, a quella sensazione di nostalgia e all'estetica visiva. Da bambino sono sempre stato affascinato dalle maglie da calcio, dagli scarpini e dai diversi Brand del panorama calcistico. Senza comprendere appieno il lato commerciale di questi elementi, li apprezzavo solo per il loro fascino visivo, che in seguito è diventato una parte fondamentale della mia espressione artistica. Alcune delle mie influenze più forti sono i giocatori iconici degli anni '90, in particolare “R9” Ronaldo Nazário, la cui storia sportiva ha lasciato un impatto indelebile su di me.”

Credo che la gente capisca la mia arte perché riesce a contenersi con il soggetto. Dipingo ricordi universali legati al calcio, creando un ponte tra culture e generazioni. Il mio obiettivo è trasmettere autenticità e onestà attraverso il mio lavoro, incoraggiando gli spettatori a ricollegarsi alle proprie esperienze infantili e alle emozioni legate al calcio. Credo che il potere della mia arte risieda nella sua capacità di mettere in contatto persone di diversa provenienza attraverso la passione condivisa per questo sport."

Spingersi oltre i confini: l’Europa

"Il mio debutto europeo ha comportato tante sfide. Ho dipinto instancabilmente, giorno e notte, per rispettare la scadenza della mostra. Invece di farmi prendere dal panico, ho affrontato la sfida con ottimismo e determinazione. È stata una miscela di adrenalina e stress, ma alla fine tutto è andato alla grande.

Zurigo è stata una pietra miliare per me. Sono rimasto subito colpito dalla bellezza della città: la sua splendida architettura, il suo efficiente sistema di trasporti. Vivere questo continente per la prima volta è stato incredibile e non vedo l'ora di esplorare altri paesi europei."

Una visione artistica per il futuro

"Il mio percorso come artista è stato allo stesso tempo impegnativo e surreale. Ottenere riconoscimenti in giovane età e viaggiare per il mondo con il mio migliore amico grazie all’arte mi sembra ancora inverosimile. Tuttavia, sono pienamente consapevole dell'immensa dedizione e del duro lavoro che mi hanno portato fin qui. La mia ultima mostra a Zurigo è una testimonianza di questa perseveranza.

Mentre continuo a evolvermi, spero di ispirare altri giovani artisti ad abbracciare le loro prospettive uniche e la loro creatività. Credo che tutti dentro di noi abbiamo qualcosa di speciale, e la chiave è scoprirlo e condividerlo con il mondo in un modo che ci faccia sentire fedeli a chi siamo veramente."