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Lo speciale evento di lancio della collezione PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza presso il flasgship END. ha presentato un nuovo capitolo estetico della Rossa nel cuore di Milano. Allo stesso tempo, ha permesso di raccogliere le prospettive poste all’intersezione tra design e cultura motoristica di Charles Leclerc, oltre a un suo sentito omaggio a Michael Schumacher, protagonista, con la sua legacy, della collezione stessa. A raccontare questa fruttuosa collisione di dimensioni, Prima Jiraruangkiat, PUMA Motorsport Apparel Designer, e Martin Wieczorek, Chief Product Officer, END

“Ho cominciato a guidare a tre anni. La Formula 1 ha sempre fatto parte della mia vita. Allo stesso tempo, ho sempre amato la moda, ma non avevo mai pensato realmente a cosa potesse significare unire questi due mondi e a quale forma potesse assumere il loro incontro. PUMA sta facendo ciò, e lo stia facendo bene. Lo vediamo in questa collezione, dedicata a un pilota estremamente speciale per la Scuderia: Michael Schumacher. Riuscire a far dialogare questi mondi in questo modo è davvero significativo”. Nelle parole di Charles Leclerc, circondate da un popolo di rosso vestito traboccante dagli spazi del flagship END. di Milano, emerge il senso ultimo della nuova collezione PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza. 

Un omaggio a Michael Schumacher, all’estetica distintiva della sua prima stagione in Scuderia, 30 anni dopo, nella settimana che più conta per i Tifosi. E un’implicita conferma della fusione sempre più in essere, sempre più attiva, tra l’immaginario sportivo e le sue infinite possibilità d’applicazione, nonché d’ispirazione, nel design contemporaneo. Da quest’incontro, amplificato da un partner esclusivo come END., nasce una sensazione di completezza. Di una collezione che, nel weekend per eccellenza del Cavallino Rampante, permette alla storia ferrarista di essere attuale, e al mondo dei motori di dialogare con quello fashion. 

Un dialogo spiegato alla perfezione da chi ha dato forma a questo nuovo capitolo estetico della Rossa e a chi gli ha permesso di trovare un tangibile spazio per mostrarsi: Prima Jiraruangkiat, PUMA Motorsport Apparel Designer, e Martin Wieczorek, Chief Product Officer, END.

Charles Leclerc at the PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza collection at END
Micheal Schumacher, Scuderia Ferrari Archive
Charles Leclerc & Lewis Hamilton for PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza collection

Prima Jiraruangkiat – PUMA Motorsport Apparel Designer

 

Il kit trae ispirazione dall’impronta indelebile lasciata da Schumacher nell’immaginario Ferrari, e non solo, oltre a celebrare il trentesimo anniversario della sua prima stagione con la Scuderia. Puoi raccontarci nel dettaglio come avete scelto di rendere omaggio a Schumi attraverso questa collezione? E com’è stato tornare ad esplorare l’immaginario e il linguaggio visivo di un’epoca così mitica del motorsport?

Prima Jiraruangkiat: “Per restituire lo spirito di quel momento, abbiamo disseminato l’intera collezione di riferimenti a dettagli emblematici degli anni di Schumacher in Ferrari. La giacca è una reinterpretazione contemporanea della tuta da gara che indossava nel 2006, di cui riprende elementi come la spallina bianca, le linee delle cuciture e il profilo del colletto. La camicia guarda invece alla pit crew Ferrari degli anni Novanta e, in particolare, a Ignazio Lunetta, race engineer di Schumacher nel 1996, nonché alla sua iconica camicia bianca da tecnico. Poi, abbiamo introdotto richiami a Schumacher più discreti: il ricamo della corona d’alloro sul colletto, simbolo delle sue numerose vittorie, e le sette stelle sulla schiena, che rimandano tanto agli inconfondibili design dei suoi caschi quanto ai sette titoli mondiali conquistati in carriera. Tornare a immergerci in quell’epoca è stato incredibilmente stimolante. La vera sfida consisteva nel preservare l’autenticità e il carattere degli anni di Schumacher in Ferrari, traducendo al tempo stesso quei riferimenti in un linguaggio contemporaneo, capace di conservare ancora oggi la propria rilevanza.”

 

Leclerc e Hamilton sono gli ovvi volti di questa collezione. Che valore assume, per PUMA e per il suo design team, il fatto di lavorare con due atleti d’élite che possiedono al tempo stesso una sensibilità estetica estremamente sviluppata, tale da permettere loro di riconoscere la qualità di una collezione o di un singolo design?

Prima Jiraruangkiat: “Senza dubbio, per noi significa alzare ulteriormente l’asticella e lavorare affinché ogni prodotto della collezione possieda una forte identità visiva e una qualità elevata. Charles e Lewis condividono una grande sensibilità per la qualità, perciò, quando sviluppiamo la linea dedicata ai piloti, teniamo conto dei loro stili individuali e delle rispettive estetiche. L’obiettivo è creare prodotti che risultino in modo autentico Scuderia Ferrari e PUMA, ma che siano al tempo stesso coerenti con le personalità di chi li indossa.”

 

Come design team di PUMA, con quale spirito e quale consapevolezza affrontate l’idea che una collezione come questa possa incidere, a tutti gli effetti, sulla cultura contemporanea del motorsport, in Italia e oltre, entrando al tempo stesso in relazione con la storia stessa di Ferrari? E, all’interno di questa prospettiva, che ruolo assumono collaborazioni con partner come END. Clothing nel portare la collezione oltre i confini tradizionali del motorsport?

Prima Jiraruangkiat: “Affrontiamo una collezione come questa con un profondo rispetto per la storia di Ferrari e, al tempo stesso, con la consapevolezza del ruolo che possiamo avere nel dare nuova espressione allo spirito dei Tifosi. L’obiettivo è creare prodotti autenticamente legati al motorsport, traducendo però quello stesso spirito in qualcosa di contemporaneo e rilevante per il presente. Significa preservare il legame emotivo con momenti diventati iconici e, allo stesso tempo, offrire loro una nuova forma, capace di parlare a una nuova generazione. Le collaborazioni con partner come END. Clothing sono importanti proprio perché costruiscono un ponte tra motorsport, moda e cultura. Permettono alla collezione, e più in generale all’heritage Ferrari, di raggiungere un pubblico che va oltre gli appassionati tradizionali di Formula 1, continuando contemporaneamente a celebrare quell’identità e quella legacy che hanno reso Ferrari un’icona. È una connessione fondamentale per mantenere viva la cultura dei Tifosi e permetterle, al tempo stesso, di continuare a evolversi.”

 

Questo è il weekend che ogni tifoso Ferrari aspetta per un’intera stagione. Quali emozioni attraversano un design team quando sa che la propria collezione prende vita in uno dei momenti simbolicamente più importanti dell’anno della Scuderia? E quale reazione sperate di vedere da parte della comunità Ferrari e, più in generale, sia dal pubblico del motorsport, che da quello fashion?

Prima Jiraruangkiat: “È incredibilmente gratificante, oltre che un enorme onore, poter contribuire a dare forma all’energia e allo spirito della Scuderia Ferrari in un weekend di gara come questo. Dietro una collezione del genere c’è un lavoro profondamente corale: dalla definizione del concept iniziale allo sviluppo dei prototipi, dalla cura di ogni singolo dettaglio fino alla ricerca del modo migliore per dare vita e forza al racconto che accompagna il progetto. Vedere tutto questo diventare parte di un momento così importante per milioni di tifosi Ferrari è, per noi, un qualcosa di quasi irreale. Ci auguriamo, innanzitutto, che la collezione riesca a entrare in sintonia con la comunità Ferrari, soprattutto per il suo significato: per l’omaggio a Schumacher e agli anni che hanno segnato la sua storia con la Scuderia. Speriamo di essere riusciti a rendere giustizia a quell’eredità e a creare qualcosa capace di stabilire una connessione autentica tanto con il pubblico del motorsport quanto con quello della moda.”

Charles Leclerc at the PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza collection at END
Charles Leclerc for PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza collection
PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza collection at END

Martin Wieczorek – END. Chief Product Officer

 

Driver’s Room ha portato Charles Leclerc all’interno del vostro spazio milanese. Cosa rappresenta per END. l’opportunità di accogliere nei propri store atleti di questo calibro? E, allargando la prospettiva, quale spazio occupa l’immaginario sportivo (le sue icone, i suoi codici e la sua influenza culturale) nella visione che END. ha della moda contemporanea?

Martin Wieczorek: “END. si è sempre collocata nel punto d’incontro tra moda, musica, sport e cultura. Lo sport sta assumendo sempre più un ruolo determinante nel definire autorevolezza culturale e credibilità nel mondo della moda, proprio come la musica fa ormai da decenni. E i rispettivi pubblici si sovrappongono molto più di quanto si possa immaginare. Per questo accogliamo nel nostro spazio un atleta come Charles esattamente come faremmo con un musicista o una figura di culto della moda: non come semplice testimonial, ma come parte autentica di una conversazione che la nostra community sta già vivendo. Milano ci ha offerto lo spazio e il contesto per farlo nel modo giusto.”

 

La speciale collezione PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza esplora la storia e l’eredità di una delle figure più leggendarie del motorsport e non solo: Michael Schumacher. Nella filosofia di END., quale ruolo assume la dimensione culturale di un brand, o di una specifica collezione come questa, nel determinarne la rilevanza e il significato?

Martin Wieczorek: “È la cultura a segnare la differenza tra un prodotto che le persone comprano e un prodotto a cui le persone tengono davvero. I nostri clienti cercano significato, narrazione e un punto di connessione autentico, non hype fine a sé stesso. Una collezione come PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza funziona perché non si limita ad applicare una livrea a dei capi: torna agli anni di Schumacher e al patrimonio emotivo legato a quell’epoca. Ed è proprio questo a offrirci una materia narrativa su cui costruire qualcosa. Il nostro ruolo è agire come creative director di queste storie, anziché limitarci a distribuirle passivamente. Quanto più un prodotto è vicino a una passione autentica, tanto più interessante diventa l’esperienza che possiamo costruirgli attorno.”

 

‘Off the Grid’, il panel talk concepito per l’occasione, ha rappresentato anche una metafora del processo attraverso cui collezioni radicate nella performance (in questo caso nel garage, nel paddock e sulla pista) entrano nella quotidianità e diventano parte dell’estetica lifestyle. In che modo END. sta vivendo e contribuendo attivamente ad alimentare la contaminazione tra performance e lifestyle, specie in un momento storico in cui il dialogo tra le due dimensioni sembra essere all’apice della fertilità?

Martin Wieczorek: “Oggi lo sport occupa una posizione centrale nel racconto della moda, ma noi continuiamo a interpretare la performance attraverso una lente fashion, chiedendoci quale funzione possa realmente avere un determinato capo all’interno di un guardaroba urbano contemporaneo. Non stiamo cercando di trasformare END. in una destinazione dedicata alla performance. Il nostro compito è selezionare i brand e i prodotti più rilevanti e interessanti, e interpretarli alla luce del modo in cui le persone si vestono realmente. Credo sia importante sottolineare anche un altro aspetto: tendiamo a guardare lo sport dalla prospettiva dello spettatore, più che da quella dell’atleta. È soprattutto lì che vivono i codici, la nostalgia e il senso di appartenenza; ed è un territorio molto più ricco da esplorare per un pubblico legato alla moda.”

 

Questa settimana il vostro flagship store di Milano si trova al centro della passione che circonda il Cavallino Rampante. Quali responsabilità e soddisfazioni accompagnano la crescente rilevanza sociale e culturale che la vostra presenza milanese sta acquisendo all’interno di una comunità così appassionata? E, più in generale, quanto è importante per END. partecipare così da vicino agli eventi e ai momenti che scandiscono il panorama sportivo globale?

Martin Wieczorek: “Il nostro flagship store si trova nel cuore di Milano ed è diventato una vera destinazione fashion e culturale: lo è in questi giorni, durante la settimana di Monza, così come lo è stato in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina all’inizio dell’anno. Le nostre collaborazioni Nike X2 ne sono un altro esempio: a Londra e Manchester, durante i Mondiali, i nostri store hanno vissuto e trasmesso appieno l’energia generata dall’evento. Offrire alla nostra community un luogo attraverso cui vivere momenti come questi non nasce da una decisione strategica sulla quale ci interroghiamo a lungo: è semplicemente parte di ciò che siamo. E, sinceramente, è anche l’aspetto del nostro lavoro che ci appassiona di più.”

Charles Leclerc at the PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza collection at END
Charles Leclerc for PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza collection
Charles Leclerc & Lewis Hamilton for PUMA x Scuderia Ferrari HP Monza collection