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Ritratto di una giovane eccellenza del tennis italiano, supported by EA7

Non c’è modo di nascondersi, tra le geometrie di un campo da tennis. C’è, però, il modo di farsi educare da esse, dai loro segreti, dalle loro esigenze. E c’è il tempo di crescere. Giorno dopo giorno. Senza fretta o frenesia, come illustrano i pensieri di Matteo Arnaldi. Una consapevole eccellenza Azzurra, in grado di ascendere in modo fulmineo nel ranking mondiale delle ultime stagioni. Un 24enne raffinato, per natura: razionale tanto nell’approccio tuttocampista, quanto nell’analisi di sé stesso. E un perfetto ambassador EA7. 

Durante gli Internazionali BNL d’Italia, siamo entrati nel suo flusso di riflessioni, cercando di comprendere lo stato dell’arte del suo rapporto con il tennis. 

"Il tennis è sempre stato il mio sport principale, quello con cui sono cresciuto fin da piccolo. Ho praticato molti altri sport in passato, ma mi sono innamorato di questo. Ho iniziato a giocare, giorno dopo giorno. Ancora oggi, giorno dopo giorno, me ne appassiono sempre più, credo anche mi diverta sempre più.

La mia crescita come giocatore, sia dentro che fuori dal campo, sta avvenendo lentamente: un po' grazie all'esperienza, un po' grazie alla dimensione mentale. Sto cercando di dare il massimo. Non che prima non lo facessi, ma ora sto cercando di dare sempre di più. Sto cercando di mettermi continuamente alla prova. Questo è il tipo di crescita che sto ricercando quest’anno.

Credo che il mio percorso sia ancora all'inizio. Sto crescendo, come dicevo prima, giorno dopo giorno. Sono ancora giovane. Questo è il mio secondo anno e mezzo nel circuito, quindi sto ancora imparando molte cose. Mi sento un giocatore molto migliorato. Sento che l'esperienza, per l’appunto, mi sta aiutando ad affrontare i tornei con maggiore consapevolezza. E ogni torneo mi aiuta a migliorare. Ci sono, però, ancora molte cose su cui devo lavorare.

Rappresentare EA7 nel mondo dello sport è un grande onore per me. Portare un brand di moda nel mondo sportivo mi dà molta importanza, valore… E mi sta dando molto anche in termini di fascino in campo.

Giocare nei tornei più importanti porta sicuramente con sé una certa pressione, ma allo stesso tempo alimenta il desiderio di fare bene. Spesso, in queste occasioni, riesco a dare il 100%. A esprimermi al meglio. Naturalmente, ci sono anche casi in cui la pressione prevale. Come ho già detto, però, mi piace giocare davanti al pubblico. Più il torneo è importante, più riesco a esprimermi al meglio.

L’unico, vero regalo speciale, in quanto giocatore, è il pubblico. Credo che più stadi, più persone ci siano nei vari siti tennistici, e più io mi senta a mio agio. Mi piace giocare, mi diverto sempre di più quando c'è un grande pubblico."