Leggerezza, passione, vittorie mondiali. Intervista alla sciatrice Azzurra

È una luce silenziosa, quella che illumina il Rifugio Questa. Una luce che, nel dolce contatto con la purezza della natura, placa pensieri e tensioni, pervade anima e muscoli.

È una luce silenziosa e multiforme. Il tenue, bianco fascio che s’insinua tra vette e rocce, che sfiora nubi e foschia nell’ennesima, incantata mattina delle Alpi Marittime piemontesi. Il potente, corposo dardo amaranto che colora iridi e riflessi acquatici, che addolcisce un aspro scenario millenario, per poi trasformarsi nella linea retta di un tramonto ordinato e interminabile.

Marta Bassino ha interiorizzato quella luce, ha imparato a conoscerla anni fa, quando gli sci erano solo un gioco quotidiano, quando coppe mondiali e gare internazionali rappresentavano un ignoto futuro nel quieto vivere cuneese.

Marta Bassino è stata plasmata da quella luce. Le linee raffinate, la calma sicurezza, l’efficace leggerezza: tutto nella sua sciata pare trarre spunto dai luoghi che hanno segnato e che continuano a segnare la sua esistenza, dalle montagne che hanno tratteggiato e continuano a tratteggiare il suo panorama interiore.

“La montagna, le mie montagne, sono tra i valori che i nostri genitori ci hanno saputo trasmettere. Fin da piccoli ci hanno abituato alle passeggiate, al contatto con la natura, al sapersi meravigliare per un fiore, per i colori che ci circondano. Fin da piccoli ci hanno insegnato a stare bene con noi stessi e con poche, semplici cose. La ‘Casina’, che dista qualche chilometro dal Rifugio Questa gestito da mio fratello minore Marco, è da sempre il nostro primo rifugio. Lì tutti noi ci sentiamo in pace e felici. Lì il tempo si ferma e hai davvero la possibilità di stare con te stesso, di isolarti, di staccare la spina, di rigenerarti con la bellezza di quello che ti circonda. Lì non ci serve nulla: un fornelletto per scaldare l’acqua che recuperiamo dai ruscelli, una luce per leggere un libro e il silenzio assoluto. I telefoni, poi, non prendono, ed è la cosa più bella…”

Affacciata sul calmo specchio del Lago del Claus, la famiglia Bassino lascia trapelare un affetto profondo, coltivato tra antichi sentieri e piste verticali, tra taglieri gremiti e walkie talkie, tra sorrisi che si fondono e marmellate locali.

È racchiuso in queste diapositive visive il cammino di Marta, un cammino umano e sportivo cominciato con l’emulazione fraterna sulle nevi di Limone e proseguito sotto le direttive di un padre-maestro mai pressante, sempre dedito all’atto sportivo e alla viscerale passione legata ad esso.

“La mia famiglia è tutto, da sempre. Se sono la persona che vedete è grazie a loro, agli insegnamenti e ai valori che hanno saputo trasmettere a me e ai miei due fratelli. Ci hanno indicato quelle che secondo me sono le basi di tutto: l’umiltà, il rispetto, l’amore per la natura e per le piccole cose, la passione per lo sport inteso come movimento e benessere personale e poi la volontà, la determinazione e la voglia di mettersi in gioco, sempre però con il sorriso. Valori che hanno inciso sulla mia personalità e, di conseguenza, sul mio approccio alla vita e allo sport. I ricordi di me piccina con gli sci ai piedi sono tantissimi e rigorosamente con il ciuccio in bocca. Avevo quasi due anni quando ho mosso i primi passi sulla neve, con la sola volontà di seguire ed emulare il mio fratello maggiore Matteo. Io e lui seguivamo nostro padre, maestro di sci, lungo tutte le piste di Limone e, tra una mangiata di neve e una rotolata, abbiamo iniziato a fare le nostre prime curve. Lo sci oggi è il mio lavoro, oltre che la mia passione. Con dei valori così importanti alla base, però, riesco a vivere tutto in maniera diversa: con un approccio giusto e costruttivo, quello che ti permette di crescere, magari a volte cadendo, ma che ti fa rialzare sempre con il sorriso e con la consapevolezza che tutto rimane un bellissimo e grande Gioco”

Gioco che in Marta ha trovato un’interprete piuttosto atipica da un punto di vista morfologico. Se paragonata alle statuarie colleghe internazionali, difatti, la sciatrice classe ’96 pare indossare un tipo di armatura differente, pare cambiare direzione grazie al soffio del vento, più che al violento lavorio muscolare.

Distante da quadricipiti possenti e movenze iper energiche, l’apparente esilità della discesista cuneese incanta occhi e sensi, curve e traiettorie, dando vita a movenze uniche. Gli sci di Marta sembrano scivolare lievi e delicati, quasi fatati, sembrano sfiorare il suolo sospinti da un etereo connubio di tecnica e armonia fisica.

In un 2021 di grazia, illuminato dall’oro mondiale nello slalom parallelo di Cortina d’Ampezzo e dal dominio in Coppa del Mondo di slalom gigante, la cuneese si è vista definitivamente evolvere in ‘Principessa delle Nevi’ e ‘Piuma d’Acciaio’: soprannomi-manifesto che ne definiscono anima e carattere, stile e autorevolezza, fisico e  natura. Epiteti pronti a popolare il futuro dello sci italiano.

“Il 2021 è stato il mio anno. Un anno intenso, magico, fatto di mille emozioni così forti che ancora oggi faccio fatica a descrivere. Ho avuto tanti momenti difficili in passato, ma credo che l’atteggiamento con cui vivo questa mia grande passione mi abbia aiutato a guardare sempre avanti, tenendo ben presente quali fossero i miei obbiettivi e desideri. Detto questo, nella mia visione generale il 2021 resta comunque un punto di partenza. Rimango sempre me stessa, con il mio approccio e i miei obbiettivi. Oggi so quello che posso ottenere, certo, ma sempre con la consapevolezza che quello che si ottiene alla fine di un percorso è solo il risultato di tanti passi fatti nella giusta direzione. Proprio come quando cammini in montagna per raggiungere la vetta più alta”

La vita di Marta è stata anche raccontata in ‘LA FAMIGLIA’, uno splendido e intimo documentario prodotto da Salomon. Un capolavoro visivo che vi consigliamo di guardare.

Credits

Marta Bassino
IG @martabassino

Ph RISE UP
IG @riseupduo
riseupstudio.com

Testi di Gianmarco Pacione

Thanks to @salomonalpine