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Un atelier di montagna scandito in tre atti celebra tradizione artigiana e tecnologia Nordica in una collezione di pezzi unici.

"Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono". Nulla come questa celebre frase pronunciata a inizio ’800 dal pittore e poeta romantico William Blake può descrivere il legame tra Nordica e lo sci. Un rapporto d’amore, quello con la montagna, iniziato nel 1939, quando Adriano e Oddone Vaccari, esperti artigiani e commercianti di pellame, decidono di iniziare a scalare vette inesplorate, superando limiti fisici e mentali, e scoprendo un nuovo orizzonte che avrebbe cambiato la loro storia e il rapporto di Nordica con la disciplina regina gli sport invernali: Lo scarpone da sci.

Da quell’inverno, Nordica non ha smesso di sognare e fare “grandi cose”, unendo sapienza sartoriale e cura artigianale, e ponendo questo connubio nell’avanguardia cinetica degli sport praticati su neve: un connubio poi tramandato, anno dopo anno, a Giavera del Montello, e traghettato fin sulla soglia del futuro delle discipline invernali. Dal cuoio, alla plastica laminata, alle leve in alluminio… un fil rouge che dagli anni ‘50 si rinnova con le più innovative tecnologie, senza scordare la craftsmanship da cui tutto è iniziato. Un’arte che ha abbandonato presse, morse e pinze, e che oggi, grazie ad un processo di laseratura a intensità e frequenza variabile, è arrivata a creare, a tutti gli effetti, un’illusione ottica: il nuovo, rivoluzionario, scarpone Promachine 3. 

Questa combinazione di pezzi unici, dalle trame incise sempre in maniera diversa, è stata presentata in anteprima a Milano, in occasione dell’evento “Art of Illusion”: un'esperienza scandita da 3 stazioni immersive, sensoriali e sartoriali, nate dall’idea di mostrare la precisione assoluta oltre la performance, trasformandola in linguaggio estetico, esperienza sensoriale, identità.

"Art of Illusion" event by Nordica
"Art of Illusion" event by Nordica
"Art of Illusion" event by Nordica
"Art of Illusion" event by Nordica

Passato - What You Don’t See

Come ci racconta Zoran Filicic, telecronista, giornalista e presentatore della serata, il tre è un numero simbolico. Uno è unicità, due è polarità, tre è struttura, equilibrio. Nello sci alpino diventa completezza. Tecnica, fisico, mente. Partenza, linea, traguardo. Una narrazione della performance in cui lo sciatore cerca un assetto stabile su un terreno instabile. 

C’è sempre un punto zero, la partenza, un luogo silenzioso dove tutto comincia senza farsi notare, dove la neve scricchiola sotto gli scarponi: è l’attimo esatto in cui il corpo incontra la macchina e decide di fidarsi. 

Nel primo stage, o meglio, rifugio narrativo prodotto da cultura alpina e sport, ‘What You Don’t See’, la storia del Promachine 3 si capovolge: qui l’arte non è in ciò che appare, ma in ciò che avvolge. 80 pezzi differenti che, assemblati, diventano una seconda pelle, un interno che lavora in segreto, aiutando la sciata. Il protagonista è il sughero: materiale antico, vivo, elastico… preso in prestito da un universo lontano e trasformato in intuizione contemporanea: come se l’arte artigiana di Nordica, per evolvere, dovesse sempre ricordarsi le sue origini, il suo territorio.

È un’esperienza tattile prima ancora che tecnica. Il sughero si adatta, si modella, risponde: riduce i micro-movimenti invisibili, assorbe vibrazioni, conserva calore, accompagna il piede senza perdere struttura. La precisione nasce qui, in questa zona d’ombra dove non c’è spettacolo, solo sensazione. Al Cancelletto di partenza si costruisce la fiducia. E quando la fiducia è assoluta, ogni passo diventa più leggero.

"Art of Illusion" event by Nordica
The new Nordica Promachine 3
"Art of Illusion" event by Nordica

Presente - How Energy Flows

Dopo l’intimità dell’interno, la montagna chiede struttura, prestanza, robustezza, intensità. La discesa è la parte in cui il pendio smette di essere solo preparazione e diventa scelta: equilibrio tra forza e leggerezza, tra controllo e libertà. È il tratto dove l’energia non può disperdersi, deve scorrere.

In ‘How Energy Flows, seconda tappa di un percorso tra pista, attrezzatura e illusione, la forma si ispira ad un’intelligenza antichissima: la geometria dell’alveare, elevata nel Promachine 3 non solo tramite un pattern, ma da una legge naturale. Da esagoni che ottimizzano lo spazio, moltiplicano la resistenza, riducono la materia. Una lezione di efficienza trasformata in architettura performativa. La minimizzazione dell’utilizzo del materiale, la massimizzazione della funzione.

Qui il racconto è costruttivo, quasi musicale: materiali che si alternano come strumenti in un’orchestra: rigidità dove serve trasmissione, morbidezza dove si rende necessaria la sensibilità. Una struttura che distribuisce e guida, in cui la potenza corporea attraversa il sistema e arriva allo sci con meno rumore, meno spreco, più intenzione.

È biomimesi, ma è anche una dichiarazione estetica: la tecnologia non come addizione, bensì come riconnessione naturale. Una lingua nuova che prende la grammatica degli elementi e la umanizza. Scendendo una parete verticale, tutto è essenziale. Più potenza dove conta, meno massa dove disturba. E ogni gesto diventa più netto, come una traccia lasciata dallo sci sulla neve.

"Art of Illusion" event by Nordica
"Art of Illusion" event by Nordica
"Art of Illusion" event by Nordica
"Art of Illusion" event by Nordica

Futuro - What You See

Finalmente il traguardo. Il punto in cui il percorso si mostra nella sua identità, come valore reale. Qui, la montagna si apre ad una visione superiore, un panorama incognito, un nuovo punto di vista che pochi possono immaginare, e ancora meno possono pensare di raggiungere. 

Nella terza e ultima stazione esperienziale dedicata al percorso Nordica, ‘What You See’, il Promachine 3 diviene, definitivamente, racconto grazie allo splendido effetto scenico creato da Tavolata: un laser a intensità e frequenza variabile che lavora come uno scultore contemporaneo. Non stampa, non colora: scava. Da lontano si intravede un camouflage glaciale, da vicino, l’illusione si dissolve e restano texture diverse, pezzi unici. Non una serie, ma una collezione.

La precisione si fa linguaggio estetico. La performance, che di solito si nasconde dietro numeri e specifiche, si trasforma in segno. È l’ultima metamorfosi: dall’invisibile allo strutturale, dallo strutturale al manifesto. Il Manifesto di eccellenza che contraddistingue la storia di Nordica, rafforzato da medaglie olimpiche e coppe del mondo. E mentre il podio celebra un’illusione fatta d’incisione e trame nell'ombra, si intravede un Dobermann rigoroso e statuario, distintivo. Perché l’arte non tradisce mai la funzione, la sublima.

"Art of Illusion" event by Nordica
"Art of Illusion" event by Nordica
The new Nordica Promachine 3