Lo sport non dev’essere un privilegio per pochi. Viaggio nelle palestre popolari italiane

Il fenomeno delle palestre popolari nasce in Italia circa 20 anni fa, ad oggi si contano circa 50 centri sparsi su tutto il territorio nazionale. today there are about 50 centers scattered throughout the national territory.

Questi spazi, spesso occupati abusivamente, sono ex-scuole, vecchie caserme, locali caldaie Aterp, e offrono a tutti la possibilità di praticare sport.

Persone immigrate, ragazzi con disabilità, uomini e donne in gravi difficoltà economiche, semplici studenti: tutti trovano in queste palestre poli d’integrazione e di formazioni di sane micro-comunità.

Autofinanziamenti o piccole quote che possono versare gli iscritti, permettono a questi luoghi di sopravvivere in contesti che potrebbero risultare ostili.

Nonostante le varie avversità affrontate, questo fenomeno sta avendo successo e conducendo molti atleti a gareggiare a livello nazionale ed europeo nelle proprie discipline. Esempio virtuoso è quello di Roma, dove le ragazze della ginnastica artistica hanno conquistato titoli regionali e nazionali.

Nate inizialmente come realtà legate alla boxe, oggi le palestre popolari in Italia offrono varie declinazioni di attività sportiva. Queste palestre sono state create e vengono tenute in vita da persone che credono fortemente nel diritto dello sport per ogni essere umano.

Come sottolinea anche Verdiana Mineo, una delle fondatrici e istruttrice della Palestra Popolare di Palermo: “Nella nostra società lo sport è diventato un privilegio per poche persone e noi vogliamo far crollare questo muro”.

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Antonio Mercurio
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