Calcetto Eleganza compie 10 anni, una speciale raccolta di figurine celebra la storia della community milanese e le sue nuove jersey

Primi anni ’60, Modena. Giuseppe Panini guarda il fratello Franco. “Voglio fare le figurine dei calciatori”, dice. È l’inizio di una semplice, eppure illuminata rivoluzione sportiva, sociale, addirittura artistica. 2014, Milano. “Non per Sport ma per Moda”, un sarcastico claim dà il via ad una rivoluzione differente, ma dall’identico comune denominatore, quella di Calcetto Eleganza.

Il calcio come musa, la creatività come matrice, la community come esito. Giunto al prestigioso decimo anniversario, il progetto Eleganza continua ad evolvere le proprie ramificazioni, raccontano i co-founder Davide Di Martino, Nicolò Riggio, Marco Gardenale e Aldo Giordano, ma non la propria essenza. Un’essenza fatta di milanesità e cosmopolitismo, dove feticci calcistici come Pato, Francescoli e Busquets rimano senza soluzione di continuità con l’eclettismo di Satisfy, Daft Punk e Achille Castiglioni. Dove il Beautiful Game riesce ad essere protagonista senza, realmente, esserlo, divenendo vertice di una piramide sportiva in costante aggiornamento.

Vestita dalle nuove jersey, interamente autoprodotte per la prima volta nella storia del progetto, Eleganza si mostra come una galassia di nazionalità, carriere, visioni, trend e personalità. Come un album di figurine da sfogliare. Come un numero 10, il numero più intramontabile ed elegante che ci sia. Like an album of collectable cards to leaf through. Like the number 10, the most timeless and elegant number there is.

Luca Di Marco

Squadra e giocatore preferito.

Catania e Inter, la squadra della mai città e quella della mia famiglia. L’Inter mi ha adottato quando mi sono trasferito a Milano. Mariano Izco e Ivan Zamorano. Il primo, nonostante le critiche, era l’anima del Catania. Il secondo, perché amo i gregari di lusso e la mistica dell’1+8.

Brand e creativo di riferimento.

Nike, per tutto quello che ha rappresentato e continua a rappresentare, e Umbro, perché ha elevato l’estetica calcistica. Domenico Romeo, perché è stato il primo disegnatore del logo di Calcetto Eleganza. Conservo ancora quelle nostre prime mail...

L’Eleganza.

L’Eleganza sta tanto nei comportamenti in campo, quanto in quelli nello spogliatoio. È un modo di stare insieme, una passione che unisce calcio, aggregazione, stile e moda. All’inizio Eleganza era sinonimo d’ironia e pura fratellanza, poi è progredita e ha aggiunto molti altri significati.

Perché Calcetto Eleganza.

È stata un’esigenza. Tutti noi seguivamo i trend streetwear, così come quelli legati alla cultura sportiva e urban. Intorno a noi succedevano tante cose. Abbiamo sfruttato il momento storico e la città di Milano, e siamo riusciti a creare una piattaforma che potesse mettere in relazione e far giocare un gruppo di creativi innamorati del calcio. 

Il numero 10.

Mi fa pensare ai tempi che non ci sono più. Parlo di giocatori con estro e creatività innata, che anteponevano le loro caratteristiche a tutto il resto. Quindi non sto parlando di me. Sono quei giocatori che oggi non possono più esistere. E poi penso alla nostra milestone. La longevità di Calcetto Eleganza mi sorprende: sono passati anni e cambiate generazioni, ma l’Eleganza continua a generare interesse.

Nella vita, in campo.

Sono un creativo, ho fondato e lavoro in una media agency. L’istinto è un qualcosa che ritrovo e seguo sia nella mia professione, che in campo. Diciamo che mi attacco a progetti e avversari.   

Lo spogliatoio.

Sono il vecchio ‘Patrón’ a supporto dei giovani. Lo sono dall’inizio del progetto. 

Le jersey Eleganti.

Le strisce d’oro verticali sono l’elemento nuovo, e sicuramente Elegante, che contraddistingue entrambe le colorway.

Alice Marta Azzolini

Squadra e giocatore preferito.

Non seguo il calcio, faccio parte di Eleganza Cycling, il ramo ciclistico di Eleganza. Quindi direi Alfonsina Strada.

Brand e creativo di riferimento.

I brand italiani ‘da mercato’ e Antonio Gramsci, o Silvia Federici.

L’Eleganza.

È un gruppo di persone accogliente, in grado di trasformare sport testosteronici come il calcio o il ciclismo, e renderli inclusivi. Prima di Eleganza avevo molte paure legate alla bici, alle discese... Senza questa community non sarei una ciclista.

Perché Eleganza Cycling.

Quando hanno aperto questo nuovo branch, sono entrata subito. Mi ero avvicinata da poco al ciclismo, e ho sempre detestato i contesti sportivi votati unicamente alla performance: Eleganza era l’unica piattaforma che mi permettesse di vivere delle esperienze collettive e non degli allenamenti.

Il numero 10.

Nel contesto milanese, 10 anni sono un’eternità. Ora ci sono crew e community di qualsiasi sport, ma l’ambiente era molto diverso nel 2014. Credo che l’importante sia fare cose. In questi 10 anni Eleganza ne ha fatte tante e il progetto si è evoluto moltissimo. È bellissimo, poi, che ci siano sempre più filoni sportivi esterni al calcio. 

Nella vita, sulla strada.

Sono una Content Designer e nel gruppo sono quella puntuale, che tiene sempre il passo.

Lo spogliatoio.

Ho il ruolo della femminista, anche se tutti sono sensibili al tema. Sono quella più in focus sulle piccole battaglie per l’inclusività nell’ambiente sportivo.

Le jersey Eleganti.

Il nero è sempre elegante. Poi, le rende Eleganti il fatto che le indossiamo noi.

Alberto Panocchi

Squadra e giocatore preferito.

Milan e ‘Sheva’, la seconda maglietta del Milan della mia vita: un fake con il numero 32, me la regalarono prima che confermassero il suo 7.

Brand e creativo di riferimento.

Levi’s, mi piacciono i brand iconici, con storie vere alle spalle. Poi Virgil Abloh, che mi ha influenzato moltissimo e, per un certo periodo, ho seguito quasi come una groupie. Aggiungo anche Luca Benini, il fondatore di Slam Jam, un’altra figura che mi ha ispirato tanto.

L’Eleganza.

È quando c’è armonia. È ciò che non stona, che ha una coerenza. Calcetto Eleganza corrisponde a questa definizione: è fatto di persone armoniche, equilibrate. Io, forse, sono l’unico a non esserlo.

Perché Calcetto Eleganza.

Per la voglia di giocare a calcio insieme a persone con cui si parla di tutto, tranne che di calcio. Quando è iniziato il progetto, eravamo quasi tutti creativi arrivati a Milano da poco. Avevamo storie e provenienze diverse alle spalle, e avevamo tantissimo da condividere. Oggi sono fiero nel vedere i percorsi personali che abbiamo intrapreso lungo questi anni. E sono altrettanto orgoglioso di vedere quanto si è allargata la community.

Il numero 10.

Ci sono varie interpretazioni. Io mi sento un 10 fuori dal campo: il 10 che svolta la serata, che accende la miccia. Il 10, poi, fa anche pensare al nostro invecchiamento, o meglio, alla nostra maturazione. In questi anni abbiamo fatto moltissime cose, ma ho anche ovvi rimpianti. Avremmo potuto concretizzare più opportunità, ma sono consapevole del fatto che, nel bene e nel male, tutti noi siamo stati catturati dal lavoro e dalle dinamiche di Milano. Detto questo, sono orgoglioso del fatto che noi ci siamo, e siamo riconosciuti. Il mio desiderio, per il futuro, è che Calcetto Eleganza non venga dato per scontato.

Nella vita, in campo.

La mia job description recita Experience Manager, ma non so quanto, effettivamente, spieghi il mio ruolo. Diciamo che unisco cose. In campo, invece, so solo che godo di più nel fare una parata, rispetto a segnare un gol. Tra i pali è come se mi sentissi responsabile delle mie azioni, sempre.

Lo spogliatoio.

Prima c’è lo spogliatoio, poi arrivano il campo e i risultati. La vittoria è una conseguenza della complicità, della fratellanza che costruisci con i compagni. Faccio un esempio che mi sta molto a cuore: il campionato juniores regionale che ho vinto con il Montecosaro, una piccola squadra marchigiana. Non eravamo forti, ma uscivamo tutti i giorni insieme, c’era una chimica magica. La stessa cosa, anche se con le dovute proporzioni, l’ho rivista nel Milan di Pioli.

Le jersey Eleganti.

Le immagino tutte insieme, in una foto di squadra. Il lavoro fatto con l’oro e il nero dà sicuramente un effetto Elegante. E poi c’è la soddisfazione del traguardo: per la prima volta abbiamo autoprodotto la nostra seconda pelle.

Chuck George

Squadra e giocatore preferito.

New York Red Bulls. Nessun giocatore preferito.

Brand e creativo di riferimento.

Studio Nicholson o Supreme, ma preferisco il vintage. Il cantautore Sturgill Simpson.

L’Eleganza.

Posso dire solo una parola, Eleganza. Molto Eleganza. Bellissima Eleganza (con pronuncia americana ndr).

Perché Calcetto Eleganza.

Ci siamo conosciuti con una collaborazione. Abbiamo mostrato le partite dei Mondiali nel mio ristorante e creato una speciale t-shirt. Il concetto alla base di quel progetto era la potenza del Beautiful Game e il fatto che sia un eterno amore ‘infantile’. Ho sempre giocato a baseball e, a livello socioculturale, il calcio qui riveste lo stesso ruolo. Per questo ne sono affascinato.

Il numero 10.

È ancora giovinezza. È solo l’inizio.

Nella vita, in campo.

Sono proprietario del ristorante Chuck’s, siamo a Milano, Roma, Parigi e, a breve, anche a Londra. Il mio ruolo in Calcetto Eleganza è quello del community builder e dell’amico straniero.

Lo spogliatoio.

Faccio il pazzo, amo fare scherzi a tutti e caricarli. 

Le jersey Eleganti.

Ancora una sola parola, Eleganza (anche qui con pronuncia US ndr). Il bianco, il nero, l’oro, le pinstripes... Mi ricordano le maglie degli Yankees.

Elisa Carassai

Squadra e giocatore preferito.

Quando ero piccola, mia madre faceva gli esami del sangue alla Juve, quindi sono affezionata al periodo d’oro di Del Piero.

Brand e creativo di riferimento.

Simon Rocha. Donna Tartt o Ann Carson.

L’Eleganza.

Creare una community attraverso amicizia e passioni comuni.

Perché Calcetto Eleganza.

Sono capitati un po’ per caso nella mia vita, durante il lockdown. Poi abbiamo iniziato a frequentarci. Quindi è nato come un rapporto d’amicizia, solo in seguito abbiamo pensato a vari modi di collaborare, sia a livello editoriale che musicale.

Il numero 10.

Mi fa pensare a un traguardo, alla costruzione di una community importante, in grado di spaziare tra varie dimensioni. Sono 10 anni di connessioni internazionali, di costruzione di un network di persone creative in giro per il mondo. Da Milano ad Atene, Londra, Parigi e Stoccolma... È bellissimo che attraverso lo sport si possa celebrare anche molto altro.

Nella vita, in campo.

Gestisco una rivista indipendente che si chiama Sali e Tabacchi Journal. L’ho fondata alcuni anni fa a Londra, dove stavo studiando. Questo progetto mi ha riportato a casa, a Milano, dove ora sto facendo anche consulenza editoriale e strategy per brand di moda. Eleganza mi permette di sviluppare progetti creativi, come quelli musicali per Radio Raheem e Radio Bandalarga, e creare attivazioni culturali e comunitarie. L’idea è quella di muoverci tra sport e creatività, in un campo comune.

Lo spogliatoio.

Sento di avere il ruolo del connettore. Mi piace molto mettere in contatto le persone e creare reali connessioni.

Le jersey Eleganti.

L’Eleganza sta nei colori e, ovviamente, nel modo in cui le si indossa, così come nello styling personale.

Davide Coppo

Squadra e giocatore preferito.

Milan e Andriy Shevchenko.

Brand e creativo di riferimento.

Tutto quello che ha fatto Massimo Osti. Winfried Sebald.

L’Eleganza.

È la cura per i dettagli.

Perché Calcetto Eleganza.

Quando ho conosciuto i ragazzi, mi piaceva l’idea di usare il calcio come veicolo per creare una comunità, per portare persone intorno a un campo, un tavolo o uno schermo, e farle incontrare. In questi anni, difatti, ne ho conosciuto tantissime.

Il numero 10.

È creatività, ovviamente. E poi sono tanti, 10 anni. Anni in cui siamo rimasti amici. Anni in cui tutto si è mosso sempre più velocemente, ma il progetto Eleganza ha continuato a seguire la propria strada. Mi fa pensare alla lentezza, in senso positivo. 

Nella vita, in campo.

Faccio lo scrittore e in campo si riflette, perché penso sempre. E il portiere, purtroppo, ha anche troppo tempo per pensare... 

Lo spogliatoio.

Mi piace molto. Mi ha sempre permesso di vedere i lati più positivi delle persone, anche di quelle più negative.

Le jersey Eleganti.

Seguono un filone tipico di Eleganza: la volontà di portare pattern e design non calcistici dentro il calcio. In questo caso c’è anche il coraggio del bianco e nero, e la responsabilità di averle autoprodotte.

Xheni Ballin

Squadra e giocatore preferito.

Gioco, ma non guardo calcio. Scegliete voi la calciatrice e la squadra femminile più cool.

Brand e creativo di riferimento.

L’ho scoperto grazie ad un’amica. Non sono di Milano e in America giocavo a calcio, è stato bello incontrare una community del genere. Anche se conoscevo solo una persona, mi sono subito sentita parte del team.

L’Eleganza.

Nel calcio è la comunicazione verbale e non. Qui, sta semplicemente nella frase ‘cool as fuck’.

Perché Calcetto Eleganza.

L’ho scoperto grazie ad un’amica. Non sono di Milano e in America giocavo a calcio, è stato bello incontrare una community del genere. Anche se conoscevo solo una persona, mi sono subito sentita parte del team.

Il numero 10.

Quando qualcosa sta in giro per 10 anni, è lì per restarci. Se sopravvivi così a lungo, non ti può fermare nulla.

Nella vita, in campo.

Sono fotografa e scrittrice, a breve pubblicherò il mio progetto Intenso Magazine, e lavoro anche nel digital marketing. Penso che tutte le nostre professioni e passioni si riflettano in campo, è come se chiunque, qui, abbia una vena artistica.

Lo spogliatoio.

Sono la DJ, metto la musica.

Le jersey Eleganti.

L’Eleganza è nei dettagli dorati e nel lettering, sono perfetti per celebrare il decimo anniversario. 

Maximiliano Nicolas Ruiz

Squadra e giocatore preferito.

Fc Internazionale. Poi sono nato a Buenos Aires, sarebbe scontato dire Diego Armando Maradona, preferisco menzionare Enzo Francescoli.

Brand e creativo di riferimento.

Acne Studios. Donald Judd.

L’Eleganza.

Sta nella frase ‘la potenza è nulla senza controllo’ (ride ndr.).

Perché Calcetto Eleganza.

Giocavamo insieme, tra amici, e casualmente tutti venivamo dall’universo creativo. I creativi dicono spesso che il calcio non è interessante, per noi era diverso, la domenica volevamo vedere le partite. Era ed è una passione comune da cui è nato tutto.

Il numero 10.

Fino a 23 anni ho giocato a calcio da professionista, quindi il 10 ha fatto parte del mio immaginario fin di quando ero bambino. Andavo a letto la sera sperando d’indossare quel numero e segnare. È simbolico, esprime tanto. L’altra sensazione che mi dà è quella che stiamo invecchiando, ma sono contento che tanti amici proseguano e trasmettano questa visione del calcio: la visione di chi gioca il sabato mattina, di chi a 60 anni continua a fare i calcetti... La pura bellezza.

Nella vita, in campo.

Sono founder di A Wolves Agency, un’agenzia di produzione e comunicazione che lavora anche nel mondo del calcio. In campo sono autoritario, cerco sempre la palla e di avere ragione, ma in maniera simpatica e, soprattutto, onesta. 

Lo spogliatoio.

Da giovane sono sempre stato in disparte, avevo bisogno dei miei spazi. Crescendo è diventato sinonimo di gruppo.

Le jersey Eleganti.

Il black and gold, siamo su un grande classico, sull’intramontabile Eleganza. La parte del collar, poi, mi fa pensare ad un calcio un po’ più intellettuale.

Tommaso Naccari

Squadra e giocatore preferito.

Inter, nonostante padre milanista e madre genoana, o meglio, anti-doriana. Ronaldo ‘il Fenomeno’, la mia prima figurina. Un nome di oggi, Denzel Dumfries. 

Brand e creativo di riferimento.

Stüssy. Eric André.

L’Eleganza.

È ciò che gravita attorno al calcio, dall’idea di community allo stile, fino a tutti i feticci che popolano questo universo sportivo. Eleganza è cancellare l’oggettività calcistica.

Perché Calcetto Eleganza.

Sono scarso, quindi dovrei chiederlo agli altri... A parte gli scherzi, perché Eleganza si sviluppa sul campo, ma ha moltissime diramazioni all’esterno di esso. Per me è interessante ogni tipo di approccio al calcio.

Il numero 10.

Nonostante odi essere nostalgico, penso a Baggio. Poi, mi suscita invidia, perché il 10 è l’apoteosi del saper giocare a calcio: cosa che non so fare bene. Infine, è il traguardo di un progetto che conosco da oltre metà della sua vita. L’ho visto cambiare, aprirsi ad altri sport ed evolversi. È bello che ci siano delle realtà che abbiano delle ‘scuse’ per stare insieme in questo modo.

Nella vita, in campo.

Tendenzialmente scrivo, anche se suona pomposo. Di certo, spero di essere più bravo a scrivere che in campo. Il punto di contatto sta nella confusione, lavoro e gioco in un caos controllato.

Lo spogliatoio.

Sono il giullare, senza dubbio. Amo ridere di, e con, me.

Le jersey Eleganti.

L’idea che la maglia da calcio possa essere prima di tutto un capo d’abbigliamento definisce Calcetto Eleganza. Le maglie del decimo anniversario sono l’apoteosi di questo concetto. Mi piace anche che la scritta Eleganza sia al posto del main sponsor.

Photo credits:

Nicolò Rinaldi

Testi di

Gianmarco Pacione