Il Global Creative VP Champion racconta una vita, e un brand, ispirati dalla pura creatività e dall’immaginario sportivo
“Everything we do is about giving creators the space to Champion what they believe in. So, what do you Champion?”. Quando la visione di un brand leggendario come Champion e del proprio Global Creative VP coincidono, alimentandosi di una comune sensibilità culturale, biografia personale e storia aziendale paiono magicamente convergere in un unico, ispirato flusso narrativo. È il flusso della curiosità composita, delle infinite prospettive che smettono di essere filoni a sé stanti, divenendo materia unica di studio. E di creatività.
Jay Escobara non è solo la nuova mente della company nata ‘Knickerbocker Knitting Company’ a Rochester, New York, nel lontano 1919, è la definizione del suo capitolo più attuale. Un capitolo fatto di attenzione filologica e innovazione virtuosa. Il pensiero di questo designer e ricercatore di creatività, plasmato dalle caotiche vibrazioni culturali della NYC anni ’90 e indottrinato da una lunga collaborazione con Polo Ralph Lauren, abbraccia in toto l’identità di un brand iscritto negli annali sportivi e in alcuni dei loro momenti più magici, così come la sua capacità di contaminare e farsi contaminare da altre culture.
Scoprire la vita di Jay Escobara equivale a scoprire lo stato dell’arte di Champion. Ad immergersi in orizzonti che attingono dal passato, respirano il presente e immaginano il futuro, nel profondo rispetto della tradizione. Equivale a viaggiare tra aneddoti, mantra ed esperienze tesi verso la consapevole valorizzazione dell’iconicità e la paradigmatica promozione del talento in qualsiasi forma, da quella atletica a quella artistica. Da ciò che è stato a ciò che sarà. Entrate anche voi nel pensiero di Jay Escobara, e nell’anima Champion.





PASSATO. La genesi di un poliedrico creativo contemporaneo.
“Lungo il mio percorso ho avuto la fortuna di esplorare il design sotto varie forme. A 10 anni ero già fan di Franco Moschino, non so bene perché, credo mi affascinassero i suoi colori, l’audacia dei suoi design. Era così creativo e ambizioso... Uno dei miei primi libri fashion era proprio dedicato a Moschino, a questa personalità più vasta della vita stessa”
“Il periodo professionale con Ralph Lauren mi ha insegnato moltissimo. Per certi versi, quasi tutto di quell’azienda ha aiutato a plasmarmi. Quell’esperienza mi ha mostrato come tutto debba partire dalla comprensione della storia”
“Le mie ispirazioni sono sempre arrivate da molti luoghi diversi, perfino dal semplice fatto di essere vivo. Sono cresciuto a New York, quindi ho toccato culture di tutti i tipi. Mi ha plasmato una scena alternativa, fatta di skate, arti visuali e BMX. Era un’ambiente fisico, le ispirazioni stesse erano fisiche. I miei amici hanno sempre funto da ispirazione costante: visitare una galleria, una mostra con loro, ha sempre voluto dire riflettere su nuove idee”
“Fin da piccolo ho amato lo sport, recentemente ho apprezzato gli Europei di calcio, ma sono in particolare un fan di football americano. Non sono stato fortunato nel diventare un giocatore pro, ma auguro che qualcuno vicino a me possa, prima o poi, vivere una carriera NFL. È uno sport eccitante, e mi ha sempre fatto riflettere sul concetto di perseveranza. Come creativo mi sento vicino alla perseveranza di questi atleti”





PASSATO. La consapevole costruzione dell’heritage di un brand.
“Fin dalla sua fondazione, Champion ha voluto essere vicino allo sport, agli atleti, alle istituzioni universitarie. Ha dato identità ai campus e agli studenti. Strada facendo, ha dato identità ai creativi, permettendo loro d’inseguire e promuovere idee, design, attività culturali. Ho sempre amato questo lato di Champion, è unico”
“La connessione tra Champion e l’immaginario sportivo è tra le più passionali e credibili che si possano trovare. Coincide con i primi momenti di grande endorsement. Siamo stati il primo logo su un campo da gioco. Negli anni ’60 ci siamo fatti riconoscere per questo, soprattutto nel football, diventando sinonimo di qualità. Poco dopo, l’NBA ci ha chiesto di produrre tutte le uniformi e il materiale tecnico, e abbiamo spalancato le porte di un’epoca d’oro”
“Il nostro amore per l’NBA è ancora enorme. Amiamo il fatto che abbiano riconosciuto la nostra competenza, ma anche la nostra forza. L’unione di tutto questo ci ha portato a vestire momenti epici nella storia della Lega. Momenti che non dipendono solo da giocatori iconici, ma anche da ciò che indossavano. Negli anni ’90, per esempio, lo stile on-court, in campo, era molto più distintivo di quello odierno. Alcune divise, come quelle degli Orlando Magic o degli Charlotte Hornets, sono ancora oggi leggendarie. La personalità dei giocatori si mescolava alla perfezione con quelle divise, e con l’anima delle singole franchigie. Per Champion è stata una tempesta perfetta”
“Molti brand hanno iniziato la loro storia prendendo Champion come punto di riferimento, o intercettandolo. Nike, per esempio, ha stampato sui capi Champion durante i suoi primi tempi. In fondo, si tratta di fiducia. Fiducia nella qualità. Fiducia nell’heritage. Abbiamo la fortuna di avere un forte posizionamento, credibile, che non è necessariamente radicato in una cultura di nicchia, o in una specifica classe sociale. Abbracciamo tante cose. E questo mi stimola molto”
“Anche la musica gioca un ruolo fondamentale nella storia Champion. Abbiamo una linea culturale diretta non solo con l’Hip Hop, ma con i rave e la musica New Wave degli anni ’80. Se durante quei tempi fossimo stati al The Haçienda, a Manchester, avremmo sicuramente trovato delle felpe Champion. Lo stesso sarebbe accaduto a New York, dove l’Hip Hop era e continua ad essere un linguaggio giovanile. Non importa da dove vieni, quale sia il tuo status, o dove vivi, la cultura semplicemente ti accoglie”





PRESENTE. Inseguire e promuovere il talento è, di per sé, un talento raro, elevato dalla passione.
“Per me il design è uno sport. Il fashion è uno sport. Devi costantemente sfidare la tua mente, le tue prospettive. Il modo in cui vedi le forme e i colori equivale al tuo schema offensivo. Difensivamente devi fare in modo che scienza e design siano sempre consapevoli dell’ambiente che li circonda. Giochi uno sport nella tua mente, l’obiettivo è arrivare a nuove idee e concetti”
“Mi capita spesso di ragionare e parlare di sport. Poco tempo fa, per esempio, stavo parlando di running, pensavo a corpi che performano contro la gravità, contro la pressione, contro tutto. È un atto così fisico e potente... E mi sono ricordato del primo logo nella storia di Champion, il Running Man”
“Il mio amore per la storia si è trasposto nella passione per il vintage, per l’estetica collegiale, per lo sportswear stesso, ma anche per la sartoria italiana e britannica. Tutti abbiamo amato queste cose e siamo stati affascinati dalle differenti tecniche che mostravano. Allo stesso tempo, non mi sono mai limitato ad essere un tradizionalista, apprezzo anche gli aspetti avanguardistici contingenti a questi universi”
“Ho amici che sono rapper, cantanti, chitarristi... Quando dico che sostengo (“that I Champion” ndr) la creatività, mi riferisco anche a questo. Apprezzo il talento. Quando vedo che il talento è vero, onesto e focalizzato, mi sento ispirato nello spingermi ancora oltre, nello sperimentare di più”




PRESENTE. Crescere nello sport, per divenire sinonimo allargato di cultura e iconicità.
“La creatività è una cosa che sostengo (“that I Champion” ndr), così come l’artigianalità con ‘purpose’, scopo. Il ‘purpose’ è essenziale. Aiuto a scrivere le frasi che vedete comparire sulle piattaforme Champion, e molte di esse sono connesse a questo concetto: un concetto che tocca corde da sempre intrinseche al brand stesso”
“Grazie all’NBA siamo diventati iconici, lo dimostra il fatto che performer come Justin Bieber, Billie Eilish o Drake indossano le nostre jersey Bulls o Raptors durante i concerti. Abbiamo fatto e continuiamo a fare le migliori maglie da gioco. Le persone, i giocatori stessi stimano Champion perché rappresenta un qualcosa d’iconico. Ho perfino sentito dire che Michael Jordan indossava i pantaloncini Champion di North Carolina sotto i pantaloncini Champion dei Chicago Bulls... Credo che non esista definizione migliore per il concetto d’iconicità”
“Mentre muovevo i primi passi in Champion, ho ragionato insieme al Presidente sul nostro mantra, e abbiamo convenuto che siamo un brand lifestyle nato per e nello sport. Non servono altre parole. Questa è la ragione per cui lavoriamo ancora oggi con Leghe in forte sviluppo come la NBL (lega di basket australiana). Siamo sempre stati qui per gli atleti e per le istituzioni sportive. Voglio continuare questo tipo di sinergie, perché descrivono il nostro spirito”
“Collaboriamo anche con altre realtà, come la Premier Lacrosse League negli States, cerchiamo di assecondare visioni che tendono a spingere i confini tradizionali un po’ più in là, come già accaduto con la AFL o la NFL mezzo secolo fa. È un modo per sostenere (“to Champion” ndr) progetti virtuosi. Per sostenere gli atleti stessi. Sosteniamo gli ambienti che permettano alle persone di presentare i propri talenti e mostrare il loro meglio. E sarà sempre così”


FUTURO. L’innovazione è un sogno tangibile, sospinto dalla credibilità.
“Quando parliamo di Champion, parliamo di un brand che ha oltre 100 anni di storia. Ogni persona nutre ricordi, esperienze legate a Champion e alla sua rilevanza nel mondo dello sport, della musica, dell’arte e del fashion. Ecco perché investiamo e continueremo ad investire su queste aree”
“Questo è il periodo dell’innovazione per Champion. Siamo passati da molti periodi analoghi, ma questo è un nuovo ciclo contemporaneo. Ora siamo moderni. Siamo moderni nel modo di pensare, di abbracciare la nostra cultura e di comprendere le sue direzioni. Siamo moderni nella gestione dell’inclusività, perché questo concetto è parte del nostro DNA, delle nostre evoluzioni. Queste consapevolezze ci permettono di raccontare storie rilevanti, di consegnare concetti credibili e significativi alle persone. E di onorare il nostro passato. È una ricetta che consente di avere un impatto speciale. Di connettersi intimamente. Di avere una chiara origine e un’ancora più chiara destinazione. Le persone comprendono Champion, perché la sua evoluzione è organica al 100%. Ed è vera al 100%”
“Ogni volta che sono nel design office, tutto inizia da un sogno. Ci sono tutti questi pezzi vintage... Alcuni sono veramente meravigliosi. Tutto comincia dalla loro estetica, dal loro significato, e dalla convinzione che, se posso credere in un sogno, se posso credere nella sua identità, allora so già che potrò creare qualcosa d’impattante. Le persone, poi, percepiscono tutto ciò. Voglio conquistarle, una collezione alla volta. E continuerò a volerlo”







