Tra cavalieri e calcianti, abbiamo ascoltato la significativa testimonianza del President & Chief Executive Officer USPA Global J. Michael Prince

Cavalieri e calcianti. Polo e Calcio Storico Fiorentino. Raramente l’immaginario sportivo contemporaneo ha assistito ad un ‘match in heaven’ così suggestivo: una connessione in grado di unire pratiche che parlano di storia, tradizione e contemporaneità attraverso il puro atto fisico. Nell’iconico set-campo di Piazza Santa Croce, US POLO Assn. ha ancora una volta elevato l’immagine del proprio sport, e del proprio brand, costituendo un’evocativa sinergia con il gioco più identitario per la città-culla del Rinascimento italiano. L’ha fatto durante una settimana speciale, ispirata e segnata dalle influenze Pitti Uomo.

In questa significativa occasione, abbiamo incontrato il President & Chief Executive Officer USPA Global J. Michael Prince. La sua testimonianza sottolinea la tanto antica, quanto contemporanea fascinazione che l’essere umano nutre per sport in grado di trascendere i rispettivi ambienti, diventando patrimoni culturali e fucine stilistiche. Le parole, così come la carriera, di questo professionista americano raccontano alla perfezione la simbiosi tra elemento atletico e cultura fashion, permettendoci, da un lato, di scoprire l’heritage e la filosofia senza tempo di US POLO Assn., e, dall’altro, di tuffarci in una storia personale che, da sempre, gravita intorno alla passione sportiva.

US POLO Assn., lascia intendere Price, è più di un semplice brand, è il motore principale del polo globale. È un intreccio virtuoso di filantropia, sensibilità e incondizionato supporto ad uno sport ipnotico, che permette ad atleti e cavalli di danzare all’unisono e di riverberare, anche nei tempi moderni, l’atavico rapporto tra essere umano e animale. US POLO Assn. è, soprattutto, il desiderio di proseguire un mito iniziato oltre 2000 anni fa, condividendolo ed amplificandolo in ogni parte del mondo: un brand che nutre uno sport, uno sport che nutre un brand.

La tua carriera professionale è profondamente radicata nella cultura sportiva. Puoi dirci qualcosa del tuo rapporto con il suo immaginario?

“Fin da quando ero un bambino, lo sport è sempre stato importante. Grazie ad esso, all’high school ho imparato il significato di teamwork e hard work, così come a vincere e perdere con eleganza. Questi concetti si sono trasposti nella mia carriera professionale. Ho lavorato per Converse, un brand di chiara ispirazione sportiva, dove ho avuto la possibilità di entrare in contatto con molti atleti d’élite, soprattutto del panorama cestistico. Poi sono passato a Nike, e ho anche avuto modo di supervisionare altri brand iconici come Umbro, da sempre connesso al calcio. Queste esperienze mi hanno permesso di farmi le ossa e imparare da alcuni dei migliori brand del mondo, non solo a livello sportivo. Quando è arrivata l’opportunità US POLO Assn. non ho visto un semplice brand di moda, ma un brand connesso in modo organico all’anima di uno sport. E non un semplice sport. Pochi sanno che a polo si gioca da oltre 2000 anni, le sue origini vengono fatte risalire al 600 a.C. circa. La USPA - United States Polo Association, il nostro organo direttivo, è stato fondato nel 1890. Ecco perché il nostro marchio ama parlare di storia sportiva e della profonda connessione che nutre con essa. Vado oltre, di Converse amavo anche il fatto che fosse accessibile a tutti, e ho ritrovato lo stesso in US POLO Assn. Sono sempre stato consapevole di far parte di uno sport-inspiration brand, che deve comunicare e radicarsi anche nelle working-families di tutto il mondo. Nella mia visione è cruciale essere un brand accessibile a tutti, e lo stesso ragionamento vale per lo sport del polo”

Cosa significa per te avere la possibilità di rappresentare un brand così radicato nella storia? Prevale un senso di orgoglio o di responsabilità?

“Sento entrambi. In un mondo che è sempre più caotico, lo sport continua ad essere così autentico, così reale... Tutti possono relazionarsi con l’elemento sportivo, praticandolo o guardandolo. La caratteristica più preziosa di US POLO Assn. sta nell’essere il brand autentico di questo sport negli States, ma anche in giro per il mondo. Applicare questo tipo d’ispirazione sportiva al nostro brand ci permetter di vendere i nostri capi in 190 Paesi, e penso sia un qualcosa di veramente speciale. Negli ultimi 5 anni siamo cresciuti moltissimo, di oltre un miliardo di dollari di fatturato, e sono convinto che quest’ascesa sia legata a cosa rappresentiamo. I consumatori si relazionano con molto più che un brand. La nostra connessione reale e tangibile con uno sport e i nostri design senza tempo sono essenziali nel nostro rapporto con i consumatori”

In varie interviste hai dichiarato di esserti letteralmente innamorato del polo. Quali sono le unicità di questo sport?

“Ho assistito alla mia prima partita di polo quando sono entrato a far parte di US POLO Assn. Mi hanno colpito le performance di questi atleti d’elite, e non parlo solo dei giocatori, ma anche dei loro partner equini. Il loro modo di muoversi all’unisono, in campo, mi ha fatto pensare ad una forma d’arte. È grandioso il fatto che due ‘giocatori’ lavorano insieme come un corpo unico... Poi mi sono guardato attorno, sulle tribune c’erano tantissime famiglie che stavano semplicemente insieme: esseri umani che erano connessi da questo meraviglioso sport. Ecco, tutto questo mi ha subito fatto realizzare che fossi di fronte ad uno degli sport più belli del mondo. Sono orgoglioso dei nostri eventi globali, perché ci permettono di presentare il polo a tante persone che non lo conoscono”

La partnership con il Calcio Storico Fiorentino è un match ‘made in heaven’, tra due forme sportive che vantano anche enormi echi culturali. Come si trasmettono queste leggendarie discipline nel mondo e, nel caso di US POLO Assn., nel mercato contemporaneo?

“Quello che vediamo è il rispetto della tradizione. E questo è sempre molto, molto importante. Devi rispettare il passato per abbracciare il futuro. Penso ai tanti fan del Calcio Storico Fiorentino, appassionati di uno sport ultrasecolare, nato nel 1200 d.C., che possono scoprire uno sport come il polo, intramontabile da oltre 2600 anni... Poi, penso alla meravigliosa città di Firenze: non riesco ad immaginare un’associazione di sport e luoghi più bella di questa. Sono molto eccitato anche per quello che accadrà a Parigi, dove assoceremo il nostro 135º anniversario con il 100º anniversario delle Olimpiadi nella capitale francese, organizzando una partita unica tra Nazionale USA e francese... Questi eventi danno la possibilità al polo di mostrarsi a tutto il mondo, mi eccitano”

Il presente e il futuro di US POLO Assn. e dello sport che rappresenta sono strettamente connessi alla sostenibilità e all’attenzione verso il mondo animale. Quanto impattano questi due temi sulle direzioni che state intraprendendo come brand e come movimento sportivo?

“Lo sport mette al primo posto la profonda relazione tra atleta umano e atleta equino. È necessario essere consapevoli e protettivi nei confronti dello stato di salute dei partner equini. Quando vedi una partita di polo, risalta subito agli occhi l’amore reciproco tra essere umano e cavallo... E vengono prese tutte le precauzioni possibili per salvaguardare e mantenere in salute entrambi. Come brand pensiamo sempre a questi temi. Abbiamo una chiara vocazione filantropica, siamo impegnati in prima linea nel devolvere fondi per supportare trasversalmente la community del polo. Investiamo nel benessere dei cavalli, nel sostenere i giocatori stessi, ma anche nella diffusione di questa cultura, tramite la creazione, per esempio, di contesti museali. È fondamentale per noi avere quest’ecosistema filantropico che ci permette di restituire qualcosa allo sport, ma anche alle tante fondazioni che lo aiutano”

Credits

U.S. Polo Assn. / De Paolis

Gianmarco Pacione