F.C.Real Bristol e Carhartt WIP uniscono le rispettive visioni, stili e sfere culturali, per una speciale collezione che facciamo raccontare dal direttore creativo del brand e club calcistico immaginario giapponese
Lo insegnano scrittori come Eduardo Galeano o Jorge Valdano, il calcio è narrazione. Un sistema linguistico a sé stante, a tratti indecifrabile, a tratti universalmente riconoscibile, ma eternamente fondato su elementi puri e condivisi, quali emozioni e rituali, contaminazioni e passione.
Nel caso FC Real Bristol, la tendenza letteraria del Beautiful Game abbraccia, dal lontano 1999, le infinite potenzialità del design. Per questa squadra fittizia, partorita dalla visione allargata del brand nipponico SOPH. per spalancare un nuovo scenario creativo in vista dei Mondiali 2002, lo sport globale per eccellenza continua ad essere una fucina di filoni narrativi, e di scenari/oggetti prima immaginati, poi resi tangibili dal contatto con il fashion e la materia.
L’ultimo capitolo di questa ricerca, a tutti gli effetti, artistica è la collaborazione con un partner tanto iconico, quanto radicato in differenti scene culturali: Carhartt WIP. L’esito è un ennesimo tributo al calcio, così come una fusione d’identità e immaginari d’appartenenza, che lasciamo spiegare direttamente da Tatsuhiko Nishizaki, direttore creativo di FC Real Bristol.




Per Athleta Mag lo sport è sinonimo di arte e cultura. Nel tuo caso, in che modi e forme l’immaginario sportivo ha inciso nel plasmare la tua identità artistica e culturale? E quando/come hai capito che queste dimensioni, per lungo tempo ritenute divergenti, avrebbero potuto comunicare nel tuo percorso professionale?
“La bellezza dello sport non risiede soltanto nel senso di realizzazione che deriva dallo sforzo individuale o nel legame che si crea con i compagni di squadra, ma anche nella sua capacità di muovere le persone: di accendere sogni e suscitare emozioni profonde in chi guarda. Credo sia una prospettiva che si sviluppa naturalmente, entrando in contatto con diverse discipline fin da piccoli, e io non faccio eccezione. È vero che aspetti dello sport come la competizione, la disciplina e l’immediatezza possono talvolta essere percepiti come contrastanti rispetto all’arte e alla cultura. Tuttavia, non li ho mai considerati come tali. Al contrario, ho sempre pensato a queste dimensioni come filoni affini, capaci d’influenzarsi reciprocamente in modo costante. Sport, arte e cultura incarnano, allo stesso tempo, i concetti di bellezza e narrazione: ed è proprio questa qualità condivisa, la capacità di emozionare, a mantenerli connessi.”
Il calcio com’è entrato a far parte della tua vita? Cosa ti ha affascinato del Beautiful Game tanto da renderlo un caposaldo della tua evoluzione artistica? E com’è stato essere educato a questo sport nel contesto giapponese?
“Il mio ricordo più lontano è legato ai Mondiali del 1986 in Messico. L’Argentina sollevò la Coppa, in un torneo che fu definito dalla figura di Diego Maradona: dalla ‘Mano de Dios’ (o ‘Mano del Diavolo’) fino alla sua leggendaria azione solitaria contro cinque difensori. C’erano anche molte altre stelle uniche nel loro genere, come Gary Lineker, Michel Platini, Lothar Matthäus, Zico e Careca. Ero affascinato dal loro talento, dalle differenze negli stili di gioco di ciascun Paese e dal confronto d’identità che prendeva forma sul campo. Lo stile specifico di ogni nazionale, costruito attraverso moduli e tattiche, il peso di un singolo gol, l’esplosione emotiva che lo accompagnava, la fluida coordinazione e bellezza compositiva che lo precedevano… Credo proprio sia stato questo insieme di elementi, questa ‘bellezza’ intrinseca al calcio, a catturarmi.”


FC Real Bristol, un club immaginario che esiste dal lontano 1999. Come si è generato questo progetto nella tua mente? Qual è il segreto della longevità di un progetto fondato su un’idea, su visione e narrazione, piuttosto che su un soggetto tangibile?
“Oggi è diventato del tutto normale indossare capi legati al calcio nella vita quotidiana, ma quando SOPH. è stato fondato nel 1998, non era affatto così. Con i Mondiali del 2002 già fissati a quattro anni di distanza, sentivo una sorta di missione: contribuire a dare energia a quell’evento attraverso la moda. È stato allora che ho deciso di creare capi da calcio abbastanza sofisticati da poter essere indossati anche nella vita di tutti i giorni. Il concetto di ‘club calcistico fittizio’ permette una libertà creativa totale. Tutto può essere ‘creato’: dal design delle divise ai colori della squadra, dagli sponsor fino a una storia immaginata. In questo senso, F.C. Real Bristol è un progetto che trasforma l’atto stesso di ‘progettare una squadra di calcio’ in un brand. E, per molti aspetti, può essere letto anche come una forma di arte concettuale che utilizza l’entità-calcio.”
Oggi, come si inserisce la collaborazione con Carhartt WIP nella traiettoria FC Real Bristol? Che significati, messaggi e ragioni ci sono alla base di questa sinergia? E cosa vuoi traspaia al pubblico da questa collezione?
“Questa collaborazione segna la nostra prima partnership con Carhartt WIP e, all’interno del percorso F.C. Real Bristol, la consideriamo un’opportunità ideale per esprimere la nostra visione e il nostro approccio alla cultura street. Finora, Carhartt WIP ha portato lo stile dentro la street culture, mentre F.C. Real Bristol ha fatto lo stesso con lo sportswear. In questa collezione, l’estetica di Carhartt WIP si fonde con i materiali performance di F.C. Real Bristol. Attraverso il raffinato linguaggio design di entrambi, i concetti di ‘clothing for use’ e ‘clothing as expression’ si unificano in modo naturale. L’intenzione non è dividere queste dimensioni culturali, ma presentarle come un unico valore continuo. In questo senso, il progetto può essere considerato un’incarnazione diretta del messaggio secondo cui sport, arte e cultura sono, fondamentalmente, sinonimi.”




La filosofia che contraddistingue il tuo approccio al design pare ispirata dalle più varie contaminazioni estetiche, e da una profonda cultura, oltre che studio e comprensione, della materia. Alla luce di questo, cosa rappresenta per te la collaborazione con un brand estremamente iconico e, da sempre, radicato in differenti scene e movimenti culturali, come Carhartt WIP? E cosa significa, per Tatsuhiko Nishizaki, il concetto stesso di contaminazione?
“L’approccio in F.C. Real Bristol è sempre stato quello di muoversi attraverso culture e contesti differenti, per poi ricomporli. In questo senso, collaborare con un marchio come Carhartt WIP, da tempo profondamente radicato in culture diverse come la street culture stessa, la musica e lo stile, appare non soltanto naturale, ma inevitabile. Carhartt WIP è andato oltre la semplice reinterpretazione di forme tradizionali, incarnando la realtà della vita urbana e l’estetica intrinseca dell’abbigliamento funzionale. Dall’altra parte, F.C. Real Bristol ha continuamente valicato i confini tra finzione e realtà, tra sport e vita quotidiana, attraverso la cornice del calcio. Mettendo insieme queste due realtà, i background culturali e i sistemi di valori inscritti in ciascuna di esse sono emersi con maggiore profondità e spessore.”
Il calcio è, ormai, sempre più musa ispiratrice per il mondo fashion e streetwear. Dove speri possa condurre quest’affinità in costante ascesa? E come si vuole porre, all’interno dell’immaginario calcistico contemporaneo, la speciale collezione Carhartt WIP - FC Real Bristol?
“Negli ultimi anni, il calcio è diventato un’importante fonte d’ispirazione per la moda e lo streetwear. Tuttavia, più che come un fenomeno nuovo, lo vedo come l’emersione più chiara di aspetti culturali che sono sempre stati intrinseci a questo sport. Da ciò che si indossa negli stadi, allo stile personale dei giocatori, fino al fatto che si possa giocare ovunque con un solo pallone: il calcio è da sempre profondamente connesso allo stile di vita e all’espressione individuale. Credo che questo rapporto continuerà ad ampliarsi in modo sempre più naturale, e che i confini tra sport e quotidianità, così come tra funzionalità e moda, diventeranno sempre più fluidi. La collezione di Carhartt WIP e F.C. Real Bristol rappresenta una delle possibili espressioni di quest’evoluzione continua, dove sport, stile e street culture si intersecano. Semplicità ed espressione estetica si incontrano con la funzionalità e con la bellezza del movimento propria del calcio, e convergono in questa collezione. Attraverso questa sovrapposizione, smettiamo di parlare solamente di fashion: entra in gioco anche il senso delle storie, e dei valori che esse portano con sé. Nel dare forma all’immaginario del calcio contemporaneo, e di ciò che sarà in futuro, è naturale che questi differenti elementi convivano. In questo senso, più che qualcosa di straordinario, spero che questa collezione possa esistere come parte di una pluralità, offrendo un suggerimento discreto: ‘this kind of football wear works too’.”
Venerdì 10 aprile, giorno del lancio di questa speciale capsule collection, parteciperemo ad una speciale attivazione in quel di Milano, che vi racconteremo sui nostri canali digital. Per il momento, potete esplorare ulteriormente FC Real Bristol x Carhartt WIP a questo link (https://newsroom.carhartt-wip.com/f-c-real-bristol-x-carhartt-wip).








