Alcuni artisti usano i pennelli, altri le parole, Gozzilah ha scelto di modellare la sua visione attraverso le trame grezze della natura, le linee pulite dell’abbigliamento outdoor e lo spirito libero dell'aria aperta. Non si tratta solo di un progetto o di un'identità visiva, ma di una mentalità in cui arte e movimento si intersecano per sfidare i codici convenzionali
Fin dall'inizio, uno studio creativo tradizionale è sembrato troppo limitante. La natura incontaminata continuava a chiamare, e rispondere a questa chiamata è diventato essenziale. Ogni scalata, ogni corsa, ogni momento trascorso immerso nella natura modella l'approccio di Gozzilah al design, unendo funzionalità, movimento e autenticità. Più che una semplice presenza digitale, un modo di abbracciare la natura come musa e al contempo come linguaggio.
Le sue opere visuali vanno oltre le semplici immagini: fungono da portali per un mondo in cui l'elaborazione artistica incontra l'avventura. In questo spazio, gli indumenti diventano simboli di resistenza e la mente creativa è sempre in movimento, esplorando un'estetica futuristica e al tempo stesso radicata. Gozzilah è sinonimo di autenticità e di uno stile di vita che unisce l'espressione umana alla vastità dell'ambiente esterno.
Gozzilah è uno stato mentale, e coloro che vi si legano, che lo percepiscono veramente, capiscono che è più di un mero progetto creativo: è un vero e proprio testamento.





La vita parallela di un creativo outdoor
“Credo di essere stato un creativo sin dall'infanzia, un po’ come tutti i bambini. La differenza è che i miei genitori l'hanno presa sul serio. Hanno visto in me qualcosa, un istinto per l'espressione visiva, e mi hanno incoraggiato a esplorarla. La creatività è diventata una parte naturale della mia vita quotidiana, dando forma a tutto, dagli studi al lavoro, allo stile di vita. Ancora oggi, mi sento strettamente legato a quel lato giocoso e curioso del bambino che è dentro di me, cosa che molti perdono lungo la strada.
Mi sono trasferito a Parigi all'età di 10 anni, dopo la separazione dei miei genitori. In seguito ho iniziato a studiare alla École Boulle, specializzandomi in interior design in cinque anni, prima di entrare all'Ecole des Gobelins, una rinomata scuola di fotografia e animazione. Non è stato facile entrare, ma ne è valsa la pena.
All'inizio mi sono concentrato sulla fotografia, avendo già sviluppato forti competenze tecniche. Anche per questo ho trovato lavoro come fotoreporter per una rivista, è stata la mia prima vera esperienza professionale. Con il tempo, sono passato al 3D design e alla grafica, lavorando con agenzie e studi creativi prima di passare a collaborazioni freelance con studi VFX internazionali.



Uno status mentale all'insegna dell'outdoor
“Sono nato in una cittadina di montagna fuori Bordeaux e fino all'età di 8 o 9 anni sono cresciuto circondato dalla natura, dove mio padre lavorava come agricoltore, e questo legame precoce con la natura incontaminata mi ha segnato fortemente. Per questo motivo, quasi dieci anni fa, ho lasciato Parigi. Da quando Gozzilah è entrato a far parte della mia vita, mi sono concentrato sempre di più su questo progetto, allontanandomi dalla tradizionale vita da “grafico in studio”, che spesso mi sembra restrittiva.
Ora vivo vicino alla foresta di Fontainebleau, circondato da laghi e pareti rocciose. È un enorme parco giochi dove posso correre, arrampicarmi o semplicemente stare all'aperto. Anche in inverno, mi mantengo attivo almeno due o tre volte alla settimana. In estate, a volte trascorro intere settimane nella foresta, lavorando al mio iPad tra una sessione di arrampicata e l'altra. Questo è Gozzilah al 100%: creare in sincronia con la natura.
Fare sport è essenziale. Credo davvero che sia una parte fondamentale dell'essere vivi. Personalmente, non riesco a stare in una stanza per più di cinque o sei ore senza sentirmi in trappola”.


La combinazione perfetta
“Gozzilah è il luogo in cui la mia mentalità creativa e il mio amore per l'aria aperta si sono finalmente incontrati. La creatività è sempre stata al centro della mia vita, ma spesso si trattava solo di un processo mentale: concettualizzare, progettare, pianificare. Dall'altra parte, c'era il mio bisogno fisico di movimento: arrampicata, corsa, escursioni. Per anni questi due mondi sono stati separati. Con Gozzilah ho deciso di unirli.
All'inizio mi è sembrato rischioso mescolare il lavoro con qualcosa di così personale. Ma, ripensandoci ora, è stata la decisione giusta. Ho passato troppo tempo dietro a uno schermo, scollegato dalle esperienze all'aria aperta che mi ispirano veramente. Gozzilah mi ha riportato a qualcosa di più umano, più istintivo, più vivo.
Non vedo Gozzilah come qualcosa di personale, non sono io. È una visione, una mentalità, un mondo che mi si è rivelato nel tempo. Probabilmente è per questo che riesce a connettersi con le persone. Non si tratta di ego o di autoproclamazione; è qualcosa in cui tutti possono proiettarsi. Il suo anonimato crea una sorta di relazione, facendo sentire le persone parte di qualcosa di più grande. Uno dei miei obiettivi è riunire le menti creative del mondo outdoor, fashion e visual tramite Gozillah".


Il processo rende il lavoro magico
“Quando le persone vedono un'immagine di Gozzilah online, finita, non si rendono conto di quanto lavoro ci sia dietro. Vedono cinque o sei foto, ma di solito ne ho scattate più di 200, provando angolazioni, giocando con la luce, raffinando i dettagli. Ogni editing può richiedere dalle 20 alle 50 maschere su Photoshop.
Ma non mi è mai piaciuto concentrarmi troppo sull'aspetto tecnico perché, per me, rovina la magia. La gente ama Gozzilah per ciò che rappresenta. Se vedessero l'intero processo, il legame non sarebbe lo stesso. Ci sono molti tutorial su YouTube per chi vuole un approccio più “Behind the scene”. Non è questo l'obiettivo di Gozzilah.
Di recente sto esplorando nuove direzioni creative, come ad esempio lasciar vedere vestiti indossati, che accumulano sporco e segni di usura. Questo perché le comunità di arrampicatori sanno bene di questo aspetto e lo percepiscono in modo naturale, da decenni. L'usura dell'attrezzatura racconta una storia e io voglio portare questo senso del ‘trascorrere del tempo’ attraverso l’abbigliamento e inserirlo nelle mie immagini”.


Un approccio responsabile all'abbigliamento outdoor
“Molte persone pensano che l’abbigliamento outdoor sia entrato nel mondo della moda. Per me è l'esatto contrario: è l'industria della moda che è entrata nel mondo dell'outdoor. Ancora oggi, per me la funzionalità viene prima di tutto. Non lo faccio per tendenza. allo stesso tempo apprezzo la mentalità giapponese del costante miglioramento: non c'è un traguardo, ma solo un progresso. Per questo combinare Il design e l'estetica mi è sempre sembrato naturale. Un buon equipaggiamento per l'outdoor deve essere funzionale e visivamente accattivante.
Ciò che non condivido è l'approccio opposto, ovvero portare un'“estetica” outdoor nella moda solo per una questione stilistica. Non mi interessa indossare l'attrezzatura da escursionismo come un trend o usarla per avere un’affermazione sociale. Non si tratta di essere cool, ma di sentirsi a proprio agio con se stessi. Quando incontro qualcuno, spesso riesco a capire molto di lui solo guardando le sue scarpe. Vengono usate per le escursioni o solo per moda? Questa differenza dice molto.
L'industria dell'outdoor si sta evolvendo rapidamente, fondendo innovazione tecnica e creatività. Spero che il futuro si concentri sul riutilizzo dei materiali e sulla sostenibilità. Se riusciamo ad aggiungere una narrazione alla sostenibilità - dando agli indumenti una “patina umana” che mostri la loro storia - possiamo cambiare la mentalità dei consumatori. Less is More: comprare meglio, per comprare meno e sprecare meno”.


Collezionare per la cultura
“Questa parte di Gozzilah è un po' un paradossale: amo l’outwear e colleziono pezzi rari, ma cerco anche essere responsabile. Per me non si tratta solo di possedere oggetti, ma di condividere conoscenze e cultura con la comunità outdoor. Quando ho iniziato, non possedevo tutti i pezzi che vedete nelle foto. Si trattava di uno sforzo collettivo: io ed i miei amici mettevamo insieme le nostre attrezzature per creare più look possibili. Questa esperienza condivisa è stata parte delle fondamenta di Gozzilah.
Fra tutti gli accessori, gli occhiali da sole sono probabilmente l'elemento che definisce Gozzilah. Sono legati all'identità visiva e all'anonimato che mi piace mantenere. Ricordo ancora il mio primo paio di Oakley Frogskins, leggendari e indistruttibili.
Anche adesso, quando i brand mi chiedono di scegliere vestiti dal campionario, sono molto selettivo. Se qualcosa non mi piace, non lo prendo. Tutto in Gozzilah è radicato nella vera esperienza outdoor: arrampicata, trekking, trail running, bicicletta. Lo scopo del outfit viene sempre prima di tutto”.
Continuare a guardare avanti
“Prima di Gozzilah, ho sempre cercato un equilibrio tra creatività, vita all'aria aperta e l’essere un padre di famiglia. C'è voluto tempo, ma alla fine ho trovato questo compromesso. Ora sono in contatto con persone di tutto il mondo, colleghi appassionati di outdoor, brand e riviste. Ogni giorno mi sveglio con messaggi che mi ricordano perché amo fare quello che faccio.
Al momento ho diversi progetti in cantiere. Mi sta trattenendo dal pubblicare contenuti, aspettando il momento giusto. Anche se di solito mi piace condividere le cose subito, quando sono ancora fresche, capisco che ci vuole tempo per affinare le idee e le renderle davvero forti. Ed è proprio questo il senso di Gozzilah: spingersi costantemente oltre”.


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