Le prospettive di Basile Bertrand elevano il rapporto tra la religione calcistica e l’irrazionalità argentina

La passione argentina per ‘el Fútbol’ è racchiusa nel Nuévo Gasometro, la tanto paradisiaca, quanto infernale tana del San Lorenzo de Almagro. Nella casa del ‘Ciclón’, il rapporto tra l’anima sudamericana e il ‘Beautiful Game’ si esalta in tutta la sua sacralità, così come in tutta la sua illogicità. In concomitanza con i primi giorni di Copa América, ascoltiamo la testimonianza e osserviamo le immagini di Basile Bertrand, un fotografo francese che, grazie alla propria profonda cultura ultras, è riuscito a respirare l’aria della ‘Popular’: dove l’amore per il San Lorenzo diventa follia. Dove il calcio sudamericano si mostra in tutta la sua confusa magia.

Che percorso fotografico ti ha portato a ritrarre i tifosi del San Lorenzo?

“La fotografia e il calcio mi accompagnano da sempre. Ho scoperto la fotografia da piccolo, seguendo i miei amici al campetto o allo skatepark con la macchina fotografica. Solo a 17 anni, durante un viaggio con i miei genitori in Marocco, ho capito che volevo fare il fotografo documentarista. Poi ho studiato a Parigi, anche alla Ecole Nationale des Arts Décoratifs, e nel tempo libero mi sono messo a ritrarre gli amici nelle periferie. Da lì è arrivato con naturalezza il mondo dello streetwear, e da un paio d’anni ho iniziato a lavorare come fotografo professionista e a scattare campagne (Carhartt WIP, Maison Kitsuné, Salomon e K-Way sono alcuni esempi dei suoi clienti – ndr). Una parte della mia produzione fotografica, però, è sempre stata e continua ad essere connessa alla sottocultura ultras. Anni fa ero un grande tifoso del Paris Saint Germain, viaggiavo per tutto il Paese, e le gradinate hanno ispirato molte mie ricerche sui ‘tifosi’ italiani e sugli ‘hooligans’ inglesi... Poi ho smesso di seguire il PSG, ma la passione per l’universo ultras è rimasta”

Perché hai scelto il ‘Ciclón’ e come hai vissuto l’impatto con l’energia del Nuévo Gasometro?

“Le hinchadas argentine erano ovviamente parte delle mie ricerche. La rivalità e la storia di Boca e River sono fantastiche, ma sono molto note. Il San Lorenzo è qualcosa di differente. Quindi ho deciso di andare a studiare a Buenos Aires per alcuni mesi e, dopo aver visto due partite alla Bombonera, ho deciso di visitare il Nuévo Gasometro. Alla Bombonera era stato difficile fotografare, non ero circondato da un buon mood, mentre al Nuévo Gasometro c’erano delle vibrazioni differenti... Sono diventato ‘socio’ del club e sono entrato nella ‘Popular’. Le prime partite avevo un po’ di paura, perché non è semplice essere un fotografo tra quel tipo di tifosi. A Parigi, per esempio, non potrei fotografare in curva. L’atmosfera del Gasometro, però, è stata da subito incredibile. Tanti mi accoglievano parlando in spagnolo, mi chiedevano perché fossi lì, erano interessati. Dopo 4-5 partite avevo già degli amici. “Amiamo il calcio e amiamo lo stesso club”, mi dicevano, “Possiamo essere amici”. Per loro contava solo il fatto che sostenessi il San Lorenzo. Dopo aver costruito quel rapporto, ho cominciato a portare la camera senza problemi. Posso dire che ancora oggi mi sento tifoso del San Lorenzo”

Che tipo d’immagini hai voluto catturare e qual è il momento più iconico di questa tua esperienza calcistica argentina?</span

“Non esistono molti fotografi concentrati sulla cultura ultras o hooligan. Quindi non ho punti di riferimento o modelli da seguire. Dentro lo stadio cerco solamente di fotografare dettagli o istanti che nessuno ha mai visto. Il momento più significativo è stato sicuramente un bambino sollevato da suo padre. La storia di questo scatto è divertente, quando ho visto la scena per la prima volta non sono riuscito a fotografare... Ma un anziano tifoso mi ha visto e ha chiesto al padre di sollevare nuovamente il figlio. Il bambino avrà avuto meno di un anno... “Il ‘gringo’ vuole farvi una foto”, gli ha detto. Così il padre ha alzato in aria il figlioletto e ho potuto ritrarre quel momento magico. Quella scena rappresenta il mindset dei tifosi sudamericani, argentini e del San Lorenzo. Non so veramente cosa dire, ripensando a quell’istante di estasi calcistica”

San Lorenzo vs Boca Juniors

Photo credits:

Basile Bertrand

Testi di

Gianmarco Pacione