Scottie Scheffler ha vinto per la seconda volta l’Augusta Masters, indossando uno dei più preziosi e simbolici riconoscimenti sportivi

Tra il dolce abbraccio delle azalee in fiore, i pini maestosi e le fragili magnolie, i primi sussurri di aprile sono tornati a svelare un capitolo magico per gli appassionati di golf di tutto il mondo. Durante quattro giorni elegantemente stressanti e 72 buche di rarissimo valore, il terreno sacro dell'Augusta Masters Tournament ha celebrato, ancora una volta, la crème de la crème del golf internazionale, permettendole di danzare con il proprio epico destino.

Scottie Scheffler, 2024
Jon Rahm, 2023
Tiger Woods, 2019

Qui, nella Georgia, tra fairway santificati e green incontaminati, continuano a nascere leggende e a crollare i giganti. Qui, nel major più sublime, ogni massima impresa e minimo errore vengono cristallizzati per sempre negli annali sportivi. D’altronde il tempo ha insegnato che, all'interno dei confini consacrati dell’Augusta National Golf Club, i concorrenti si contendono non solo la vittoria, ma anche l'universalmente ambito abbraccio della ‘Giacca Verde’: simbolo trasversale d’immortalità golfistica, e non solo.

C’è chi associa questo luogo al Paradiso, chi ha dovuto bere rum per affrontare le sue pressioni, chi tra i suoi alberi secolari ha intravisto spiriti e fantasmi... Perché la ‘Giacca Verde’ e il logo Augusta delicatamente inciso sui suoi bottoni di ottone sono una testimonianza di tradizione, eccellenza e patrimonio che chiunque ha sognato, anche solo per un secondo, di poter toccare e indossare. Il valore di questo capo, realizzato in pura lana tropicale, trascende il mero valore monetario ed estetico, incarnando l'essenza del prestigio, e del mito.

Sergio Garcia, 2017
Dustin Johnson, 2020

Quest’anno un imperiale Scottie Scheffler è riuscito, per la seconda volta in carriera, a conquistare il major fondato nel 1934 e tutti i suoi intangibili significati. Scheffler non ha solamente messo in tasca un montepremi da capogiro (oltre 3 milioni di dollari), ma ha nuovamente ereditato lo splendore di un oggetto senza eguali e il peso della sua storia, sospesa nel tempo. “Non vieni all’Agusta per trovare il tuo Gioco. Vieni qui perché ne hai uno”, diceva il pioniere Gene Sarazen, e Scheffler ha dimostrato la grandezza del proprio Gioco, dominando le complessità cerebrali ed emotive di quello che, per molti, se non per tutti, è il torneo più arduo del mondo.

Poi, l’americano numero 1 del PGA Tour ha indossato la sua seconda ‘Giacca Verde’, commovendosi e confermando il suo status di socio onorario del club. Un passaggio elitario di consegne avvenuto, come da tradizione, per mezzo del vincitore della passata edizione, Jon Rahm, durante una delle più celebri e affascinanti cerimonie di premiazione. Questa galleria fotografica è un omaggio alla ‘Giacca Verde’ e al suo inestimabile prestigio.

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IMAGO / ABACAPRESS / ZUMA Wire / Xinhua

Filippo Libenzi