Circolarità e running si uniscono, nella mente e nel brand di Romain Trébuil, per generare dei prodotti rivoluzionari e un futuro migliore
Secondo l’ultratrailer Dean Karnazes il running insegna che perseguire una passione è più importante della passione stessa. Nel caso del co-founder di Circle Romain Trébuil, questo paradigma assume un senso ancora più profondo, perché nel suo ipertecnologico brand parigino la passione si trasforma in missione: una missione universale, in grado di connettere running culture, materiali avveniristici e sensibilizzazione attiva per aiutare le condizioni del nostro Pianeta.
Educare a come migliorare il RunningWear e, in senso allargato, lo SportsWear. Guidare una rivoluzione virtuosa con l’esempio. Se, come teorizza Circle, il ‘Progresso non è Lineare, ma Circolare’, sono la mente di Romain Trébuil e il lavoro del suo Team ad aver completato la prima curva nel, ancora oggi, tristemente utopico rapporto tra prodotti running e condizioni ambientali. La SuperNatural Runner, la performance shoe già esposta al Museo Olimpico e indossata dalla leggendaria ambassador Circle Marie-José Pérec durante Parigi 2024, per esempio, è il manifesto di questo progetto dedicato al ripensamento della sostenibilità e alla totale investitura della circolarità come processo unico e indispensabile per correre consapevolmente.
Grazie alla testimonianza diretta di Romain Trébuil, possiamo comprendere le origini, l’evoluzione e l’avvenire di un’idea nata per e con il running: un manifesto teorico trasformato in azione pratica, e già in grado di cambiare l’approccio alla Sport e Fashion Industry, dimostrando come pensiero, innovazione e sensibilità possano limitare, persino abbattere, l’impatto di ognuno di noi, e delle nostre passioni, sulla Terra.



LA GENESI DI CIRCLE - L’IMMAGINARIO DI ROMAIN TRÉBUIL
“Ho fondato Circle nel 2020. Ero già un imprenditore nella tech industry, ho avuto la possibilità di lanciare una mia company e ho voluto concentrarmi su un passion project. Lo sport è una parte fondamentale della mia cultura. Sono un amante dello sport in generale, soprattutto del running. Corro praticamente ogni giorno e partecipo a maratone. Mi piace competere, superare i miei limiti e condividere momenti con altri esseri umani legati da una comune passione. Da ragazzo ho sciato a lungo, anche partecipando ad eventi internazionali. Durante una di queste competizioni, a Cortina, mi sono fratturato in più punti una gamba, ma adesso non è altro che un ricordo… Nei weekend invernali continuo comunque a sciare. Il running è arrivato durante i miei anni universitari, il colpo di fulmine è stato con il cross-country e ho avuto la fortuna di partecipare ai campionati nazionali francesi. Poi, ho avuto una fase tennistica: m’interessava il lato mentale dello sport, la lotta contro te stesso e con i pensieri del tuo avversario… Durante quegli anni ho messo da parte per un po’ il running, per poi ritrovarlo in una forma differente.”
“Prima di Circle, lavoravo per un’azienda che mi faceva viaggiare molto. Ero praticamente ogni settimana in diverse parti del mondo. Non facevo un lavoro eco-friendly… Portavo ovunque le scarpe da running ed uscivo ad esplorare. Il running ti permette di fuggire dalle preoccupazioni e dagli stress quotidiani, e ti aiuta a scoprire posti nuovi. Per esempio, correvo 15, 20 km in ogni nuova città, per conoscerla meglio. Ora mi piace bilanciare la corsa solitaria alle uscite con crew e community. Prima di fondare il brand, mi sono preso del tempo per controllare quello che indossavo, dov’era fatto, e studiare alcune label. Mi ha scioccato constatare che quasi tutto l’apparel running venisse e venga ancora prodotto dall’altra parte del mondo, utilizzando plastica e petrolio. I capi che indossavo per correre non erano allineati con il mio commitment: prendermi cura dei luoghi dove corro, così come del nostro futuro. Nella running industry c’era e c’è l’opposto di ciò che amo e di ciò che amano tanti altri runner. Così ho deciso di lanciare Circle, concentrandomi su due concetti chiave: la performance e l’economia circolare garantita da prodotti interamente prodotti in Europa, utilizzando materiali organici o riciclati. L’ID del brand sta in questi due capisaldi.”


RUN TOWARDS A BETTER FUTURE, UN CLAIM UNIVERSALE PER AMBASSADOR UNIVERSALI
“Il claim Run Towards a Better Future è tutto. Vuol dire correre per un futuro migliore, essere consapevoli dell’impatto che può avere ognuno di noi. Questo non vuol dire che dobbiamo pensare solo alla sostenibilità: vuol dire che possiamo correre divertendoci e prendendoci cura del Pianeta. La running industry è interamente focalizzata sulla performance. Noi dimostriamo che è possibile pensare alla performance e, contemporaneamente, alla legacy ambientale. Non siamo perfetti, ma vogliamo spingere verso una direzione migliore, proponendo azioni semplici: come evitare capi in plastica e comprare, invece, dei prodotti virtuosi. Il concetto di circolarità, nel nostro caso, diventa una metafora esplicitata dall’immagine di una pista. La nostra filosofia è: brucia la pista, ma non il Pianeta.”
“Attualmente stiamo strutturando il nostro Ambassador Program. Prima di annunciarlo, volevamo creare valori forti, essere chiari sulla nostra missione, costruire un progetto consistente… Abbiamo anticipato gli ambassador ‘canonici’ con una call to action universale, proponendo ai runner di tutto il mondo di sottoscrivere un’application per rappresentare il brand nel quotidiano. Abbiamo ricevuto centinaia di mail in poche settimane, ora sono migliaia, e sono un chiaro indicatore del network internazionale che stiamo costruendo. Da un punto di vista pro, per il momento abbiamo selezionato dei giovani talenti francesi e li aiutiamo su vari livelli. Mettiamo loro a disposizione un ecosistema per migliorare nella performance, ma anche per aumentare le loro consapevolezze ambientali. Abbiamo coinvolto come allenatrice la più grande podista francese di tutti i tempi, Marie-José Pérec. Ha vinto 3 ori olimpici tra Barcellona ‘92 e Atlanta ‘96 sui 400 e 200 metri. Stiamo anche costruendo un impianto e una pista per il nostro Team. È un grande progetto che viaggia su binari paralleli rispetto al cosmo di runner day-by-day che ci rappresentano nelle città di tutto il mondo.”
“Proviamo a sostenere e a sensibilizzare menti positive, è l’ossatura del nostro brand. Chi si lega a Circle deve avere una particolare attenzione alla sostenibilità. Noi cerchiamo di evolvere questa inclinazione personale, di sostanziare l’impatto sociale e ambientale di ogni figura Circle. Questa filosofia dà senso alla nostra idea di running, perché Circle non è solo dei prodotti, è un movimento. È parte di una nuova generazione di brand che devono guidare una necessaria transizione. Per riuscirci, dobbiamo diventare grandi. E dobbiamo pensare anche al comfort, così come al design, per creare anche un altro tipo di emozioni nei runner. Alla fine, se il prodotto non è buono, nessuno ti sceglie.”



NON C’È INNOVAZIONE, O CIRCOLARITÀ, SENZA TECNOLOGIA
“Innoviamo molto e siamo orgogliosi di riuscire a fondere l’innovazione con la sostenibilità. È grandioso vedere partner con Woolmark che credono e investono nel nostro progetto. Ci dà un enorme senso di responsabilità, perché ogni partner crede nei nostri valori. Dobbiamo avere pazienza se vogliamo cambiare il mercato, ma ricordo quotidianamente al mio Team che ogni accordo e ogni partnership sono step verso un impatto e una rivoluzione maggiore. La tecnologia, anche alla luce del mio background, è cruciale per Circle. Per me l’ecologia è strettamente legata all’innovazione. Abbiamo creato una prima scarpa, la SuperNatural Runner, usando dei materiali che non esistevano in precedenza. L’abbiamo lanciata partendo da zero e costruendola insieme a partner innovativi. Abbiamo utilizzato rifiuti agricoli, per rendere la scarpa ultra-resistente e biodegradabile. Abbiamo anche sostituito il petrolio con materiale plant-based. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la tecnologia. L’innovazione è parte di ogni stadio del nostro lavoro.”
“La più significativa pietra miliare è stata la SuperNatural Runner. Come ho già detto, non esisteva nulla di simile prima. Sono orgoglioso di aver creato ciò che non c’era. Ci ha dato l’opportunità di cambiare il mercato. Anche se fallissimo domani, avremmo comunque lasciato un’impronta per sempre, perché tutt’ora siamo l’unico brand di running al mondo che è completamente votato all’ecologia. Lo certifica il fatto che la nostra scarpa è già stata inserita nel Museo Olimpico, prima ancora di entrare in commercio, a rappresentare il futuro dello sport.”



UNA RIVOLUZIONE CIRCOLARE E GLOBALE
“Abbiamo circa 100mila persone che entrano in contatto con la nostra community e i nostri Run Club di Parigi e Annecy attraverso i social. Nella capitale francese raduniamo 150 persone ogni settimana e anche loro fungono da nostri ambassador. Da un certo punto di vista sono numeri alti, ma non bastano. Un paio di mesi fa abbiamo avuto una grande attivazione anche a Londra: è un punto di partenza che verrà replicato in molte altre parti del mondo. È il piano per il nostro 2025, dove passeremo sicuramente dalla Corea del Sud, dall’Italia e dalla Germania. A Londra abbiamo fatto correre a 400 runner quasi 1000 km in 3 giorni… In queste social run condividiamo temi seri riguardanti l’eco-responsabilità e la circolarità, ma proviamo anche a divertirci, a toccare varie corde emotive. Serve tempo per spiegare il nostro punto di vista, e le persone hanno bisogno di emozioni per concederti tempo, e legarsi al brand. Per questo a Londra abbiamo anche fatto un evento speciale, chiamato ‘Pass the Baguette’ con Runlimited, dove abbiamo unito le nostre origini francesi alle crew locali, facendole correre una staffetta con delle baguette. Il concetto di circolarità si riferisce anche alle emozioni e al divertimento.”
“Ora vogliamo ingrandirci. Nel 2020, quando abbiamo lanciato Circle, avevo Parigi 2024 nella mente. Volevamo avere un posto lì. Ci siamo riusciti sia con il nostro shop nel centro della città, che con Marie-José Pérec, la nostra ambassador che ha portato la fiamma olimpica con le nostre scarpe. È stato un sogno. Il prossimo sogno sono i Giochi Olimpici di LA 2028. Stiamo già parlando con alcuni Paesi per imbastire dei progetti insieme e vogliamo portare i nostri atleti in America a competere. Soprattutto, vogliamo fondare una nuova generazione di brand running che portino l’eco-responsabilità al centro di ogni logica.”








