Il visionario fondatore di Norbit racconta il suo rapporto con l’elemento outdoor e l’immaginario sportivo, sublimato nella capsule a tema hiking sviluppata insieme a KARHU

La nuova frontiera dell’estetica è la funzionalità. Un assunto che può sembrare paradossale, ma che si esplicita e sublima nella ricerca di Hiroshi Nozawa e del suo avveniristico brand, Norbit. Non è un caso che le radici filosofiche di questo designer giapponese, capace di fondere bellezza, cultura e pragmatismo, attecchiscano nell’elemento sportivo. Non è un caso che hiking e pesca, ma anche vari sport d’azione, siano le pietre angolari alla base della sua opera progressista.

‘Field, Journey, Chill-out’, in questo claim dalle sembianze di haiku è instillata l’essenza di Nozawa, del suo rapporto attivo con l’universo outdoor e della sua visione fashion, che riecheggia nella speciale capsule collection ‘Have a Nice Hike’, prodotta in sinergia con KARHU. “Ho sempre pensato di non produrre dei semplici capi fashion”, confida Nozawa, “Quando disegno dei capi, penso ad essi come a degli strumenti che mi possano permettere di fare quante più cose possibili. Le scarpe waterproof, per esempio, nella mia visione hanno la stessa valenza di una canna da pesca. Tutto è funzionale, tutto gravita intorno alla funzionalità”.

Appassionato escursionista e pescatore, ma anche viaggiatore e contemplatore della natura, Nozawa trasforma quotidiane epifanie in design ibridi, che mettono in relazione la necessità di sopravvivenza e comfort dettata dalla natura, con forme e materiali innovativi anche per l’alta moda. “L’outdoor e le sue ramificazioni sono la mia grande passione. Per questo voglio che tutto ciò che disegno sia fruibile tanto da chi vive a contatto con la natura, quanto da chi sta in città”, continua Nozawa, spostando il focus su un altro tema a lui caro, la cultura sportiva, “Sono una persona ‘sport-minded’, amo gli sport d’azione come molti altri miei connazionali. Nella collaborazione con KARHU ho voluto rispettare l’enorme heritage sportivo di questo brand.  ‘Have a Nice Hike’ ruota intorno alla volontà di connettere la tradizione di un iconico marchio sportivo con i più alti materiali tecnici contemporanei”. 

Le parole di Nozawa definiscono un maestro dell’armonia razionale, un sapiente artigiano della materia che, dopo aver collaborato con celebri realtà nipponiche come Columbia Black Label e Snow Peak, oggi sta dedicando le proprie energie all’esaltazione di un paradigma funzionale, come nel caso di ‘Have a Nice Hike’. “La collezione ‘Have a Nice Hike’ si concentra ovviamente sul concetto di hiking. La funzionalità, in questo caso, è legata a molti dettagli, per esempio alle tasche. Non mi piace portare zaini o borse durante le escursioni, così ho deciso di aggiungere molte tasche sui vari capi, ponendo attenzione alla funzionalità dei tessuti utilizzati: uso spesso materiali elastici, sono essenziali per la comodità, ma in questo caso sarebbero stati inutili... Ogni parte del capo ha un proprio scopo preciso e deve essere pensata per raggiungerlo al meglio. Tutto deve avere una ragione”. 

“Questo tipo di processo creativo e stilistico si può attuare con qualsiasi sport o pratica fisica”, prosegue Nozawa, tornando ad immergersi nella propria cultura sportiva, “Penso allo snowboard, al surf, alla BMX... In futuro lancerò delle linee dedicate e ispirate a queste e ad altre discipline. Credo fermamente che i tipici capi sportivi e i tessuti più tecnici possano essere resi ‘fashionable’, per poi essere indossati anche nella vita di tutti i giorni”. Il futuro di questo sperimentatore e inventore di silhouette, però, non si limita alla direzione creativa di una nuova, futuristica dimensione fashion-sportiva, ma trascende nella volontà di lasciare un’eredità concreta e tangibile per le future generazioni. Quell’eredità che Nozawa appunta quotidianamente sul proprio, immancabile, sketch book: l’oasi cartacea dove ogni sua intuizione prende forma, ogni materiale viene già immaginato e ogni funzione viene già stabilita. 

“Il mio obiettivo è porre delle nuove basi per il mondo fashion, costruire i fondamenti del suo futuro”, conclude il designer giapponese, “Sarei felice se, tra un secolo, le persone stimassero ancora il mio lavoro e se le nuove generazioni comprendessero appieno i concetti che sto cercando di veicolare, per poi riproporli a loro volta. Questa è la direzione che ho intrapreso”.