Visitiamo l’intersezione di velocità, precisione e fashion, rappresentata dal connubio Y-3 - Mercedes-AMG PETRONAS F1, attraverso le suggestioni della direttrice creativa dietro la sua campagna e narrazione: SJ Todd
L’asfalto può sprigionare differenti forme di creatività ed espressione personale. Quelle garantite dalle monoposto F1 più veloci del momento, per esempio. Oppure, quelle ricercate dall’artigianalità progressista Y-3. Entità che, proprio sull’asfalto, hanno intessuto e continua ad arricchire un dialogo aperto, quello tra il Circus F1 e il fashion. Conversazione mai, come oggi, rilevante e stratificata.
In questo comune e reciproco scambio di energie, la sinergia Y-3 - Mercedes-AMG PETRONAS F1 non può che porsi in una condizione apicale. Eccellenze a confronto, o meglio, che confluiscono nei design di una collaborazione dal sapore chiaroscuro e vivido, dove il racing attuale e tre sue monumentali personalità – Toto Wolff, Kimi Antonelli e George Russell – mettono a confronto tracciato e strada, cultura sportiva e mitologia giapponese, dettaglio e performance.
Un’unione di mondi che ci siamo fatti illustrare dalla direttrice creativa incaricata di comporre la narrazione visuale di questa partnership, nonché un’esperta di lunga data dell’ecosistema che Athleta Mag stesso popola, quello delle pubblicazioni cartacee: SJ Todd.


From the Track to the Street. Quando hai ricevuto la richiesta di lavorare sul connubio Y-3 - Mercedes-AMG PETRONAS F1 che pensieri ti hanno attraversato? Cos’ha rappresentato e cosa rappresenta, ai tuoi occhi, il contatto tra queste due entità apicali, rispettivamente del mondo design e motorsport?
“La prima reazione, al di là del cercare di non soffermarmi troppo sulla portata della collaborazione, è stata concentrarmi su quanto sia incredibilmente ispirante la mentalità dei piloti. Il livello di concentrazione, continuità e sangue freddo che riescono a mantenere nel tempo ha qualcosa di, quasi, sovrumano. C’era, ovviamente, anche una forte gratitudine nel lavorare con due realtà così importanti, ma abbiamo cercato di trasformare quell’energia in qualcosa di concreto, senza sovraccaricarla di pensieri. Quella stessa attitudine è diventata il nostro punto di partenza, ed ha subito orientato la direzione narrativa. Abbiamo iniziato a lavorare su come tradurla in un linguaggio visivo, esplorando diversi approcci e possibilità di racconto capaci di offrire uno sguardo nuovo. Allo stesso tempo, la precisione e la cura del dettaglio tipiche di Y-3 e Mercedes-AMG PETRONAS F1 hanno alimentato ulteriormente questa direzione. È proprio questo senso di disciplina condivisa, questo rigore che arriva da due mondi diversi, ad aver reso la collaborazione così forte e significativa”
Toto Wolff, George Russell e Kimi Antonelli sono stati ritratti in una nuova, affascinante e vertiginosa, dimensione intergenerazionale. Com’è stato collaborare con personalità così riconosciute e, allo stesso tempo, differenti tra loro? E quanta consapevolezza estetica/fashion si ritrova, oggi, in figure sportive di questo calibro?
“Lavorare con loro è stato molto naturale, ma sempre con un altissimo livello di professionalità. Ognuno porta con sé una personalità molto definita, e per me è sempre stimolante confrontarmi con questo tipo di dinamiche. Le differenze non complicano il processo, lo arricchiscono: entrano direttamente nel racconto e nel risultato finale, rendendo il lavoro più stratificato, più vivo. Trovo altrettanto interessante il modo in cui atleti, musicisti e figure di questo calibro riescano a essere completamente presenti nel momento. Intorno a loro c’è un’enorme pressione, ma riescono a convogliare tutto in un unico punto, quello della performance. È qualcosa che offre prospettiva, e che fa emergere chiaramente il legame tra processo creativo e intenzione, tra ciò che ognuno porta nello spazio condiviso. La sensibilità per la moda, in realtà, c’è sempre stata: gli atleti più completi le hanno sempre dato spazio. La differenza oggi è quanto venga sostenuta e valorizzata. Brand come Y-3 stanno spingendo molto in questa direzione. Collaborazioni come questa non si limitano a raccontare un cambiamento, ma mostrano concretamente cosa succede quando questi mondi iniziano davvero a incontrarsi”


La capsule Y-3 - Mercedes-AMG PETRONAS F1 è popolata di oggetti dall’altissimo potenziale iconico. C’è stato un prodotto che hai particolarmente apprezzato o che ha avuto maggiore risalto davanti ai tuoi, esperti, occhi?
“Il bomber mi ha colpito immediatamente, fin dal primo momento in cui ho ricevuto la collezione!”
La tua direzione creativa non si limita a campagne di questo genere, ma tocca anche un panorama a noi molto caro: quello dei magazine. Quale pensi sia il valore aggiunto, da un punto di vista culturale, conferito dal navigare e operare in questo universo specifico? L’elemento sportivo come rientra nella tua esplorazione quotidiana ispirata dai media che dirigi?
“I magazine introducono una fluidità diversa nel modo di costruire immagini e video. È un processo più organico, più libero, soprattutto nelle dinamiche di collaborazione. Si crea uno spazio in cui le persone possono lavorare in modo diverso, e questo scambio finisce per influenzare anche tutto il resto. A livello personale, è importante sapere che due volte l’anno esiste un lavoro fisico, distribuito a livello globale. Ti permette di rallentare il ritmo e di collaborare con persone che stimi, da cui trai ispirazione. Continuare a curare la direzione artistica di mag è qualcosa che vivo come un grande privilegio”
Infine, una riflessione più ampia sul rapporto F1 - fashion. Avendo vissuto e plasmato in prima persona un capitolo essenziale nell’evoluzione di questo rapporto, come speri si evolverà nel futuro, anche grazie all’esempio virtuoso Y-3 - Mercedes-AMG PETRONAS F1?
“All’inizio del progetto la mia conoscenza della Formula 1 era piuttosto basilare. Però, ogni brief per me è un’opportunità per applicare uno sguardo nuovo, affrontando le cose da un’altra prospettiva. Y-3 e Mercedes-AMG PETRONAS F1 hanno reso possibile questo approccio, ed è stato davvero stimolante costruire insieme il processo. Avere punti di vista diversi all’interno della collaborazione è stato fondamentale. C’è stato un dialogo continuo, per fare in modo che tutto rimanesse coerente ma anche autentico. Più in generale, credo che il rapporto tra sport e moda continuerà a evolversi, e la Formula 1 è uno spazio chiave in questo senso. È stato interessante vedere George, Kimi e Toto entrare in relazione con il progetto, in parallelo al momento positivo del team all’inizio del campionato. Tutto sembra muoversi insieme, ed è una direzione molto stimolante”








