I volti e le testimonianze di chi celebra le sfumature dionisiache dell'universo Gravel

Il movimento Marmöl non ha nazione o forma precisa. Come il movimento Gravel. È un connubio di menti creative applicate al ciclismo e alla sua forma più romantica. Dove le cave del Marmo Botticino colorano ogni pedalata, la performance viene oscurata dall'estetica del territorio, dai suoi significati e dalla sua storia. Essere facce da Marmöl vuol dire essere amanti Gravel, certo, ma soprattutto esploratori contemporanei delle due ruote, viaggiatori pronti a scoprire, o a gustare nuovamente, le meraviglie di un luogo modellato dalla fantasia naturale, così come dal lavoro umano. Vuol dire preferire l'appagamento mentale, sociale e sensoriale all'effimero risultato. Vuol dire condividere dislivelli e dj-set, dando uguale peso ad entrambi. Ce lo confermano le parole e le suggestioni di alcuni protagonisti di Marmöl Gravel 2024.

Sami Sauri - Gravel explorer, founder of The W Collective

"È stata un'esperienza incredibile. Sarei stata per ore a guardare le cave. Marmöl ti dà la possibilità di vedere la meraviglia naturale modificata dalla presenza umana. E questo mix, qui, ha creato scorci pazzeschi. Non pensavo ci potesse essere così tanta gente. Ho incontrato amici che non vedevo da tantissimo tempo, perfino dei compagni di squadra di bike polo con cui giocavo a Padova 15 anni fa... Ho riso, sono stata bene e mi sono gustata la bellezza senza fretta: il perfetto chill domenicale. Eventi come questo non hanno la pressione della gara e possono semplicemente ispirare le persone. Per questo Marmöl è un format geniale. E per questo sono presenti tantissime ragazze, che qui possono comprendere il Gravel e migliorarsi edizione dopo edizione. Se il calendario me lo permetterà, tornerò sicuramente l'anno prossimo"

Omar Martinello - explorer, cyclist and hiking guide

"Sono un grande fan del mondo Gravel, perché trovo sia un perfetto punto d'incontro tra sport e stile. Ha un carattere preciso, ruvido, fatto di sentieri ed esplorazione, e sta coinvolgendo sempre più persone. Eventi come Marmöl mi permettono di scoprire nuovi e vecchi legami umani. Ogni volta sembra di tornare bambini e andare al campeggio estivo: sai che ti aspetteranno degli amici. Senza il concetto di community, il Gravel non sarebbe un fenomeno così unico. Marmöl è un format ideale per la condivisione di un'esperienza e perché combacia con il mio rapporto con il territorio. Sono un sostenitore delle esperienze a portata di mano, dal mio punto di vista sono le più belle. È la mia seconda partecipazione a Marmöl, ma di certo non sarà l'ultima. In fondo, bere vin brulé ai piedi di cave che sembrano cattedrali è un'esperienza fantastica"

Paolo Bettini - leggenda del ciclismo, GeoGravel Tuscany founder

"Da anni ho abbandonato il ciclismo agonistico e mi sono dedicato al Gravel. Ho fatto la mia carriera, anche abbastanza bene, ma ora il mio approccio alla bici è legato ai concetti di esplorazione e scoperta. Ed è sinonimo di Gravel. Ho corso tantissime volte in questo territorio, ma solo oggi ho avuto la possibilità di entrarci veramente dentro. Questa è la differenza tra ciclismo Gravel e tradizionale. La bici diventa un'opportunità di ritrovo, di festa collettiva. La transizione è stata facile, perché la bici per me è vita, ma soprattutto benessere. E scoprire pedalando ti fa stare bene. Gli eventi Gravel dovrebbero essere come Marmöl: gare non agonistiche in cui ci puoi sbagliare, perderti e orientarti, apprezzando ciò che ti circonda. Sto portando tutto questo anche nelle mie zone, in Toscana, con il progetto GeoGravel, ed essere qui mi aiuta a studiare, ad entrare completamente in simbiosi con un movimento che, fino a pochi anni fa, non avevo realmente compreso. Il connubio di festa, birre, panini, musica e meraviglia naturale rende il ciclismo un affascinante parco giochi. Io sto sviluppando quest'idea tra la costa etrusca e il Chianti: mi sono allenato sulle colline di casa per una vita, adesso amo farle scoprire ad altri"

Asja Paladin - ex ciclista pro, parte di Enough Collective

"Questa è la mia terza Marmöl. Ancora una volta sono qui con il mio collettivo, Enough. Dopo 20 anni di ciclismo agonistico, avere la possibilità di vedere tante persone che si divertono grazie al Gravel, di sentirle attorno a me, è semplicemente fantastico. Nel nostro gruppo siamo convinti che una bici sia abbastanza per rendere felice chiunque, e Marmöl conferma questo pensiero. Qui mi sento parte di Enough, ma anche di una community ben più grande. Il Gravel ha la forza di essere estremamente inclusivo, e sono entusiasta della folta partecipazione femminile... Tante ragazze, a volte, hanno solo paura di mettersi sulle due ruote: in realtà hanno solo bisogno della giusta chiave d'accesso per la cultura ciclistica. Il Gravel ed eventi come Marmöl giocano un ruolo fondamentale per cambiare le loro prospettive. Parlando del territorio, poi, spesso viaggiamo distante per scoprire cose, ma vicino a noi abbiamo luoghi altrettanto interessanti. Ecco perché giornate come queste sono una grande vittoria per il movimento"

Carlo Donadoni – Global Marketing Manager 3T

"3T supporta Marmöl dalle sue origini. E io ho avuto la fortuna di partecipare a partire dalla prima edizione. All'epoca ricordo di aver portato una macchina del caffè e di averli fatti per tutti. Oggi i numeri sono cresciuti vertiginosamente, ma la giocosità e, soprattutto, la qualità dell'evento non ne hanno risentito, anzi, progrediscono ogni edizione. 3T ha iniziato a produrre bici nel 2016 e abbiamo deciso di concentrarci su eventi 'grassroots', costruiti dalle e attraverso le community, evitando sponsorizzazioni a team pro. Eventi come Marmöl combaciano con la nostra filosofia e con il nostro posizionamento alternativo. Il suo successo ci gratifica. Abito a Bergamo, qui vicino, eppure non avevo mai visitato queste zone affascinanti. Radunare così tante persone qui e far scoprire loro le cave, divertendosi, è meraviglioso"

Dino Lanzaretti - extreme cyclist/traveler, trip creator

"Marmöl è oggettivamente qualcosa di unico. In passato mi è capitato di vedere immagini di cave su riviste o documentari, ma pedalare qui è stato bellissimo. Puoi osservare il disarmante impatto dell'essere umano sulla natura: un'impronta che in questa valle è estremamente affascinante. Le montagne solcate da queste lastre bianche, stratificate, mi hanno fatto pensare ad una vasta opera d'arte. Devo essere onesto, stanno nascendo tantissimi eventi Gravel, ma questo è uno dei pochi che continua a durare e crescere nel tempo. Marmöl coinvolge le persone giuste e offre tracce fruibili da tutti: questa formula è perfetta. Ho sempre pedalato per dirigermi verso un luogo. Qui, invece, ho pedalato per tornare nello stesso luogo, e mi è piaciuto. Mentre salivo tra le cave ho riflettuto su come sarebbe bello partire per primi e arrivare per ultimi, incontrando e parlando con tutte le persone... Questo è il primo approccio ideale ad una forma di ciclismo che poi può evolversi in esperienze più dure e difficili. È essenziale, e porterò con me tanta gente nelle prossime edizioni"