Grazie a KARHU abbiamo viaggiato nella storia dei Campionati Europei di atletica, e continueremo a farlo a Roma nei prossimi giorni

I Campionati Europei di Atletica sono dietro l’angolo. Grazie a KARHU, l’official supplier per il materiale tecnico dell’evento, abbiamo ritratto la storia del più importante palcoscenico atletico continentale.

Dai ‘Finlandesi Volanti’ a Emil Zátopek. La collana JOIN THE CHAMPS ci ha permesso di rivivere momenti apicali e leggende infinite. Il tartan europeo, d’altronde, ha celebrato alcuni dei miti più brillanti dell’atletica universale. E continua a farlo. Nell’attesa del primo “on your marks” dell’edizione romana, non vi raccontiamo un atleta, ma un simbolo: Emil Zátopek. Il mezzofondista e maratoneta cecoslovacco soprannominato ‘Locomotiva’, l’uomo in grado di superare i limiti del proprio corpo e dell’atletica stessa, divenendone una delle icone più venerate. Sono le sue imprese e le sue parole a guidarci verso Roma 2024.

Potete trovare altri articoli della collana JOIN THE CHAMPS qui, e nei prossimi giorni potrete seguire i nostri aggiornamenti digital day by day dallo Stadio Olimpico, dove saremo nuovamente al fianco di KARHU. Per il momento, buona lettura e buoni Europei.

"Non ho abbastanza talento per correre e sorridere insieme". Basta una frase per definire l'umile grandezza di un atleta unico. Emil Zátopek è stato più di un mezzofondista, ha rappresentato l'epitome dell'essere umano capace di superare i propri limiti. E i limiti della propria specie. Lo chiamavano 'Locomotiva', per una falcata ritmica, accompagnata da smorfie di dolore e sbuffi trasfiguranti.

Nacque a Kopřivnice, piccola cittadina della Moravia, dove incontrò la corsa per puro caso a 16 anni, lavorando per un'azienda di calzature. Ispirato dalla leggende del più volante tra i finlandesi, l'immortale Paavo Nurmi, cominciò ad azionare e perfezionare il suo passo sgraziato, rendendolo il più efficace al mondo. L'irrazionale climax ascendente delle sue performance delineò una sinfonia popolata di fatica e vittorie, culminata in un acuto impossibile, ancora oggi mai bissato. "Un atleta non può correre con i soldi nelle tasche", ripeteva Zátopek, "Deve correre con la speranza nel cuore e i sogni nella testa".

E nell'estate finlandese del 1952 speranza, cuore, sogni e testa si fusero per plasmare una delle più grandi imprese sportive della storia. Indossando KARHU, Emil 'il Terribile' monopolizzò i Giochi di Helsinki, vincendo i 5000 e i 10mila metri, segnando in entrambi i casi nuovi primati olimpici. Ma Zátopek non si limitò a questo, decidendo all'ultimo minuto di partecipare anche alla gara più iconica della rassegna a cinque cerchi, la maratona. L'allora rappresentante della Cecoslovacchia non aveva mai percorso, almeno durante una gara ufficiale, i 42 chilometri ispirati alle antiche gesta di Fidippide.

Passo dopo passo, vagone dopo vagone, la 'Locomotiva Umana' prima si agganciò al detentore del record mondiale Jim Peters, mantenendo lo stesso ritmo, poi, dopo un rapido scambio di battute, prese il volo verso la terza, inattesa medaglia d'oro e il terzo, ancora più scioccante, primato olimpico ottenuto in pochi giorni. Peters poi avrebbe raccontato che, passati i primi 15 chilometri, Zátopek gli domandò semplicemente come fosse il loro passo. "Too slow", rispose mentendo il britannico. Da quelle parole Zátopek si limitò ad accelerare, senza più voltarsi indietro.

"Se desideri vincere qualcosa puoi correre i 100 metri. Se vuoi goderti una vera esperienza corri una maratona", fu il commento dell'uomo eletto secondo plebiscito popolare come Greatest Runner of All Time. Quei giorni di gloria sportiva resteranno, con ogni probabilità, ineguagliabili. Un lascito di straordinaria potenza fisica, mentale e caratteriale. Un lascito destinato all'eternità di Karhu e dell'atletica intera.

Credits

IMAGO | Werner Schulze; WEREK; Pond5 Images

Riccardo Romani

Gianmarco Pacione