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Un’esperienza ligure per celebrare la sinergia tra Artcrafts e Norda Run, nel segno di Runaway ed Athleta

Esplorare la Riviera di Levante vuol dire esplorare un’oasi del trail, immergersi in luoghi ibridi, in scenari che fondono mare e montagna, asprezza e sublime. Vuol dire battere sentieri dall’anima millenaria, solitarie vene di terra che confluiscono in borghi capaci di attirare turisti da tutto il mondo. In quest’affascinante lingua ligure, Artcrafts ha deciso di celebrare la propria sinergia con Norda Run, creando insieme alla community, così come alla sempre-eclettica macchina organizzativa di Runaway, e alla nostra lente artistica, l’esperienza collettiva ‘Discovering Levante’.

La nostra galleria fotografica e le testimonianze di Simone Ponziani, CEO di Artcrafts International e Luca Podetti, founder di Runaway, ci raccontano il senso e la bellezza di questo viaggio collettivo, ispirato dalla musa del trail running.

SIMONE PONZIANI - Artcrafts International

Cosa significa per voi il fatto di celebrare un’acquisizione importante, come quella di Norda Run, con un evento di questo genere?

“Come Artcrafts abbiamo avuto la fortuna di trovarci al centro delle evoluzioni del mondo running e outdoor progressivo, negli ultimi anni, potendone leggere le dinamiche sia su un piano tecnologico che dell’impatto sul lifestyle. Per questo collaborare con un brand come Norda ci riempie di stimoli e motivazioni. Questo evento ha il significato di cercare un modo nuovo di interpretare il concetto delle community run (o social run) che è stato il fenomeno delle ultime stagioni, nel senso di una maggiore autenticità. Abbiamo visto spesso l’aspetto mediatico predominare su quello della socialità e dell’esperienza reale: modelli iper-tecnici testati in condizioni inadeguate, magari da influencer inadatti al ruolo o eventi dal sapore autoreferenziale ai quali partecipa un ristretto giro di habitué. Qui volevamo proporre un approccio più “core”, ovvero provare le scarpe più tecnologicamente avanzate del momento su percorsi in grado costituire un test significativo. Al tempo stesso riconnettersi con un ambiente naturale e paesaggistico unico, partendo in treno una domenica con la colazione al sacco, scelta che ha un senso non casuale nel progetto Norda Run in Italia. Meno “scena” e più esperienza vera. Il post-corsa con bagno in mare collettivo e focaccia in spiaggia, in questo senso, è stato un momento significativo dell’approccio autentico all’esperienza”

Che tipo di messaggio vuole lanciare il fatto di esservi legati, in quest’occasione, ad una community come quella di Runaway e ad un media come Athleta Mag?

“Runaway è il negozio che per primo ha puntato sulle espressioni più evolutive del running, proponendo brand spesso in netto anticipo sul mainstream. Inoltre, interpreta in modo esemplare il ruolo di animatore della community locale, fondamentale per gli specialty-store indipendenti. Non è un caso che sentiamo citare il suo nome nelle conversazioni con i nostri referenti dei brand internazionali. Athleta Mag è il media che esplora in modo unico e autorevole non solo l’aspetto tecnico dello sport ma i legami tra questo e le culture di riferimento, aggiungendo chiavi di lettura concettuali ed estetiche sempre nuove per raccontare il ruolo dello sport nel costume e negli stili di vita contemporanei. Non potevamo che partire da questo binomio per introdurre un brand portatore di un messaggio autentico come Norda, che è stato in grado di creare attorno a sé in un tempo brevissimo un seguito di utilizzatori che si riconosce nei suoi stessi valori”

Ci vuoi già svelare quali potranno essere i prossimi passi nello sviluppo di questo brand sul territorio italiano a livello di eventi/community ecc?

“Al momento ci sono molti progetti ancora in fase di definizione. Il brand ha un’identità estremamente definita che è quella di rappresentare il meglio che si possa ottenere in una calzatura da trail-running utilizzando i migliori materiali, la progettualità più sofisticata ed il testing più approfondito. Questa chiarezza nella visione è il filtro attraverso il quale definiamo le scelte operative e che, in campo marketing, viene utilizzato più che la pianificazione ossessiva. Un punto fermo, tuttavia, è senz’altro la primavera del 2025, con il lancio del modello 005 mostrato in anteprima a Chamonix lo scorso agosto. Per l’occasione, il fondatore, Nick Martire ci raggiungerà in Italia per partecipare ad una serie di iniziative di comunicazione.”

LUCA PODETTI - RUNAWAY

‘Discovering Levante’, da cosa nasce questo concept e quali sono, a tuo avviso, le unicità di questo evento?

“L’idea è nata perché Artcrafts voleva espandere l’immagine di Norda Run in Italia, visto che dalla FW ’24 ne è distributore. Quindi, abbiamo pensato di organizzare assieme a loro un evento. La nostra idea è sempre quella di non fare un semplice test prodotto, ma di offrire un'esperienza ai nostri clienti. In questo caso, abbiamo cercato di coinvolgere alcuni di essi, per fidelizzarli ulteriormente, e anche dei ragazzi che fanno parte della nostra crew: alcuni sono frequentatori abituali di Runaway, altri si sono uniti a noi per la prima volta. L'idea della Liguria è nata da Carlo Pioltelli (socio di Luca Podetti in Runaway), perché è una zona che a Novembre si prestava bene sotto vari punti di vista: temperature, clima, collegamenti con Milano via treno... L'esperienza è stata veramente bella, abbiamo unito mare, montagna e natura locale: questi sono gli aspetti fondamentali della corsa, in particolare del trail running, e coincidono anche con il mood di Runaway. Ci piace promuovere la corsa in scenari naturali e offrire questo tipo di esperienza, all'aria aperta, in posti belli e lontani dalla città, luoghi ideale per gli amici di Runaway”

Che tipo di esperienza volevi far vivere ai partecipanti? Visto il tuo costante impegno nell’organizzazione di eventi, com’è essere impegnati nella creazione di concept applicati al running?

“Vorrei sempre offrire un'esperienza diversa dalle altre, ai ragazzi che invito, un qualcosa d’intenso, ma soprattutto reale. Non voglio finzione, o che le persone vengano solo per prendere dei gadget e farsi selfie. Il mio desiderio è che si portino a casa un ricordo, quindi non una foto ricordo, ma un ricordo che possono conservare nella mente. E che tutti possano conoscere nuove persone, facendo sport insieme. Organizzare questo tipo di eventi per me è molto stressante, lo dico onestamente. Soprattutto il giorno dell’evento ho sempre paura che qualcuno si faccia male e spero che tutto vada bene: poi, vedere le facce soddisfatte e ricevere tanti messaggi di ringraziamento nei giorni seguenti è la cosa che più mi piace e mi appaga: è il motivo per cui faccio questo lavoro, il motivo per cui ho aperto Runaway insieme a Carlo e Filippo. Runaway non vuole solo vendere scarpe: ovvio, è il nostro core business, ma tutto quello che sta dietro ad esso fa sì che Runaway si evolva costantemente, contraddistinguendosi dalle altre realtà italiane”

Runaway, Athleta, Artcrafts e Norda Run, cosa significa per te aver creato questo tipo di sinergia specifica? E, in generale, quanto valore ha per Runaway unire realtà/entità diverse in ogni evento?

“Creare una collaborazione con Norda Run, Artcrafts e, aggiungerei, Mauten, che ci ha aiutato con le barrette gel-gadget, è stata una cosa abbastanza naturale. Quando Norda Run è entrata nel mercato europeo, siamo stati il primo negozio tecnico ad avere questo brand, quindi conosciamo benissimo Nick e Willa Martire, i due fondatori. Abbiamo fatto degli eventi assieme direttamente con loro e ci ripeteremo nel 2025, con la presentazione di una nuova scarpa ad aprile. È un brand che funziona molto bene per Runaway: per come siamo fatti, per quello che proponiamo, e perché parliamo sempre di ottimi prodotti. Poi, fare questi eventi insieme ad Athleta per noi è ovviamente un motivo di orgoglio, perché Athleta è una realtà consolidata, riconosciuta a livello internazionale, non solo italiano. Vedo il vostro media come un punto di riferimento per quanto riguarda lo sport e sua comunicazione”