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La nostra gallery fotografica accompagnata dalle parole dei partecipanti a questa speciale esperienza trail

Monasteri benedettini e inaccessibili insenature. Visioni di Mar Ligure e atavica vegetazione. ‘Discovering Levante’ è stato un viaggio sensoriale, una galleria fotografica tridimensionale, ispirata dalla fusione tra l’atto pratico – ed esplorativo - del trail running, e lo spartito naturale di un tanto impervio, quanto incantevole tratto d’Italia. L’esplorazione di questa Riviera è stata un’esperienza sociale e sportiva, un pellegrinaggio teorizzato dalle fervide menti Runaway e volto alla celebrazione della sinergia tra Artcrafts International e Norda Run.

Le nostre lenti hanno ritratto una faticosa spedizione nella meraviglia, popolata da runner consapevoli non solo dello sforzo, ma dell’essenza del trail, specie se applicata a luoghi capaci, addirittura, d’ammaliare la penna e il pensiero di Eugenio Montale. Abbiamo raccolto alcune delle loro testimonianze, tuffandoci nel simbiotico legame tra natura e running. 

Santa Margherita Ligure, Camogli, Portofino... Che sensazioni hai vissuto immergendoti in questo percorso?

Max Della Porta: “Questo percorso sul monte di Portofino è stato uno spettacolo, uno spettacolo della natura. Parliamo, secondo me, di uno dei posti più belli d'Italia dove fare trail. Abbiamo attraversato degli scorci che davano sul mare, dei passaggi tecnici... Una corsa up and down stupenda”

Aurora Motti: “Ho vissuto delle sensazioni vere, vive, mi sono sentita bene a contatto con una natura che ha catturato la mia attenzione. San Fruttuoso e, soprattutto, questa stagione hanno ispirato i miei occhi: parlo della tangibile transizione tra estate e autunno, dei colori pazzeschi che, vissuti in un momento così conviviale e intenso, sono risultati ancora più magici”

Alessio Conti: “Mi hanno attraversato bellissime sensazioni. Non avevo mai fatto questo percorso, e avere continuamente il mare da una parte e i monti dall’altra è una cosa rara, caratteristica della Liguria. È stato unico sbucare a San Fruttuoso... Un momento emozionante. Ero abituato ad arrivarci col traghetto, quindi con un mezzo un po' più comodo! Oggi è stato più faticoso, ma sicuramente molto più significativo”

Beatrice Bianco: “Ho trovato pace nella natura, anche perché non facevo trail da qualche settimana. Sono già stata in Liguria, ma non avevo mai avuto modo di scoprire la sua parte montuosa. Abbiamo attraversato scorci incredibili... La natura, qui, mi ha regalato tanto: penso per esempio al suono del mare, che abbiamo ascoltato quando ci siamo fermati in spiaggia. Dà una pace incredibile, come il rumore dei passi tra i sentieri”

Ingrid Thoresen: “La natura qui è fantastica. Vivo a Milano, ma sono norvegese, quindi non sono abituata ad ammirare questo tipo di scenari in questo periodo dell’anno. È stato un percorso mozzafiato, quasi irreale per quanto tutto fosse calmo... A Novembre, il mio Paese non ha questi grandi contrasti di colori, poi nevica e fa freddo, quindi mi sono sentita fortunata”

Edoardo Rossano: “Correre vedendo costantemente il mare è qualcosa di magico. Ricerco questo tipo di sensazioni quando faccio le mie uscite trail o scelgo gare specifiche: lo scenario naturale è uno di quei dettagli che fanno la differenza. Avere questi traversi boschivi, con le rocce un po’ aguzze e la vista sul Mar Ligure, è stato decisamente evocativo”

Valeria Rocchetti: “Difficilmente avrei pensato di correre a Novembre con questo tempo. Quest’area è il perfetto connubio tra mare e montagna, e mi ha comunicato un senso di libertà difficile da provare altrove. C'era tanto silenzio, eravamo tutti immersi nel momento, nel presente. Vivo lontano dal mare, tra tutti i pro e i contro della città, e unire mare e bosco mi ha trasportato in una dimensione senza paragoni”

Aurora Motti
Alessio Conti

In queste zone la natura sa essere tanto aspra, quanto sublime. Nella tua vita che rapporto si è instaurato tra running e natura? Che tipo d'influenza hanno l'uno sull'altra e come hai vissuto questo connubio, qui?

Max Della Porta: “Sono un chirurgo, e il running è la mia valvola di sfogo. Smonti dalla notte, hai dovuto prendere decisioni pesanti, di vita o morte, e sei carico di sensazioni negative... Negli anni, ho capito che avevo bisogno di evadere, trovando posti in natura che, abbinati alla fatica fisica, mi potessero dare positività. Oggi, questo connubio mi permette di essere un chirurgo più sereno, preparato anche da un punto di vista fisico: la chirurgia, d’altronde, non è solo un lavoro mentale”

Aurora Motti: “Sono sempre stata molto legata alla natura. La montagna è il mio elemento, ma anche il mare è parte della mia vita e del mio percorso, sia da un punto di vista umano, che sportivo. Alla luce di questo, posso dire di aver vissuto ‘Discovering Levante’ in modo intenso, ma anche con delle pause che hanno reso la scoperta di questo territorio più piacevole. Sapevamo che non sarebbe stata una gara, ma un momento di condivisione, dove poter godere di ciò che ci circondava...”

Alessio Conti: “Sono abituato a correre su strada, sui Navigli. Il panorama che vedo alle 6 di mattina, con la nebbia, è abbastanza complesso da ammirare... Il trail running per me è un modo per rompere questa routine, la monotonia della quotidianità milanese. Mi dà stimoli diversi. Il colore di Milano è uno: il grigio, in tutte le sue sfumature. Qui, invece, abbiamo avuto da una parte il blu del mare, dall’altra il verde della montagna e degli ulivi che abbiamo attraversato... Ho respirato un’altra aria, ed è stato un altro correre”

Beatrice Bianco: “Ho scoperto il trail running da due anni e, appena posso, mi concedo weekend fuori dalla città. Ho fatto almeno dieci anni di corsa su strada, ma grazie a Runaway e a causa di un infortunio mi sono dedicata a questo universo sportivo. Vado più piano, guardo l’orologio quando voglio, mi godo i paesaggi e faccio viaggi mentali. La natura mi rilassa e si associa alla perfezione al running, la loro unione mi permette costantemente di cercare ed esplorare posti nuovi”

Ingrid Thoresen: “Running e natura, nel mio caso, vanno a braccetto. Sono cresciuta in una piccola città, anzi, in un villaggio delle montagne norvegesi. La natura è stata, fin dall’infanzia, parte di me, e ho sempre sentito il richiamo delle vette. La connessione tra dimensione naturale e running mi regala semplicemente pace mentale. È una sorta di terapia, che mi aiuta a spezzare dai difficili ritmi lavorativi”

Edoardo Rossano: “Nella mia vita, il rapporto tra running e natura è qualcosa d’indissolubile, diciamo che non esiste l'uno senza l'altra. Non sono un tipo d'asfalto e da corsa su strada, prediligo sempre le corse sui sentieri, proprio perché amo la natura e amo immergermi in essa”

Valeria Rocchetti: “La natura è un elemento che ricerco sempre. Può darti tantissimo e, allo stesso tempo, può metterti in situazioni complesse. Si può apprezzare e vivere in modi diversi: nel mio caso, questo rapporto è legato al contatto con ogni luogo, un legame che si amplifica nei posti dove sono cresciuta. La forza del running, dall'altra parte, è data sicuramente dalle persone, dal senso di community che questo sport porta con sé. Il loro mix è perfetto”

Beatrice Bianco
Edoardo Rossano

‘Discovering Levante' è, in qualche modo, una declinazione del costante processo di scoperta legato al running. Cosa ti ha permesso di scoprire questa disciplina nel corso del tempo? E cosa senti di aver scoperto in questo evento?

Max Della Porta: “Conoscevo bene la zona e devo ringraziare Luca Podetti di Runaway, perché mi ha chiesto di tracciare questo giro, stabilendo insieme che luoghi toccare. Sto scoprendo quanto mi piaccia giocare un ruolo da tracciatore, organizzatore o collaboratore in queste occasioni... Far scoprire un territorio come la Riviera di Levante ad altre persone e portarle qui a correre è un qualcosa che assume significati particolari, e che nessuno può fare da solo”

Aurora Motti: “La corsa mi ha aiutato a scoprire me stessa, i miei limiti e, soprattutto, come questi limiti possano essere superati grazie alla perseveranza. Il running ha evoluto la mia mente. Ogni uscita è una terapia. In questo evento ho scoperto, prima di tutto, che la compagnia è importante quanto la corsa stessa. La compagnia riesce a rendere più uniche le sensazioni che si provano”

Alessio Conti: “Il trail running m’insegna che ogni volta tutto è diverso. Come ho già detto, vengo da una realtà metropolitana in cui mi alzo la mattina, esco a correre e tutto è piatto. Quando faccio queste uscite, vedo che c'è molto di più. Paradossalmente sono originario di Recco, di queste zone, ma non avevo mai fatto questa traccia. È stato un momento di scoperta, di esplorazione di un luogo che avrei dovuto conoscere... Questo ha reso l’esperienza ancora più interessante. Sono sicuro che tornerò su questi sentieri”

Beatrice Bianco: “Correndo ho imparato a non mollare. Per esempio, oggi avevo dei dolori alla pancia e la mia mente mi chiedeva di fermarmi dopo pochi chilometri... Mi ripetevo che ero stanca, che avevo dormito poco, e che non ero obbligata a proseguire, ma il running mi fa tirare fuori sempre qualcosa in più”

Ingrid Thoresen: “Il running mi dà la motivazione di continuare, soprattutto quando partecipo ad eventi come questo. Mi è capitato di avere dei momenti di on-and-off, ma ora la mia speranza è di creare una continuità nel mio rapporto con questo sport. Mi sono recentemente iscritta ad una gara trail sulle Dolomiti, che si terrà nel 2025, quindi ora sto lavorando su quest’obiettivo e sono decisamente eccitata dall’idea di competere”

Edoardo Rossano: “Trail e corsa su lunghe distanze mi hanno fatto riscoprire una disciplina sportiva, così come lo stare alle regole della sofferenza e dello sforzo, e ad abbracciare tutto quello che viene: nelle gare, come nella vita. ‘Discovering Levante’ mi ha portato su sentieri che non avevo mai fatto prima. Ero già stato a San Fruttoso, ma arrivando dall'altro versante, da Camogli... Oggi abbiamo fatto un giro più stiloso”

Valeria Rocchetti: “Attraverso il running si creano connessioni. In giornate come questa, mi rendo conto di essere circondata da persone che hanno la mia stessa sostanza. Non sono solo occasioni sportive, ma sociali. Spesso smette di essere una questione di competizione, numeri, minuti, secondi, e diventa un fatto di community: di rimanere indietro, aspettare e incitare gli altri. Questo è quello che dovrebbe dare qualsiasi sport”

Ingrid Thoresen
Max Della Porta

Il claim di Norda Run, brand protagonista di questo evento, è particolarmente evocativo: A RUN CAN LAST FOREVER. Che significati assume, qui o nella vita, questa frase?

Max Della Porta: “Il claim di Norda è assoluta poesia, perché tutti noi runner sappiamo che una corsa ti può accompagnare e può durare per sempre. Basta avere un paio di scarpe. Puoi avere congressi oltreoceano, vacanze familiari o chissà cosa, ma in ogni momento puoi staccare la tua mente e rilassarti. Quando corro la mattina presto, arrivo in ospedale con tutto un altro umore. La stessa cosa vale per quando rientro a casa e sono teso per la giornata lavorativa... Se vado a correre, anche solo per mezz'ora, ho un approccio completamente diverso alle dinamiche familiari. La corsa è una compagna per sempre, è quasi una moglie”

Aurora Motti: “Per me era il primo evento di trail running sia con Runaway, che con Norda Run, ed è un qualcosa che rimarrà con me per sempre. Poi, siamo stati in un posto pazzesco, sarà un ricordo indelebile...”

Alessio Conti: “Questa, per me, era una prima volta, e non avevo mai affrontato un percorso a soli 10 minuti da casa mia. Ho scoperto qualcosa che, altrimenti, non avrei mai avuto modo di provare sulla mia pelle. Quindi, ricorderò sempre questa prima esperienza con Norda Run e il team Runaway”

Beatrice Bianco: “È una frase vera, perché gare ed esperienze come ‘Discovering Levante’ diventano parte di te. C’è sempre qualcosa di speciale, qualcosa da interiorizzare: il running regala sensazioni che arricchiscono il cuore. In fondo, puoi ricordati anche una corsa normale, fatta in città, anche se questo capita più raramente...”

Ingrid Thoresen: “Identifico questa frase con lo stato di flow che vivo grazie al running, quel momento in cui le tue gambe si muovono per te, senza ricevere ordini dalla mente. In istanti simili, ti senti fluttuare... Ed è la migliore sensazione del mondo”

Edoardo Rossano: “Vivo la corsa in questo modo, ricercando la costanza sulle lunghe distanze e un tipo di sforzo che si protrae nel tempo... È un continuo mix di lavoro e dedizione atto a costruire la tua migliore forma fisica, e il tuo migliore stato mentale”

Valeria Rocchetti: “Per me la corsa è libertà, è entrare in una dimensione dove posso permettermi di non pensare. La corsa può essere solitaria o collettiva, nella natura o in città, competitiva o meno, ma in ogni caso è un tassello di un mosaico molto più grande e articolato: un mosaico che mi fa sentire libera per mezza giornata, per un’ora, anche solo per 35 minuti. È un qualcosa d’impagabile”

Valeria Rocchetti