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Tradizione, eleganza e bellezza equestre si palesano in una manifestazione di culto e in uno scenario eterno, Villa Borghese, in grado tanto di esprimere, quanto di alimentare il patrimonio culturale insito in una pratica senza tempo

Posi gli occhi sulla raffinata comunione di cavalieri, amazzoni e cavalli. Movimento duale e unico. Forza armonica: muscolare e cadenzata. Ipnosi. Poi, allarghi il campo visivo, ammirando l’ovale Piazza di Siena: meraviglie botaniche e architettoniche a circondarla, fontane zoomorfe a rinfrescarla, alberi monumentali ad ombreggiare salti ritmici, dipinti da chiome ordinate.

Potrebbe essere inizio ‘900 o un futuro distante chissà quanto, pensi, lasciandoti abbacinare dalle variazioni morfologiche di questa porzione di Villa Borghese, dalla danza dei suoi ibridi protagonisti, dal fiato sospeso di migliaia di spettatori. Eppure è il 2026, nel cuore della Città Eterna. È l’anniversario secolare di un evento i cui apici, la leggendaria Coppa delle Nazioni e l’illustre Rolex Gran Premio Roma, appaiono come sinonimi di lignaggio e significanza globale. Di magia equestre.

La magia ritratta dalla lente di Kiara Cherubini.