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Grazie a Cisalfa Sport siamo entrati nell’universo Special Olympics Italia, scoprendo l’inesauribile missione virtuosa di quest’associazione, e il valore illimitato dell’elemento sportivo

Non esistono confini tra il campo dello sport e quello della vita. Esistono principi, consapevolezze maturate sulla pista, così come sul parquet o in altri scenari sportivi, e riproposte nell’esistenza quotidiana. Sono insegnamenti universali, emozioni che si traducono in coraggio, in obiettivi apparentemente irrealizzabili, in forme d’indipendenza che solo il virtuoso meccanismo dell’inclusione attiva riesce ad innescare.

In questo intreccio di sforzo collettivo e sviluppo individuale risiede la missione di Special Olympics, e la visione Cisalfa Sport: un ‘match in heaven’, come lo definirebbero oltreoceano, nato un anno fa dalla volontà comune di sensibilizzare il più ampio pubblico possibile al valore sociale, oltre che atletico, dello sport unificato. Un impegno declinato in forme differenti, dalla fornitura di abbigliamento e divise al supporto di eventi su scala nazionale ed internazionale, ma plasmato e sospinto da un’immutabile matrice.

La matrice della “comunanza valoriale e della promozione di una cultura sportiva sempre più aperta e inclusiva”, afferma Alberto Fiasconaro, Direttore Marketing Cisalfa Group, “Lo sport crea benessere, questo è il nostro credo aziendale. Quindi, siamo decisamente orgogliosi di promuovere nel nostro quotidiano l’attività fisica a tutti i livelli, e in tutti gli ambiti della vita”. “Per questo abbiamo intrapreso un percorso di diffusione della cultura dello sport”, continua Fiasconaro, “Un percorso che va oltre la vendita o la commercializzazione di prodotti per praticarlo, ma che significa diffondere i principi e le responsabilità che ne scaturiscono. Per sé stessi e per gli altri. Da ciò deriva la decisione di connetterci a Special Olympics”.

Un’azienda leader per un’associazione leader, dunque, che da oltre mezzo secolo riesce nella duplice impresa di modificare paradigmi sportivi e sociali, arrivando spesso, addirittura, a cambiare intere vite. 

“Il movimento è stato fondato nel 1968”, racconta Alessandra Palazzotti, Direttore Nazionale Special Olympics, “Special Olympics è nato dall’esigenza della famiglia Kennedy e dalla visione specifica di Eunice Kennedy Shriver. Sua sorella Rosemary aveva una disabilità intellettiva. Dopo aver preso atto dell’effetto positivo che il gioco e lo sport avevano su di lei, Eunice ha deciso di creare nuove opportunità per persone con disabilità fisico-intellettive. All’epoca, molte tra loro venivano rinchiuse in istituti-lager, dove erano costrette a vivere in condizioni terribili. In quel tipo di contesto storico, Eunice Kennedy Shriver ha raccolto un comitato scientifico e ha lanciato un progetto che in oltre mezzo secolo è riuscito ad attecchire in 200 Paesi. In Italia è presente dal lontano 1983...”.

E la presenza di Special Olympics tocca concretamente la società su vari livelli, costituendo un mosaico ideale fatto di atleti, allenatori e volontari, dove tutto differisce dall’assistenzialismo, concentrandosi sulla giusta, vera competizione e, allo stesso tempo, sul naturale apprendimento individuale e collettivo. Un mosaico supportato dalla sensibilità di partner come Cisalfa Sport, che nel vasto spettro Special Olympics, e del suo tessuto umano privato di limiti e barriere, vede l’Italia del futuro.

Per comprendere il futuro partiamo dal presente, dalla voce di chi sta investendo le proprie energie, il proprio pensiero e i propri ideali in una prospettiva che ha già rivoluzionato il mondo, ma non può e non vuole fermarsi ai già eccezionali step raggiunti. Sono le parole di Alberto Fiasconaro, Direttore Marketing Cisalfa Group, Alessandra Palazzotti, Direttore Nazionale Special Olympics, Alessandra Sanna, Coordinatore Nazionale Atletica e Coach Special Olympics, e Marco Petrozzi, Coordinatore Nazionale Pallacanestro e Coach Special Olympics. Le loro testimonianze e la nostra speciale galleria fotografica dedicata ad alcuni atleti Special Olympics (divisi tra atletica e basket) ci permettono di comprendere il valore dell’esperienza Special Olympics, ma anche i paradigmi e i capisaldi universali di quest’associazione.

IL SUPPORTO. La filosofia Special Olympics non potrebbe incidere sul territorio, specie su quello italiano, senza il sostegno di realtà affini a livello valoriale. La sinergia con Cisalfa Sport è la dimostrazione di una partnership che da un lato permette l’organizzazione di eventi di portata nazionale ed internazionale, crocevia essenziali per l’intero operato dell’associazione, e dall’altro certifica il suo ruolo nella società, condividendone ideali e propositi.

“Il concetto alla base del rapporto tra Special Olympics e Cisalfa Sport è quello di fare realmente squadra insieme. Cisalfa ci dà la possibilità di fare cose che mai avremmo pensato di poter fare, ci supporta economicamente, certo, ma è altrettanto importante il loro sostegno umano. Parlo di spirito di squadra perché non potrei definire in altro modo ciò che si è venuto a creare tra noi. Non siamo mai stati interessati a sponsorizzazioni prive di significato, vogliamo fare un percorso insieme alle realtà che ci sostengono, vogliamo raggiungere obiettivi comuni, perché crediamo che sinergie di questo tipo possano aiutare a cambiare la società” – Alessandra Palazzotti, Direttore Nazionale Special Olympics

“Cisalfa è una realtà sportiva presente su tutto il territorio, il fatto che si rivolga agli atleti Special Olympics, soprattutto che li tratti in quanto tali, è fondamentale. È un supporto notevole, che si traduce in partecipazioni congiunte agli eventi, come accaduto, per esempio, in occasione della Maratona di Milano, dove i nostri atleti hanno gareggiato per e insieme al team Cisalfa nella staffetta. Questi momenti fanno sentire i nostri atleti importanti. Lo stesso vale per il supporto tecnico, è una dinamica gratificante per noi e per gli atleti stessi” – Alessandra Sanna, Coordinatore Nazionale Atletica e Coach Special Olympics

“Cisalfa Sport ci ha dimostrato in questi anni di aver bene a mente il peso che può avere lo sport come strumento d’inclusione sociale. Spesso le grandi realtà imprenditoriali si prendono cura del bilancio economico-aziendale, ma trovo sia altrettanto importante il bilancio sociale. L’interesse di Cisalfa nei confronti dello sport declinato nella disabilità consente al movimento Special Olympics Italia di crescere, e la crescita del movimento è sinonimo di crescita culturale sul territorio nazionale” – Marco Petrozzi, Coordinatore Nazionale Pallacanestro e Coach Special Olympics

“Siamo partiti dai valori Cisalfa Sport, dai principi che sentiamo nostri, e che vogliamo rappresentare. Abbiamo un credo aziendale: il benessere nasce dallo sport. Nel nostro quotidiano ci impegniamo nel promuovere l’attività fisica e sportiva a tutti i livelli, cercando allo stesso tempo di creare opportunità per tutti. Essendo leader nella vendita di articoli sportivi nel mercato italiano, siamo anche ben consapevoli del fatto che possiamo avere un ruolo e un impatto positivo, ovvero valoriale, sul panorama sportivo e non del Paese. Il legame con Special Olympics nasce da queste consapevolezze, e dal desiderio di elevare lo sport come catalizzatore di cambiamento e inclusione. Perché, come insegna Special Olympics, si gioca tutti insieme nel campo dello sport come nel campo della vita, e noi siamo orgogliosi di veicolare questo concetto” – Alberto Fiasconaro, Direttore Marketing Cisalfa Group

IL SIGNIFICATO. Lo sport unificato Special Olympics va oltre il canonico, drammaticamente stereotipato, senso dell’attività fisica, divenendo sinonimo di opportunità. Opportunità di trasferire esperienze di pista o di campo nel vasto scenario della vita, di farne tesoro, crescendo come esseri umani, prima che come atleti, mostrando a sé stessi e, contemporaneamente, alla società, che è possibile ed auspicabile una cultura votata all’inclusione. Ed è altrettanto possibile ispirare un cambiamento globale di prospettive.

“Essere un coach Special Olympics per me equivale a rimettersi in gioco sempre. Ogni allenamento, ogni evento è una scoperta, devi continuamente reinventarti e trovare soluzioni per permettere agli atleti di competere serenamente. Loro sono i primi a rimettersi in gioco, li ammiro molto per questo. Entrare in contatto con gli atleti Special Olympics mi ha permesso di riscoprire lo sport: vedere la gioia nella pratica mi ha ridato la luce. Gli atleti affidano il loro genuino agonismo a me, e questa dinamica mi fa provare emozioni indescrivibili. Quando sto con loro sento tanta responsabilità, ma vengo sempre arricchita. Sono atleti fatti e finiti, che tratto come tali, alcuni arrivano addirittura a correre la mezza maratona in 1h21m, ma sono sempre pronti a girarsi e ad aspettare l’altro, e a cercare di migliorarsi. Non si arrendono, non si stancano mai. È fantastico” - Alessandra Sanna, Coordinatore Nazionale Atletica e Coach Special Olympics

“Come coach mi sento un punto di riferimento, non tanto da un punto di vista sportivo e tecnico, quanto, soprattutto, da un punto di vista umano. Definisco il mio ruolo con una parola, accogliere. È quello che fanno tutti i giorni gli atleti, con me, in palestra. Riescono ad accogliermi senza giudicarmi o valutarmi. Senza filtri o sovrastrutture. Nel mio piccolo, provo a fare lo stesso con loro, a far emergere il loro punti di forza e le loro qualità. Mi sono letteralmente innamorato di questo mondo fin dal primo momento, ha un’attrattiva unica, tutti se la giocano con tutti e osservo quotidianamente i miei atleti crescere come sportivi, certo, ma anche come esseri umani, come persone. Autonomia, autosufficienza, autoconsapevolezza... Questi sono strumenti che alleniamo tre volte alla settimana in palestra, e la domenica in partita. Il contributo mio e degli altri allenatori è infinitesimale, ed è incredibile poter essere testimoni di questo percorso di crescita” – Marco Petrozzi, Coordinatore Nazionale Pallacanestro e Coach Special Olympics

“È un onore essere al fianco di Special Olympics, dei suoi atleti e delle loro famiglie. Il significato della nostra sinergia sta anche nella possibilità d’imparare determinate dinamiche che fanno parte della loro quotidianità. Vivere al loro fianco le difficoltà, le sfide che affrontano, ci permette, costantemente, di comprendere il valore tangibile che lo sport ha su intere vite. Lo sport insegna a cadere, a fallire, e a rialzarsi. A cambiare in senso positivo. Crescere sportivamente coincide con il crescere personalmente, e questo per Cisalfa Sport è un caposaldo essenziale” - Alberto Fiasconaro, Direttore Marketing Cisalfa Group

L’ESPERIENZA. Lo sport come maestro di vita, in questa definizione si trova il DNA Special Olympics: un codice genetico, atletico e sociale trasmesso attraverso l’esempio. Un messaggio decifrabile da chiunque, in grado di stravolgere la percezione della realtà, aprendola ad un futuro migliore, dove non sono i limiti, ma le potenzialità e le abilità di ognuno a contare. Consapevolezze maturate azione dopo azione. Contatto dopo contatto. Parola dopo parola. Come un significativo testamento in costante aggiornamento.

“Mio padre è stato uno dei pionieri del programma Special Olympics in Italia, e me l’ha fatto conoscere come volontaria. Nel momento in cui tocchi con mano questa realtà, non riesci più ad allontanarti. Nel mio caso, ho vissuto un’esperienza meravigliosa durante una gara di nuoto, che mi ha segnato indelebilmente. Un atleta è arrivato a bordo vasca, era teso per il pubblico e per la distanza dal suo allenatore, e non voleva entrare in acqua. Io ero, per l’appunto, volontaria, e avrei dovuto accompagnarlo ai blocchi di partenza. Mi sono avvicinata, gli ho detto che l’avrei seguito da bordo vasca per tutta la gara, e lui ha accettato. Ogni bracciata ha controllato che fossi lì, ed è riuscito a vincere. Abbiamo festeggiato insieme e, quando è salito sul podio, ha voluto che lo premiassi io... Questo esempio rappresenta esattamente quello che è il cuore, l’anima di Special Olympics” - Alessandra Palazzotti, Direttore Nazionale Special Olympics

“La crescita umana degli atleti Special Olympics avviene soprattutto in occasione degli eventi nazionali e internazionali, quando viaggiano solo con i propri compagni e allenatori. Ogni volta tornano a casa cresciuti, più autonomi. Vi faccio un esempio, ho portato un’atleta a Dubai, per una competizione internazionale. È una ragazza autistica e prima della partenza era particolarmente in ansia, era molto tesa, perché sarebbe dovuta stare lontana dalla sua famiglia per alcuni giorni. All’arrivo non riuscivamo a contattare sua madre, perché la rete non funzionava. Dopo qualche ora, la situazione si è sbloccata, così l’ho raggiunta in una sala comune, dove stava parlando con altri atleti, dicendole che finalmente avrebbe potuto chiamare a casa. Mi ha risposto che in quel momento non poteva farlo, perché era impegnata. Così ho scritto un messaggio, riportando quanto mi era stato detto. Dopo pochi secondi, la madre mi ha risposto, dicendomi che aspettava un messaggio simile da 19 anni. È stato bellissimo” - Alessandra Sanna, Coordinatore Nazionale Atletica e Coach Special Olympics

“Nel 2000 ho visto per la prima volta il basket Special Olympics, e sono stato abbagliato da quell’esperienza. Amo la pallacanestro, sono stato un giocatore mediocre e per molti anni sono stato allenatore federale. Con Special Olympics ho trovato un mondo diverso, dove tutti vengono accolti indipendentemente dalle loro capacità. Uno dei problemi più grandi della pallacanestro in Italia è il tasso altissimo di abbandono precoce dell’attività. In Special Olympics, nessuno viene escluso o viene messo nelle condizioni di farlo, tutti hanno l’opportunità di giocare con atleti e squadre dello stesso livello. Per diventare una squadra vincente, qui, non basta avere giocatori che ‘risolvono le partite’, bisogna curare e alimentare le dinamiche interne al gruppo, i suoi equilibri. Per riuscirci, devo gestire le mie emozioni, oltre a quelle degli altri. Questo non vuol dire che non mi commuova durante gli eventi o in determinate occasioni...” - Marco Petrozzi, Coordinatore Nazionale Pallacanestro e Coach Special Olympics

“Ho avuto modo di giocare a calcio insieme agli atleti Special Olympics. Mi sono divertito, ho provato sulla mia pelle i valori veicolati dall’associazione, così come i suoi fini sociali, e ho anche provato sulle mie gambe, sui miei stinchi, il fatto che si giochi veramente a calcio. Non c’è nessuna differenza, c’è fatica, dolore, sudore. È stato un momento divertente, di vero sport, che ho replicato ultimamente, in occasione di una run-walk organizzata in sinergia con Special Olympics al Festival dello Sport di Trento” – Alberto Fiasconaro, Direttore Marketing Cisalfa Group

LA VITTORIA. Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze. Nel giuramento degli atleti Special Olympics è insita l’essenza della visione stessa dell’associazione, secondo cui la vittoria non sta nel superficiale dato sportivo, quanto nell’inquantificabile effetto che ogni allenamento ed ogni evento hanno sulla dimensione personale di ogni atleta, e non solo. Il massimo sforzo sul campo, spiega la visione di Special Olympics, conduce ad una vittoria nella vita, una vittoria per l’intera società.

“Nelle nostre gare premiamo tutti. Il concetto che trasmettiamo è quello che arrivare ad una gara equivale, di fatto, ad aver già raggiunto una medaglia preziosa, ad aver superato una lunga serie di barriere solo attraverso l’impegno. E l’impegno deve essere premiato. Nell’universo Special Olympics, poi, l’idea di competizione assume molte forme. Mi è capitato, per esempio, di assistere ad una gara di atletica in cui un atleta è caduto, ed è stato rialzato da un suo avversario che poteva arrivare primo. Sono arrivati ultimo e penultimo, ma sono stati celebrati da tutti. Se spostiamo questo ragionamento sul piano scolastico, è chiaro come questo approccio allo sport possa aiutare le nuove generazioni. Noi educhiamo all’impegno, non alla competizione sfrenata e all’ossessiva ricerca del risultato” – Alessandra Palazzotti, Direttore Nazionale Special Olympics

“Il messaggio che vogliamo trasmettere è che sicuramente è bello vincere, perché è impossibile dire il contrario, ma la vittoria sta in molto più di un primo posto. La vittoria sta nell’ottenere il miglior risultato, nella preparazione, nella possibilità di avere sempre una nuova possibilità, anche se si sbaglia una gara... Ogni allenamento, ogni evento sono possibilità per migliorarsi, per superare le paure e imparare: questa è la vera vittoria. Superare gli ostacoli nell’atto sportivo serve poi a superare quelli della vita quotidiana. Maturare la consapevolezza che l’impegno, di per sé, è un grandissimo successo, porta ad evolvere gli atleti Special Olympics nell’approccio alla vita intera.” – Alessandra Sanna, Coordinatore Nazionale Atletica e Coach Special Olympics

“La vittoria, in Special Olympics, è ben più di migliorare la propria posizione in classifica. Se aiutiamo un atleta ad aumentare la propria autonomia, a migliorare il senso di autoefficienza, a prendere coscienza del fatto che i miglioramenti in palestra possono essere trasposti anche nell’approccio alla vita quotidiana, allora abbiamo vinto. È una vittoria in senso lato. Il successo sta tanto nel miglioramento del terzo tempo, o della meccanica di tiro, quanto nella gestione di dinamiche sociali e individuali che prima non l’atleta non sarebbe stato in grado di gestire” - Marco Petrozzi, Coordinatore Nazionale Pallacanestro e Coach Special Olympics