I dettagli della fotografia sportiva
Nel vasto mondo della fotografia, pochi sanno catturare la cruda energia e l'emozione dello sport come Jay Kolsch. Con una formazione teatrale e cinematografica, il percorso di Kolsch per diventare un celebre fotografo sportivo è dinamico come le immagini che crea. La sua prospettiva unica, plasmata dall'amore per la narrazione e dall'emozione delle performance dal vivo, gli ha permesso di vedere oltre l'ovvio, catturando momenti di grinta e passione che ad altri potrebbero sfuggire.
Jay ci ha raccontato del percorso serendepico che lo ha portato dai palcoscenici bui del teatro al mondo frenetico della fotografia sportiva. Attraverso il suo obiettivo, testimonia non solo le imprese fisiche degli atleti, ma dell'anima stessa dello sport: gli alti e i bassi, la tranquilla intensità della preparazione e gli elettrizzanti momenti di trionfo.



“Ciò che mi ha introdotto alla fotografia è stato il teatro. Mi piaceva molto stare sul palcoscenico e gli aspetti tecnici del mettere in risalto un attore. Passare tutto il giorno in un teatro buio, sentendo il calore dei riflettori, mi ha fatto innamorare di quell'ambiente creativo. Le luci, l'oscurità e i set mi hanno portato a frequentare la scuola di cinema.”
“Dopo l'università, sono diventato un caricatore di pellicole per il cinema. Caricavo e scaricavo le pellicole per il reparto telecamere di vari film e spettacoli televisivi. Proprio nel periodo in cui gli spettacoli iniziavano a passare al digitale, c'è stato uno sciopero degli sceneggiatori negli Stati Uniti ed è diventato molto difficile trovare lavoro."
“Uno dei primi lavori che ho trovato è stato come assistente in una campagna fotografica per un brand di calzature. Avevano bisogno di qualcuno che li assistesse, che portasse l'attrezzatura, le luci, ecc. Mi ha colpito molto la differenza tra i grandi film e la fotografia, il modo in cui i fotografi possono realizzare grandi campagne creative con troupe molto più piccole. All'improvviso, ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia perché era uno sbocco creativo molto più tangibile per me."
“Ho iniziato ad assistere alcuni dei più grandi fotografi di moda del mondo a New York. Ho girato il Paese e il mondo illuminando e dirigendo le troupe di grandi campagne. Tecnicamente, è da lì che proviene il mio background fotografico e dove il mio gusto ha iniziato a formarsi. Credo anche che il teatro e il cinema abbiano contribuito a formare una prima parte del mio stile. È per questo che si può notare la crudezza e l'emozione in qualsiasi cosa io stia fotografando.”




“Penso che molte persone sarebbero sorprese nel sapere che siamo letteralmente solo io e un team molto piccolo, di solito io e un assistente/tecnico a scattare campagne per grandi brand.”
“Uso un'illuminazione minima e la maggior parte del mio lavoro è alla luce del giorno. Ho imparato ad accettare tutti i tipi di luce diurna e ho cercato di massimizzare la mia comprensione di come scattare un'immagine forte e potente con poco più della mia macchina fotografica. L'importante è avere un punto di vista unico."
“Lo sport ha tutto. Grinta, dramma ed emozione. Ci sono alti, bassi, allenamenti fisici impegnativi ed esecuzioni, e tutto si muove sempre così velocemente! È perfettamente in linea con il mio stile visivo. Non c'è sport di cui non riesca a cogliere l'emozione o a trovare la grinta e ottenere qualcosa di crudo e viscerale. La fotografia sportiva è stato un fit naturale."
“Quello che mi piace della fotografia sportiva è che non si tratta di catturare il momento perfetto. Sono gli attimi che precedono un grande gesto e tutti i piccoli momenti intermedi in cui puoi trovare la vera passione e la dedizione emergere."






“Personalmente sono attratto da chiunque abbia un punto di vista unico. Credo che negli ultimi anni la fotografia sia diventata molto omogenea. Tutto sembra uguale. C'è un tono di piattezza. A volte mi annoio a morte su Instagram e questo non vuol dire che il lavoro sia brutto, ma solo che è molto monocorde, molto simile. Quando ci si imbatte in qualcosa che ha un punto di vista unico, si può trarre ispirazione da persone che si sono appena laureate e hanno scattato per un anno, sei mesi, fino ad alcuni dei migliori fotografi odierni. Inoltre, non traggo ispirazione solo dal mondo dello sport, ma anche dalla moda, dall'avventura e dalle foto outdoor. Lavorare con i più grandi fotografi di moda mi ha aiutato a costruire dei riferimenti classici e a sviluppare il mio gusto personale.”
“Amo fotografare gli sport marginali. Gli sport non “tradizionali”. Li adoro perché questi atleti si svegliano con la stessa passione, dedizione e sforzo in allenamento dei professionisti, e danno una performance incredibile. Uno di questi sport marginali che ho avuto l'opportunità di fotografare è stato il Motorcycle Wall of Death. Ero là fuori, pronto a fotografare i piloti. Mi sono seduto in cima alle tribune per gli scatti di prova, visto che avevano appena costruito tutto e non era ancora aperto al pubblico. Di solito, quando fotografo sono molto concentrato, ma quando sono saliti sul muro per la prima volta, hanno iniziato ad andare sempre più veloci, arrivando proprio davanti al mio obiettivo... la macchina fotografica mi è caduta dal viso e sono rimasto a bocca aperta, ero completamente bloccato. Il mio assistente mi scuoteva il braccio dicendomi: ‘Ehi, vuoi scattare?’ Mi sembrava di essere uno dei bambini per cui si esibiscono. Non credo che lo dimenticherò mai, perché è una delle poche volte in cui ho tolto l'obiettivo dall'occhio mentre dovevo scattare, perché sono stato colto alla sprovvista da un'esperienza tanto viscerale quanto potente.”
“Atleta è una parola ben definita nel dizionario, ma in realtà è un concetto molto più ampio. Mi piace approfondire il concetto di atleta e di sport, perché molti sport non ricevono la giusta copertura mediatica, come il giavellotto o il tiro a segno. Sono sempre alla ricerca di sport minori e interessanti su cui concentrarmi. Cercando di esprimere come un atleta dilettante condivida in realtà molte delle stesse prospettive e visioni di un professionista.”











