Athleta Magazine Issue 13, un nuovo capitolo per il nostro magazine indipendente
“I più intensi momenti nascono quando corpo e mente vengono portati al limite, nella scelta consapevole d’inseguire qualcosa di difficile e degno di essere raggiunto”, scriveva lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi.
Athleta Magazine Issue 13 prosegue nel flusso che ha sempre contraddistinto la visione del nostro media: un flusso estremamente affine a quello teorizzato da Csíkszentmihályi. Ovvero, lo sforzo e la passione atletica vissute come intenso mosaico, come punto d’incontro di corpo e mente, come consapevole inseguimento di un qualcosa di difficile, ma degno d’essere raggiunto: nella nostra filosofia, la conoscenza culturale e l’estasi estetica sprigionate dall’immaginario sportivo.
In copertina, la quintessenza di questa logica. ‘Chavoso’, un’immersione nei barber shop brasiliani (barberias) scanditi da loghi e riferimenti al Beautiful Game che, attraverso la lente di Jeff Pedroso, palesano l’irrazionale amore per il calcio, e i suoi simboli, nel Paese dell’ordine e del progresso. Di tradizione in tradizione. Ad un oceano di distanza, nelle Valleys gallesi, le suggestioni di RiseUp Duo indagano con ‘Up&Under’ un bene tanto materiale, quanto immateriale: il rugby, che in quest’incantata e ruvida porzione di Regno Unito assume la funzione d’eredità storica, identità e polo aggregativo per intere comunità. Entriamo poi nel pensiero di un’icona sensibile del tennis italiano e mondiale, Matteo Berrettini, seguito dalla macchina fotografica di Yoann Guerini in una speciale produzione condivisa con BOSS. ‘More Myself’ fa ritornare ‘The Hammer’ alle proprie origini, al suo primo circolo romano, per festeggiare il traguardo dei 30 anni e permettere un inedito, significativo scambio tra il Berrettini uomo e il Berrettini tennista. Dove l’aria si fa rarefatta, negli scenari d’alta quota, entriamo nel ‘Lunar Asylum’ plasmato dallo styling creativo di Elena Bertacchini e dagli scatti di Andrea Casagrande. Transitiamo poi da una gelida poesia di montagna ai bollenti ritmi collettivi della Courniche Ouest di Dakar e di ‘Rust and Grit’, reportage di Max Manavi-Huber dedicato alle sabbiose, perpetue melodie sportive della capitale senegalese. Perpetua è anche la ricerca d’eccellenza di Nadia Battocletti, che nel progetto editoriale ‘Architecture of Running’, sviluppato in collaborazione con ASICS e fotografato da RiseUp Duo, associa la sua rivoluzionaria corsa ai luoghi che l’hanno scandita, e continuano a farlo: le montagne trentine. Dopo la cultura sportiva contemporanea più alta, diamo spazio ad un’indomita sottocultura, quella dello scatto fisso, analizzata in tutto il suo fascino newyorchese dal focus ‘Piñón Fijo’, frutto della variegata indagine documentaristica proposta da José A. Alvarado Jr. Senza tempo la scatto fisso. Senza tempo l’impatto di FILA sulla cultura sportiva tutta, nonché le sue forme e innovazioni: un impatto che abbiamo elevato entrando negli archivi del brand e creando, in ‘A Timeless Heritage’, un composito editoriale fashion frutto dello styling della nostra Fashion Editor Silvia Ortombina | Tiny Idols e della lente di Riccardo Romani. Dopo un’altra fuga in vetta, garantita dall’approccio visuale allo snowboard di Daniel Nedierkofler e dalla conseguente gallery proposta in ‘Resonance’, dove Paesi lontani, come Giappone e Norvegia, trovano affinità nella poesia della tavola, giungiamo infine ad una delle massime interpretazioni fotografiche del ciclismo attuale: quella proposta da Sean Hardy in ‘This Was Never Planned’, una serie di visioni raccolte seguendo il team Lidl-Trek.
Athleta Magazine Issue 13 è pronto, non rimane che immergersi nel suo immaginario sportivo e culturale.























